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giovedì 28 gennaio 2016

Caso Rohani: centrodestra dimentica imbarazzante precedente

Il presidente iraniano ha incontrato a Roma matteo renzi e sergio mattarella. Ci sono state polemiche per la scelta di coprire le statue dei musei capitolini

l'Iran si è finalmente aperta al Mondo, dopo decenni di chiusura successivi alla rivoluzione dello Ayatollah Khomeini. Molto importante è stata la vittoria alle ultime elezioni presidenziali del moderato Hassan Rohani, che con le sue politiche interne ed estere ha portato alla rimozione delle sanzioni internazionali contro l'Iran. Passo fondamentale è stata la firma, nel luglio scorso a Vienna, del trattato per il controllo del programma nucleare di Teheran, al quale ha fatto seguito il via libera dell'Aiea. Per l'Europa e per l'Iran stesso si apre così una nuova stagione di interessanti accordi economici.

lunedì 15 giugno 2015

Italia autolesionista: dopo errori con la Libia, quanto stiamo perdendo per sanzioni alla Russia

A DIRLO LO STESSO Presidente russo in visita nel nostro Paese. ha visto anche Papa Francesco e l'amico Berlusconi

Viaggio in Italia per Vladimir Putin, Presidente e già Premier russo (si rimbalza i ruoli istituzionali da anni con Medvedev modificando a tal fine la Costituzione). Il quale è visto agli occhi occidentali, soprattutto di Ue e Obama, come il nuovo spauracchio che viene dall'Est. Intento, per loro, a ricostruire una sorta di nuovo Impero sovietico, dissoltosi ufficialmente nel 1992. Quando, in realtà, la Russia si sta solo difendendo dall'avanzata della Nato, che ormai l'ha accerchiata geopoliticamente. Il Golpe in Ucraina è l'ultimo e più clamoroso esempio. Durante la sua permanenza, Putin ha incontrato il Premier Matteo Renzi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (che questa volta è stato riconosciuto, contrariamente a quanto successo in modo imbarazzante con la Regina Elisabetta II) e Papa. Ma ci sarà anche una visita non istituzionale, bensì del tutto amichevole, con l'ex Premier Silvio Berlusconi. D'altronde la loro amicizia dura da anni e va al di là dei protocolli ufficiali. Ma oggi i rapporti tra Italia e Russia sono cambiati rispetto a qualche anno fa, quando al Governo c'era l'ex Cavaliere. Il quale aveva stretti rapporti politico-commerciali anche con Gheddafi, al fine di ottenere una politica energetica vantaggiosa. E il cambio della politica estera da parte dell'Italia nei confronti della Russia non è certo passato inosservato nel discorso di Putin in visita a Expo in corso a Milano. Anzi ha rincarato la dose.

mercoledì 25 marzo 2015

I francesi stanno quasi peggio di noi: tra la populista Le Pen e il fallimentare Hollande, resuscitano perfino Sarkozy

Alle elezioni dipartimentali, il centrodestra da lui guidato è arrivato al 29%. Sconfitto da Hollande nel 2012, torna così in corsa per il 2017. Ma su di lui pendono le ombre riguardanti le intercettazioni e i finanziamenti di Gheddafi

Per dirla alla Cristicchi: Sarko…no, Sarko…zy! In una Francia che sta messa solo leggermente meglio di noi dal punto di vista economico (ma molto meglio su tutto il resto), torna in auge perfino Nicolas Sarkozy, leader della destra neogaullista Ump, già Presidente della Repubblica dal 2007 al 2012, poi sconfitto dal socialista Francois Hollande nel 2012. Già Ministro degli interni durante il secondo mandato di Chirac (che non lo ha mai stimato), il suo Governo si dimostrò innovatore su diversi punti, ma la recessione economica prima e alcuni sospetti poi, avevano logorato la sua figura. Eppure, il contesto politico francese gli sta ridando fiato. In primis, il suo partito che da tre anni non riesce a trovargli un leader alternativo; secondo, un Premier in caduta libera in termini di gradimento anche per le sue vicende personali; in ultimo, una Le Pen che piace sempre più agli insofferenti e agli emarginati, ma al contempo spaventa i moderati. E così alle elezioni dipartimentali la sua coalizione di centrodestra, formata da Ump e Udi, si è attestata oltre il 29%. I socialisti perdono ben 500 dipartimenti, mentre in uno su due il Front National va al ballottaggio.

lunedì 23 febbraio 2015

ISIS: COSA SIGNICIFICA, COME E’ NATO E COME SI E’ SVILUPPATO IL NEMICO CREATO DALLA STESSA AMERICA

ACRONIMO DI Stato Islamico dell'Iraq e della Siria, HA UNA STORIA AMBIGUA E INTRECCIATA AGLI OCCIDENTALI

