mercoledì 31 agosto 2011

CROLLATO IL NUMERO DEI GIOVANI IMPRENDITORI


STANDO AI DATI DIRAMATI DALL’ISTITUTO DI SONDAGGI DATAGIOVANI, NEGLI ULTIMI 5 ANNI L'IMPRENDITORIALITÀ GIOVANILE SI È RIDOTTA DI OLTRE IL 16%

Negli ultimi anni, complice anche l’ottimismo spregiudicato di certi politici e il crollo del posto fisso, si è infondato nei giovani un fin troppo facile ottimismo riguardante le possibilità di creare un’impresa di successo. La realtà è però ben diversa, plasmata da un lato dalle recessioni economiche diventate ormai cicliche a partire dalla seconda metà anni ’70, e dalle caratteristiche socio-demografiche del nostro Paese dall’altro. Interessanti a tal fine sono i dati diramati dall’Istituto di sondaggi Datagiovani, alquanto inquietanti e sconfortanti sul calo delle imprese gestite da under 30 nel nostro Paese. Vuoi per la crisi, vuoi perché si accede al lavoro in età più tarda, vuoi perché le banche sono meno disposte a concedere credito.

martedì 30 agosto 2011

LA CASTA DEI SINDACATI


DA BERTINOTTI A COFFERATI, PASSANDO PER D’ANTONA E PEZZOTTA. ECCO ALCUNI SINDACALISTI CHE SI SONO ARRICCHITI

I Sindacati sono accusati di essere una casta tanto a destra quanto a sinistra. Ce lo dice ad esempio un libro del giornalista de L’espresso, Stefano Liviadotti, chiamato in modo inequivocabile: L’altra Casta. E c’è l’articolo de Il Giornale di stamani a firma di Stefano Zurlo che pure mette in evidenzia come molti esponenti sindacali si siano arricchiti e abbiano fatto carriera grazie ai movimenti sindacali.

QUALCHE ESEMPIO IN CGIL - Fausto Bertinotti, una vita fra Cgil e sinistra radicale, ha cominciato a difendere gli operai del tessile negli anni Sessanta, quando nessuno conosceva la sua parlata arrotata e i suoi leggendari golfini di cachemire. Nel ’94 il giro di valzer. I lavoratori vanno serviti da Montecitorio. Dove il salottiero leader della sinistra rivoluzionaria s’installa come un monumento per quattro legislature e raggiunge l’apice diventando presidente dell’assemblea. Poi la sinistra estrema viene travolta dalla tempesta elettorale e nel 2008 scompare dal Parlamento. Il comandante Fausto può andare serenamente in pensione. La sua indennità raggiunge 6.317 euro al mese. Una cifra che molti guardano solo col binocolo. Qualcuno, invece, si è defilato. Sergio Cofferati, tribuno insuperabile, radunò al Circo Massimo una folla oceanica per protestare contro Berlusconi. Nessuno sapeva calamitare le folle come lui e tutti ricordano il Cinese numero uno della Cgil dal ’94 al 2002. Poi s’istituzionalizza. I Ds lo chiamano per riprendere una città simbolo come Bologna. L’impresa riesce ma l’immagine comincia a sbiadirsi. Il ruolo non è tagliato per Cofferati che amministra Bologna per i canonici cinque anni e se ne va senza suscitare eccessivi rimpianti. Ora per ritrovare un pezzo di storia sindacale bisogna andare a Strasburgo. Qui l’europarlamentare Cofferati fa il suo lavoro e guadagna 13.168,91 euro al mese.

