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giovedì 26 marzo 2015

Iniziata la Fiction 1992, in onda su Sky che racconta Mani pulite: le critiche che sta ricevendo

Ora una Fiction in onda su Sky racconta quella fase storica. Come hanno fatto in passato altre Fiction per altri personaggi ed eventi e un tempo facevano "gli sceneggiati". Ma non mancano polemiche: una da parte di una diretta concorrente, Mediaset; l'altra, da parte di uno dei protagonisti di quel periodo, l'ex pm e oggi politico e avvocato Antonio Di Pietro.
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venerdì 14 novembre 2014

IN ITALIA FOTO PUNITE PIU’ DI UN OMICIDIO: L’ACCANIMENTO GIUDIZIARIO NEI CONFRONTI DI FABRIZIO CORONA

LA SOMMA DELLA PENA PER I VARI REATI AMMONTA A QUASI 14 ANNI, CHE L’EX FOTOGRAFO E IMPRENDITORE STA SCONTANDO IN UN CARCERE DI MASSIMA SICUREZZA

Mario Alessi, colpevole di sequestro di persona, rapina e stupro, ha potuto aspettare il terzo grado di giudizio in semilibertà nonostante l'evidenza della prova, la flagranza di reato e la pericolosità sociale, e durante quella semilibertà ha potuto uccidere il piccolo Tommaso Onofri; mentre un uomo che infila un coltello per quattro volte nel corpo di una donna che si salva da quell'aggressione, può scontare la pena ai domiciliari, non controllato, da dove un anno dopo può uccidere quella stessa donna, Emiliana Femiano, con ben sessantasei coltellate; mentre un rom pregiudicato, con nel curriculum spaccio, sparatorie e violenze, è stato lasciato libero di uccidere il giovane Domenico Rigante; mentre un pedofilo può uscire dal carcere dopo meno di due anni per buona condotta e andare a vivere nello stesso palazzo della sua vittima; mentre chi ha fatto affondare una nave scappando per primo benché Comandante fa i domiciliari nella sua villa di Sorrento; mentre una ragazza ha ucciso madre e fratellino e viene scarcerata dopo 10 anni; mentre politici e imprenditori hanno frodato lo Stato ma scontano la loro breve pena comodamente a casa; mentre Kabobo uccide a picconate dei passanti inermi e se la cava con la seminfermità; mentre una madre viene condannata a 16 anni per aver ucciso il figlio, e dopo 11 anni viene pure messa in semilibertà; mentre…mentre…mentre…tanti altri casi, Fabrizio Corona è in un carcere di massima sicurezza e rischia di restarci quasi per 14 anni.

lunedì 12 maggio 2014

IL SOLITO VIZIO ITALIANO: ANCHE EXPO 2015 INQUINATA DA MAZZETTE E APPALTI TRUCCATI

SETTE PERSONE ARRESTATE, TRA LE QUALI DUE POLITICI GIA’ AMMANETTATI DURANTE MANI PULITE. L’INCHIESTA RIENTRA NELLA PIU’ VASTA OPERAZIONE contro le cosche della ’ndrangheta “Infinito-Crimine” del luglio 2010

Questa notizia, prima o poi, ce l’aspettavamo. Ormai siamo tristemente abituati al fatto che, quando in qualunque angolo del nostro Paese è in corso la preparazione di un evento, essa viene drogata dal solito giro di mazzette per truccare gli appalti, per effetto della solita vergognosa commistione affaristica tra politica e imprenditoria italiana. L’Italia è corrotta nel proprio DNA e il fallimento dell’inchiesta Mani pulite, duramente colpita dalla politica che si è fatta leggi per auto-difendersi, ha portato a un sistema di corruzione peggiore di quello che c’era prima del ’92, definito Tangentopoli. Non a caso ci ritroviamo spesso ancora di mezzo politici e imprenditori già arrestati o indagati all’epoca. E così neanche Expo 2015 è stato salvato da questa malattia, nonostante chi tempo fa diceva che la criminalità organizzata non vi avesse messo piede. Ad oggi sono otto gli arrestati e il numero potrebbe ancora salire.

