DOMENICA E’ STATO TENTATO UN COLPO DI STATO MILITARE. DALLA
CADUTA DI GHEDDAFI LA SITUAZIONE NEL PAESE E’ ANCORA FRAGILE
Come già successo all’Afghanistan e all’Iraq, anche la Libia
liberata dall’oppressione dalle “forze del Bene” incarnate per
auto-proclamazione dai Paesi occidentali, versa nel caos civile e nella
fragilità politica. Muammar Gheddafi è stato rimosso per volere di Francia e
Gran Bretagna, ma noi italiani ne stiamo pagando il prezzo più alto: abbiamo
perso, sul totale delle forniture energetiche estere, l’11% proveniente dalla
Libia, costretti così ad una maggiore dipendenza dalla Russia; e siamo
continuamente inondati da immigrati per effetto del mancato controllo delle
coste libiche. Il Governo Berlusconi, baciamano a parte, aveva stretto con la
Libia importanti accordi commerciali e politici, venuti meno con la
destituzione del Raìs libico. Il tutto, mentre da ormai 2 anni e mezzo il Paese
non ha ancora una stabilità democratica. E rischia di ripiombare in una
dittatura militare.