…E QUELLI DELLA CISL -  Ma c’è chi se la passa anche meglio: Sergio D’Antoni, uno dei cavalli di razza della Cisl, nome molto popolare per milioni di lavoratori. Segretario del sindacato d’ispirazione cattolica per tutti gli anni Novanta, è approdato al porto dei postcomunisti targati Pd. Ormai è alla sua terza, inattaccabile legislatura e porta a casa lo stipendio da deputato che ammonta a 14.269,62 euro. Queste sono le cifre dei rappresentanti del popolo. E la Cisl è stata un grande serbatoio di parlamentari. Savino Pezzotta, capo del sindacato dopo D’Antoni dal 2000 al 2006, è pure lui a Montecitorio. Non ha scelto come casa il Pd ma l’Udc, continuando al centro la battaglia di cattolico impegnato. La paga però è la stessa del collega. Più di 14mila euro al mese, senza contare i benefit. E sulla stessa lunghezza d’onda si ritrova un altro dirigente di punta del Pd, Pier Paolo Baretta, negli anni Ottanta e Novanta segretario della Fim-Cisl, il ramo metalmeccanico del sindacato, e poi nel biennio 2007-’08 segretario aggiunto con Raffaele Bonanni. Raggiunti i gradi di generale, pure lui chiude nel cassetto la sua prima vita e viene paracadutato dal Pd come soldato semplice alla Camera. Lo stipendio è quello di D’Antoni e Pezzotta. Senza esagerare, si può dire che mezzo stato maggiore della vecchia Cisl è passato dall’altra parte della barricata. Gli irriducibili avversari dei governi, che talvolta rischiavano di cadere per uno sciopero generale, si sono ritrovati sulle sponde della maggioranza.


SALVATORE RONGHINapoletano verace, ribattezzato dagli avversari l'«uomo della congiuntivite» per alcune memorabili scivolate oratorie, attuale braccio destro di Renata Polverini che lo ha scelto come segretario generale alla Pisana con uno stipendio di 189 mila euro, ex sindacalista Cisnal, poi Ugl, ma anche ex Msi, ex An da cui uscì sbattendo la porta nel 2008 per la mancata candidatura a deputato, nonché ex Mpa, ex vicepresidente del consiglio regionale campano e oggi stratega del movimento polveriniano «Città nuove»...È sull'asse Napoli-Roma, dunque, che Ronghi, 60 anni, ha costruito la sua ascesa: nella capitale nel 2010 ci è arrivato lo stesso, da super-manager. Con una gratifica aggiuntiva: la nomina nel Cda della Fondazione cinema per Roma. Ma intanto in Campania continua a muoversi da «colonnello», capace di controllare un bel numero di voti e politici locali come fondatore del gruppo «Forza del sud», nato un anno fa.

SI CHIUDE CON DEL TURCO E CHIAMPARINO - Tanti, tanti di più di un altro sindacalista dal curriculum lunghissimo: Ottaviano Del Turco. Che oggi è pensionato e non per scelta: dopo essersi fatto le ossa fra Fiom e Cgil e dopo aver gestito il Psi nella fase drammatica di Mani pulite, da governatore dell’Abruzzo è finito in manette il 14 luglio 2008. Gli contestano molti e pesanti capi d’imputazione, lui si proclama innocente, il caso è ancora aperto. Ci vuole pazienza. Del Turco aspetta, e intanto se la cava grazie alla pensione di parlamentare. Quei 12 anni passati fra Camera e Senato gli fruttano qualcosa come 5.471 euro al mese. Più di quelli che spettano a un altro Ds molto amato dalla base: Sergio Chiamparino. Partito come segretario della potente Cgil piemontese, Chiamparino è poi stato in Parlamento per una legislatura, prima di diventare sindaco di Torino. Ora, fresco neo pensionato, può incassare la pensione. Ma a lui toccano «solo» 3.108 euro.

Chissà se a leggere queste cose si ha davvero ancora voglia di scendere in Piazza insieme alla Cgil, o accettare gli atteggiamenti padronali della Cisl.

lunedì 29 agosto 2011

I REATI COMMESSI DA FILIPPO PENATI SONO GRAVI…MA PRESCRITTI


RICONOSCIUTO IL SISTEMA DI CORRUZIONE CHE POSE IN ESSERE PER CIRCA QUINDICI ANNI, MA I TERMINI SONO ORMAI DECORSI

Filippo Penati tira un sospiro di sollievo. I gravi reati riconosciutigli sono prescrivibili. L’unico effetto che avrà per lui tale vicenda giudiziaria è l’autosospensione dal Partito Democratico e l’uscita dal gruppo consiliare regionale. Una scelta per scindere, come ha dichiarato, «nettamente la mia vicenda personale dalle questioni politiche e per non creare problemi e imbarazzi al Partito».
Un gesto che non servirà certo a cancellare quella che è stata un’autentica Tangentopoli perpetuata per 15 anni nel suo Sesto San Giovanni.

