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martedì 29 settembre 2015

Da comunista punk ad asceta di destra: il voltafaccia di Giovanni Lindo Ferretti

EX LEADER DEI Cccp, Csi e Per Grazia Ricevuta, E' STATO UN ANTESIGNANO DEL PUNK IN ITALIA E UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER TANTI GIOVANI DI SINISTRA. DA ANNI PERO' HA CAMBIATO SPONDA POLITICA

Non ho mai seguito particolarmente le opere di Giovanni Lindo Ferretti. Pertanto, posso solo provare ad immaginare cosa pensino oggi di lui i tanti giovani di sinistra che ne hanno seguito il pensiero prima ancora che la musica. Frontman dei Ccp fedeli alla linea prima, e degli CSI e PGR poi, Ferretti è stato un antesignano del punk in Italia; nonché tra i massimi esponenti nel nostro Paese della New wave, della Musica elettronica, del Folk e della World music.
I suoi album hanno sempre avuto come matrice l'ideologia comunista, ma da una decina di anni Ferretti si è avvicinato a posizioni politiche diametralmente opposte, vicine al centrodestra. Rientrando così nella numerosa lista di quanti, crollato il muro di Berlino e scioltosi il Pci, hanno iniziato ad avere graduali posizioni revisioniste. Come se tante storture della messa in pratica del pensiero comunista prima di quel momento non le si conoscessero. O forse, semplicemente, non le si voleva vedere.
Occorre comunque aggiungere anche che, come ha rivelato in un'intervista a Otto e mezzo del 2006, proviene da una famiglia cattolica e fascista.
Ultima tappa di questo suo revisionismo radicale e spiazzante agli occhi di quanti lo hanno amato seguito e perfino ritenuto un modello, è stata la partecipazione come relatore alla convention estiva Atreju organizzata dai ragazzi della destra sociale. Un momento peraltro patetico e retorico, dato che quest'ultima nei fatti non esiste più da tempo e che per quanto i giovani di destra si riuniscano in manifestazioni - sincere o di facciata che siano – alla fine a decidere è sempre il vecchio leader.

martedì 23 luglio 2013

PENA DI MORTE IN AMERICA, UCCISI QUASI 150 INNOCENTI IN 17 ANNI

A DIRLO L’FBI, MEDIANTE L’ANALISI DEL DNA NEI CAPELLI DEI CONDANNATI

L’America viene definita “la più grande democrazia del Mondo”, eppure in alcuni suoi Stati si pratica ancora la pena di morte. L’FBI - in virtù di un accordo con l'Associazione degli avvocati penalisti e la organizzazione non governativa Progetto Innocenza – si è presa finalmente la briga di verificare quanti condannati a morte fossero in realtà innocenti. E i risultati sono imbarazzanti. Altro che CSI Miami.