LA CITTA' LAGUNARE CONTINUA A PREFERIRE IL TURISMO DI LUSSO
ALLA CULTURA
“Com’è triste Venezia” cantava Charles Aznavour nell’omonima
canzone, riferendosi a un amore finito che la stupenda città lagunare ricordava
al povero protagonista della storia. Ma
Venezia oggi è triste anche per come sia alla mercé del turismo. E non mi
riferisco solo alle tragedie che hanno visto morire un turista tedesco due anni
fa o un'intera famiglia olandese dodici anni fa, a causa del traffico in mare
di gondole e navi (morti così distanti che fanno capire come il problema non
sia stato risolto, ancora oggi). Bensì a una città mortificata dai tavolini con
ombrelloni dei bar siti in ogni angolo, alcuni dei quali ostacolano pure la
visuale di importanti punti panoramici. Per non parlare dei continui negozi di souvenir,
che con la loro merce esposta rendono ancora più ostico il passaggio nei già
stretti vicoletti. Il turismo deve essere una risorsa e non un cappio al collo
per una stupenda città. La deve arricchire e non deturpare. E in questi giorni
perfino una mostra fotografica di un noto fotografo viene umiliata nella città
lagunare in favore delle grandi navi da crociera.