mercoledì 24 agosto 2011

LA CASTA NON E’ SOLO A ROMA. IL CASO DELLA REGIONE SICILIA E CAMPANIA


LA REGIONE SICILIA GODE DI UN MENÙ ANCOR PIÙ SCONTATO DI QUELLO DEI PARLAMENTARI, MENTRE I LORO COLLEGHI CAMPANI ANNUNCIANO BATTAGLIA PER I TAGLI PREVISTI AL LORO CONSIDEREVOLE STIPENDIO

Il termine Casta riferito alla politica è associato convenzionalmente ai privilegi di cui godono i nostri parlamentari. Ma ci sono altre Caste politiche sparse per l’Italia, ossia quelle degli enti locali. Nella fattispecie, la Casta delle assise regionali. Di seguito riportiamo due esempi: la Regione Sicilia e la Regione Campania.

sabato 6 agosto 2011

LA GIUNTA DE MAGISTRIS TUTELA IL CENTRO STORICO


IL PROGETTO DI UNA MAXI AREA A “TRAFFICO LIMITATO” E LA CHIUSURA DI ALCUNE STRADE PER USO ESCLUSIVAMENTE PEDONALE, PARTIRA’ DA FINE LUGLIO E SARA’ COMPLETATO ENTRO OTTOBRE

E’ nel programma, e il neo Sindaco di Napoli de Magistris non vuole certo venire meno ad uno dei punti più importanti per la valorizzazione urbanistica e culturale del centro-storico. Ovvero, l’avvio di una maxi area a traffico limitato e la creazione di nuove aree pedonali nel centro storico di Napoli.

giovedì 4 agosto 2011

L’IRISBUS RISCHIA LA CHIUSURA, TRA L’IRRESPONSABILITA’ DELLA FIAT E ILMENEFREGHISMO DEL GOVERNO


IL VERTICE TRA L’AZIENDA E I SINDACATI SI E’ CONCLUSO CON UN NULLA DI FATTO. PER IL GOVERNO PRESENTE IL MINISTRO ROTONDI, SENZA ALCUNA VOCE IN CAPITOLO

L’Irpinia in primis, e il Mezzogiorno in generale, rischiano di perdere una delle più importanti realtà industriali del territorio. Una delle poche ancora in vita. Parliamo dell’Irisbus sita nella Valle Ufita di Flumeri, Avellino. La Fiat, che la controlla mediante la propria orbita Iveco, ha deciso di disfarsene: o cedendola a un’altra azienda - la Itala spa di Isernia del gruppo Di Risio - o chiudendola definitivamente. Anche la prima opzione non è del tutto positiva, giacché ciò comporterebbe una sensibile riduzione del personale.
Gli operai sono in fermento da mesi, presidiando l’esterno della fabbrica, occupando strade stradali, l’autostrada e i Municipi. La prospettiva non è delle migliori, visto che il vertice fondamentale di mercoledì si è concluso con un nulla di fatto.

mercoledì 3 agosto 2011

DOPO UN ANNO DI DURO LAVORO LA CASTA VA IN FERIE


IL PARLAMENTO SI RIUNIRA’ TRA UN MESE, IL 6 SETTEMBRE. FERIE LUNGHE ANCHE PER LE COMMISSIONI, CHE RIPRENDERANNO I LAVORI SOLO IL 29 AGOSTO

Dopo un anno di duro lavoro - con un ritmo stakanovista medio annuale di 2 giorni a settimana della durata di circa 3 ore - le Camere si concedono una meritatissima vacanza di oltre un mese. Il rientro è previsto per il 6 settembre, mentre le “utilissime” Commissioni parlamentari riprenderanno un po’ prima: il 29 agosto. Scrupolosi diremmo.
Anzi, in un primo momento, il rientro dalle ferie era previsto per il 12 settembre. Ma i nostri parlamentari sono appunto scrupolosi e sanno bene che con tutti i guai economico-sociali che ha il nostro Paese, 34 giorni anziché 40 di immobilismo parlamentare contano. Eccome. Sempre in tema di stacanovismo e scrupolosità, il Presidente della Camera Fini si è detto disposto a riunire la Camera anche “Ad horas”, perfino a Ferragosto. Cosa non farebbe il buon Gianfranco pur di infastidire Silvio e i suoi, visto che il suo Fli, in sede di preferenze elettorali, poco ci riesce (secondo i sondaggi supera poco più del 3%).