SETTE PERSONE ARRESTATE, TRA LE QUALI DUE POLITICI GIA’ AMMANETTATI
DURANTE MANI PULITE. L’INCHIESTA RIENTRA NELLA PIU’ VASTA OPERAZIONE contro le cosche della ’ndrangheta “Infinito-Crimine”
del luglio 2010
Questa
notizia, prima o poi, ce l’aspettavamo. Ormai siamo tristemente abituati al
fatto che, quando in qualunque angolo del nostro Paese è in corso la
preparazione di un evento, essa viene drogata dal solito giro di mazzette per
truccare gli appalti, per effetto della solita vergognosa commistione
affaristica tra politica e imprenditoria italiana. L’Italia è corrotta nel
proprio DNA e il fallimento dell’inchiesta Mani pulite, duramente colpita dalla
politica che si è fatta leggi per auto-difendersi, ha portato a un sistema di
corruzione peggiore di quello che c’era prima del ’92, definito Tangentopoli.
Non a caso ci ritroviamo spesso ancora di mezzo politici e imprenditori già
arrestati o indagati all’epoca. E così neanche Expo 2015 è stato salvato da
questa malattia, nonostante chi tempo fa diceva che la criminalità organizzata
non vi avesse messo piede. Ad oggi sono otto gli arrestati e il numero potrebbe
ancora salire.