mercoledì 27 maggio 2015

Nasce Possibile di Pippo Civati, ennesimo movimento di sinistra: gli obiettivi e le proposte

L'ORMAI EX ESPONENTE DEL PD HA CREATO UN MOVIMENTO APPOGGIANDOSI SUGLI ISCRITTI DELL'OMONIMA ASSOCIAZIONE

La sinistra italiana e le sue numerose sfaccettature, correnti e controcorrenti. Fin dal crollo del Partito comunista italiano, si sono creati movimenti e partiti con sfumature diverse, che non hanno fatto altro che alimentare la frammentazione e la confusione nell'elettorato. Volendosi soffermare solo sugli anni più recenti, basta ricordare come dieci anni fa in tanti vedevano come nuova speranza ed esempio il leader socialista spagnolo Zapatero. Il quale, dopo i primi anni lusinghieri, si è disciolto con tutti i suoi buoni propositi. Poi arrivarono Obama e Tsipras. Se il primo è ormai agli sgoccioli e non è riuscito nei suoi intenti di partenza, il secondo sembra già aver fallito. E con lui pure il movimento italiano L'Altra Europa con Tsipras, già spaccato e intriso di polemiche. L'ultimissimo modello a cui ispirarsi viene nuovamente dalla Spagna ed è diventato Podemos, che domenica scorsa ha spazzato via il vecchio bipartitismo Popolari-Socialisti. Manco il tempo di esultare, che c'è chi ha ben pensato di tentare la stessa fortuna in Italia. Trattasi di Pippo Civati, uscito dal Partito democratico in rottura con Renzi, il quale ha creato il movimento Possibile. Quali sono i suoi obiettivi? Era necessario creare un'ennesima cosa rossa?

POSSIBILE NASCERA' DOPO LE REGIONALI - Subito dopo le Regionali nascerà Possibile, la rete che il deputato uscito dal Partito democratico immagina come un movimento «inedito e diverso dal solito». Di ufficiale non c’è ancora nulla. Ma il simbolo, realizzato da Federico Dolce e Marianna Zanetta del Vixen Studio di Torino, militanti convinti, sarà depositato in queste ore e qualche provino è sfuggito al controllo dei creatori. Tessere di iscrizione, t-shirt con il simbolo, gadget... Tutto è pronto per il lancio.
Quanto al traguardo, Civati rivela senza imbarazzo di puntare dritto a Palazzo Chigi: «La fogliolina di ulivo è questa cosa qua, ci si presenta per governare il Paese e non per fare testimonianza». Lei parte da solo, come pensa di costruire l’alternativa al presidente del Consiglio? «A parte che non sono affatto solo, Matteo Renzi in questo momento sta dicendo cose molto confuse e non voglio partecipare alla polemica... Possibile non è uno strappo. È una sfida rivolta a noi stessi e ad altri compagni di strada. Non è contro nessuno e non vuole escludere nessuno».
Il viaggio di Possibile comincia dalla Liguria. Dove lo sfidante di Raffaella Paita, il civatiano Luca Pastorino, spera in un risultato a due cifre. Ecco, per Civati la Liguria non è solo un laboratorio della nuova sinistra fuori dal Partito democratico, ma un vero e proprio test. Quanti voti il nuovo movimento potrebbe rubare al partito di Renzi, alle prossime Politiche? E quanti potrebbe pescarne nell’immenso mare dell’astensione? Civati è ottimista. Sta reclutando giovani «molto motivati», pronti a impegnarsi sul territorio (e via web) per costruire dal basso una forza politica alternativa «molto larga, trasversale, dinamica e moderna», che sia un mix tra rete e movimento.
Via le scatole cinesi dei partiti tradizionali e piramidali, con la direzione, la segreteria, i forum e le vecchie sezioni. La proposta politica di Possibile sarà trasversale e orizzontale e nascerà dalle idee dei cittadini attraverso i comitati, che porteranno avanti campagne su singoli temi. Per aprire un comitato basterà trovare minimo dieci adesioni e massimo cinquanta e chiedere l’iscrizione al partito. Quel che Civati ha in mente è un sistema di consultazione permanente degli elettori, per misurare il battito del cuore della base e non sbagliare mosse: dalla scelta dei candidati alle battaglie da portare in Parlamento, dove il fondatore lavora ai gruppi di Possibile.

LA BASE DI PARTENZA SARA' L'ASSOCIAZIONE 'E' POSSIBILE' - Il «tesoretto» di Civati è il database dell’associazione «È Possibile» che conta 50 mila iscritti. Nel calendario è segnata in rosso la data del 3 giugno, giorno in cui la nascita della nuova «cosa rossa» sarà ufficializzata. Seguirà una lettera-documento e poi, a luglio, la festa del partito.

Vedremo dove andrà e quanto durerà. Visti i tanti precedenti, qualche dubbio è più che lecito. Un successo è poco possibile.


5 commenti:

  1. liberoarbitrio27 maggio 2015 19:07

    obiettivi? una poltroncina per non andere a lavorare.

    RispondiElimina
  2. Pasquino_dicit27 maggio 2015 19:08

    Te stai a sbaja...Fosse stato p'a poltroncina rimaneva a lecca', come fanno l'artri, er "lato b" all'ebetino...te pare?

    RispondiElimina
  3. Ci mancava proprio!

    RispondiElimina
  4. ennesimo movimento di sx,ed ennesima elargita di soldi dello stato sotto forma di finanziamento ai partiti.di tagli,manco l'odore

    RispondiElimina
  5. Ma come fai a parlare te di ennesimo movimento di sinistra... ma guarda a destra e conta... é meglio!

    RispondiElimina