mercoledì 14 marzo 2012

SONO NOVE GLI ITALIANI ANCORA SOTTO SEQUESTRO PER IL MONDO


CON IL TRISTE CASO DI FRANCO LAMOLINARA L’ATTENZIONE PUBBLICA E’ TORNATA SU DI LORO

Si è conclusa drammaticamente la vicenda di Franco Lamolinara, originario di Gattinara in provincia di Vercelli, sequestrato il 12 maggio 2011 in Niger dove si trovava da dieci anni e lavorava come tecnico per la società di costruzioni Stabilini Visinoni Limited. Lamolinara al momento del rapimento era impegnato nella costruzione di un edificio della Banca centrale a Birnin Kebbi; i rapitori hanno fatto irruzione nell’appartamento che il tecnico divideva con un collega ingegnere britannico e hanno sequestrato entrambi. In seguito a un’irruzione decisa unilateralmente dai britannici qualche giorno fa, sono stati uccisi entrambi a mo’ di esecuzione dai loro aguzzini.
Sono ancora nove gli italiani tenuti sotto sequestro qua e là nel Mondo, tutti partiti per missioni umanitarie o lavoro tra l’Africa e il Medio Oriente. Eccoli, partendo dai più recenti.

I SEI A BORDO DEL MERCANTILE IEVOLI - Il 27 dicembre del 2011 nel Golfo dell’Oman la motonave Enrico Ievoli – priva di protezione perché in procinto di unirsi a un convoglio scortato da navi militari – viene attaccata da alcuni pirati somali che ne prendono il controllo e la portano alla fonda di fronte alle coste della Somalia. I ministri degli Esteri italiano e somalo hanno assicurato di lavorare perché la vicenda si risolva il prima possibile.

IL CASO LO PORTO - Il 19 gennaio di quest’anno è stato rapito Giovanni Lo Porto, trentottenne palermitano impegnato nella cooperazione internazionale con alle spalle anni di esperienze e passione. Lo Porto è stato rapito a Multan, nella parte pakistana del Punjab dove si trovava per realizzare alloggi di emergenza. Il rapimento di Lo Porto ha fatto inserire il Pakistan nella lista dei Paesi a rischio sequestri.

ROSSELLA URRU - La ventinovenne sarda Rossella Urru è stata rapita la notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011 mentre si trovava nel campo profughi di Hassi Raduni in Algeria, dove trovano ristoro e cure i rifugiati Saharawi in esilio. Rossella lavorava a un progetto umanitario per il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli. A quanto pare la ragazza è stata rapita da guerriglieri di un movimento jihadista.

C’E’ ANCHE UNA TURISTA - Il 2 febbraio 2011 nel deserto algerino è stata rapita Maria Sandra Mariani, 53 anni, turista esperta e con una conoscenza profonda del territorio algerino dove ha trascorso molto tempo della sua vita. Nonostante le precauzioni il rapimento è stato inevitabile e imprevedibile: l’area è una delle roccaforti di Al Qaeda nel Maghreb.

Fermo restando la solidarietà per quanti, italiani e non, stanno vivendo da mesi momenti drammatici, lontani dai propri cari e dalla propria terra d’origine, è chiaro che ciò non accadrebbe se nel Mondo molti Paesi, specie africani e mediorientali, non fossero abbandonati a se stessi e defraudati delle proprie risorse naturali. Ciò vale soprattutto per i lavoratori delle piattaforme petrolifere, spesso soggetti a sequestri per opera di pirati somali o nigeriani. Ma a pagarci le pene sono anche i volontari, il cui sequestro può giovare fior fior di denari. Speriamo comunque che siano restituiti presto alla loro vita.

(Fonte: Wakeupnews)

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