martedì 17 dicembre 2013

SCONTRINOPOLI: TUTTI GLI SPRECHI REGIONE PER REGIONE, SE NE SALVANO SOLO QUATTRO

BEN PIÙ DELLA METÀ DEI CONSIGLI REGIONALI ITALIANI, DI DESTRA, CENTRO E SINISTRA, È FINITA IN UN’INCHIESTA DELLA MAGISTRATURA O DELLA CORTE DEI CONTI PER SPESE FOLLI E SCONTRINI IMPOSSIBILI. FANNO ECCEZIONE DUE REGIONI DEL NORDEST E DUE DEL CENTRO, TRAVOLTE COMUNQUE DA ALTRE INCHIESTE

Se la Prima Repubblica è stata caratterizzata da Tangentopoli, la Seconda è stata sporcata da Scontrinopoli; ossia il vergognoso vizietto dei consiglieri regionali di farsi rimborsare di tutto e di più. Malgrado i lauti stipendi di cui godono. Sedici su venti. Da nord a sud. A destra, centro e sinistra. Ben più della metà dei consigli regionali italiani è finito in un’inchiesta della magistratura o della Corte dei Conti per spese folli e scontrini impossibili. Le quattro eccezioni sono Veneto, Abruzzo, Toscana e Trentino Alto Adige (sfiorate da altre indagini, ma non sui rimborsi allegri).
Il Fatto quotidiano fa l’elenco di tutti gli scandali regione per regione.

venerdì 21 settembre 2012

ECCO CHI SI E' ARRICCHITO FACENDO POLITICA


MA ANCHE I MANAGER SUPERPAGATI

Mentre a noi poveri cittadini continuano a tagliarci i servizi perché ci dicono che lo Stato non ha più soldi per garantirceli, c’è chi invece ne ha fatto il proprio bancomat personale, guadagnando per anni lauti stipendi. Sono proprio loro, i politici, che ci dicono di fare sacrifici, ma poi sono in Parlamento da decenni accumulando cifre esorbitanti.
Ecco chi si è arricchito di più facendo politica, senza però dimenticare i manager super pagati, che ancora oggi prendono più di quanto è stato previsto dal Governo Monti nel decreto “salva Italia” dello scorso febbraio.

sabato 18 febbraio 2012

MANI PULITE COMPIE VENT’ANNI, MA LA CORRUZIONE E’ SOLO PEGGIORATA


DOPO L’INCHIESTA CHE HA SMASCHERATO TANGENTOPOLI, I CASI DI CORRUZIONE SONO PERFINO MOLTIPLICATI. A DIRLO ANCHE UN REPORT DELLA CORTE DEI CONTI

Era il 17 febbraio 1992 quando Mario Chiesa (tra l’altro ri-arrestato di recente) fu sorpreso nel Pio Albergo Trivulzio di Milano mentre intascava una mazzetta di 7 milioni di vecchie lire. Non era un “mariuolo isolato” come provò a raccontare Bettino Craxi, ma la punta di un Iceberg: Tangentopoli. Da quel momento partì ufficialmente l’inchiesta che prese il nome di Mani pulite, che avrebbe potuto ripulire davvero una politica italiana in buona parte marcia e corrotta; la quale aveva messo in piedi un sistema per auto-finanziarsi e ingrassarsi basato sulle tangenti e lo scambio di favori. Dunque ricatti veri e propri, annullando completamente l’etica democratica e onesta sulla quale invece avrebbe dovuto poggiarsi.
Purtroppo però l’inchiesta ebbe un apice di soli due anni, proprio i primi (’92-’94), venendo poi gradualmente sfaldata e messa in discussione dalla politica stessa a colpi di leggi (in particolare con i primi due Governi Berlusconi; del resto fu il motivo principale della sua discesa in campo) e dai media che la denigrarono (la scena di Antonio Di Pietro che si tolse la toga è emblematica: la Magistratura ne uscì sconfitta nuovamente, dopo i fatti tragici relativi a Falcone e Borsellino).
Il resto è storia d’oggi. Non solo Tangentopoli non si è mai realmente estinta, ma è diventata un cromosoma del Dna della politica italiana. Non a caso ormai quotidianamente ci giungono notizie relative a politici colti con le mani nel sacco: dal semplice consigliere comunale al Ministro della Repubblica. Lo stesso scopo della corruzione ha subito un peggioramento: il politico ruba per sé e non per finanziare il partito e procurargli voti. Insomma, Tangentopoli ha perfino subito una svolta egoistica. A dirlo è anche la Corte dei conti.