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martedì 20 maggio 2014

LIBIA NEL CAOS: LE COLPE DELL’OCCIDENTE

DOMENICA E’ STATO TENTATO UN COLPO DI STATO MILITARE. DALLA CADUTA DI GHEDDAFI LA SITUAZIONE NEL PAESE E’ ANCORA FRAGILE

Come già successo all’Afghanistan e all’Iraq, anche la Libia liberata dall’oppressione dalle “forze del Bene” incarnate per auto-proclamazione dai Paesi occidentali, versa nel caos civile e nella fragilità politica. Muammar Gheddafi è stato rimosso per volere di Francia e Gran Bretagna, ma noi italiani ne stiamo pagando il prezzo più alto: abbiamo perso, sul totale delle forniture energetiche estere, l’11% proveniente dalla Libia, costretti così ad una maggiore dipendenza dalla Russia; e siamo continuamente inondati da immigrati per effetto del mancato controllo delle coste libiche. Il Governo Berlusconi, baciamano a parte, aveva stretto con la Libia importanti accordi commerciali e politici, venuti meno con la destituzione del Raìs libico. Il tutto, mentre da ormai 2 anni e mezzo il Paese non ha ancora una stabilità democratica. E rischia di ripiombare in una dittatura militare.