Gli occidentali in Medio Oriente stanno facendo da un trentennio a questa parte il bello e, soprattutto, il cattivo tempo. Creano e disfano di continuo relazioni con dittatori e gruppi armati locali, a seconda della propria convenienza e dei propri interessi. Armano e appoggiano personaggi e gruppi locali per poi farci la guerra quando non servono più. La lista è ormai diventata troppo lunga e imbarazzante: Saddam Hussein, i Mujahadeen, Bin Laden, Gheddafi, ora l’Isis. Lasciando così una scia di caos e sangue che si è estesa a macchia d’olio e che sembra incontrollabile. Iraq, Libia e un pezzo di Siria sono così finiti nelle mani degli jihadisti, mentre noi italiani dobbiamo sobbarcarci migliaia di disperati che giungono sulle nostre coste. Soprattutto con la caduta di Gheddafi, voluta da Sarkozy per recuperare consensi, ci abbiamo perso molto: oltre al succitato esodo di immigrati, abbiamo anche perso importanti accordi commerciali con tante imprese che lavoravano in Libia costrette a rientrare; ma anche l’11% di approvvigionamento di gas, costringendoci a una maggiore dipendenza dalla Russia di Putin. E l’Isis è nata proprio da questi continui errori, espandendosi trovando terreno fertile dalla destabilizzazione politica che abbiamo creato in quei territori.

domenica 14 dicembre 2014

DALLA STITICHEZZA DI MUSSOLINI ALLE FLAUTOLENZE DI HITLER: LIBRO RIVELA I DISTURBI ALIMENTARI DEI DITTATORI

SI CHIAMA ’Dictators’ dinners: a bad taste guide to entertaining tyrants’, SCRITTO A QUATTRO MANI DA DUE AUTRICI BRITANNICHE

Anche i dittatori, per quanto cinici e tiranni, avevano problemi intestinali. Magari erano anche dovuti alla perenne paura di essere avvelenati. Mangiavano cibi particolari, al limite della stranezza. A pensare di farne un libro due autrici britanniche, Victoria Clark e Melissa Scott, dal titolo “Dictators’ dinners: a bad taste guide to entertaining tyrants”, che tradotto sarebbe più o meno Le cene dei dittatori: una guida di cattivo gusto per tiranni divertenti. Insomma, un chiaro sfottò alle manie alimentari e ai disturbi intestinali di quanti hanno ucciso e torturato milioni di innocenti. Da Mussolini a Hitler, da Mao a Ceaucescu.

martedì 20 maggio 2014

LIBIA NEL CAOS: LE COLPE DELL’OCCIDENTE

DOMENICA E’ STATO TENTATO UN COLPO DI STATO MILITARE. DALLA CADUTA DI GHEDDAFI LA SITUAZIONE NEL PAESE E’ ANCORA FRAGILE

Come già successo all’Afghanistan e all’Iraq, anche la Libia liberata dall’oppressione dalle “forze del Bene” incarnate per auto-proclamazione dai Paesi occidentali, versa nel caos civile e nella fragilità politica. Muammar Gheddafi è stato rimosso per volere di Francia e Gran Bretagna, ma noi italiani ne stiamo pagando il prezzo più alto: abbiamo perso, sul totale delle forniture energetiche estere, l’11% proveniente dalla Libia, costretti così ad una maggiore dipendenza dalla Russia; e siamo continuamente inondati da immigrati per effetto del mancato controllo delle coste libiche. Il Governo Berlusconi, baciamano a parte, aveva stretto con la Libia importanti accordi commerciali e politici, venuti meno con la destituzione del Raìs libico. Il tutto, mentre da ormai 2 anni e mezzo il Paese non ha ancora una stabilità democratica. E rischia di ripiombare in una dittatura militare.

sabato 5 ottobre 2013

GLI SBARCHI A LAMPEDUSA SONO IL PREZZO DA PAGARE PER IL TRADIMENTO A GHEDDAFI

ABBIAMO VOLUTO LA TESTA DEL RAIS LIBICO SENZA CONSIDERARNE LE CONSEGUENZE, E DOPO ANNI DI ACCORDI COMMERCIALI

Sbarchi, sbarchi e ancora sbarchi. Ormai non si contano più i disperati che approdano sulle coste siciliane, in primis nella piccola isola di Lampedusa, ma di recente anche in quelle della provincia di Ragusa. Non si tratta più (solo) di marocchini e tunisini, ma anche di libici, siriani e somali. Pronti a sfidare la morte per salvarsi la pelle. Del resto il Rais libico Muammar Gheddafi, attaccato dai Paesi occidentali due anni fa, lo aveva annunciato a mo’ di anatema: trasformeremo il Mediterraneo in un cimitero. Sotto la sua dittatura le coste erano controllate, secondo precisi accordi commerciali. Ma ora che in Libia c’è l’anarchia, le coste sono alla mercé di scafisti senza scrupoli, legati ad Al Qaeda. Un prezzo che in fondo ci meritiamo, visto che abbiamo sfruttato Gheddafi quando ci faceva comodo (insieme ad altri Paesi europei, tra cui la Francia, che in passato gli ha venduto le armi per poi promuovere la sua caduta) per poi rimuoverlo quando non ci piaceva più. Un po’ come fatto con Saddam Hussein in Iraq. Tutti ricordiamo ancora molto bene le scene circensi messe in piedi (con tanto di bacia mano di Berlusconi) quando il Rais libico era ospite in Italia.