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lunedì 8 febbraio 2016

Giulio Regeni: le tre gaffe del Manifesto

IL GIOVANE SCRIVEVA IN EGITTO SUI SINDACATI INDIPENDENTI

Chissà se sarà fatta chiarezza su quanto accaduto a Giulio Regeni, il giovane friuliano ucciso barbaramente in Egitto. Giulio era dottorando alla Cambridge University con una laurea conseguita a Oxford ed era appassionato di Medio Oriente. Molto probabilmente è stato ucciso per le cose che scriveva, dato che si occupava dei sindacati indipendenti e dei diritti dei lavoratori, criticando il governo egiziano in carica guidato da Al Sisi e il sindacalismo asservito. Si è saputo che il giovane collaborava sotto anonimato con il Manifesto, ma il giornale si è reso autore di più gaffe nei suoi confronti e della sua famiglia.

lunedì 30 novembre 2015

La Repubblica sempre più giornale democristiano: Calabresi direttore, se ne va pure Scalfari

L'ATTUALE DIRETTORE EZIO MAURO LASCIA DOPO 19 ANNI, IN OCCASIONE DEI 40 ANNI DALLA FONDAZIONE DEL GIORNALE

Ennesima svolta moderata per il giornale La Repubblica, fondato il 14 gennaio 1976 da Eugenio Scalfari. Un quotidiano tendenzialmente di centrosinistra, ma che negli ultimi anni ha sempre più visto sfumare la sinistra in favore del centro. Rispecchiando in toto il destino dei Democratici di sinistra, passati poi nel Partito democratico. Oggi è molto difficile distinguerlo dal Corriere della sera, giornale da sempre dichiaratamente borghese e conservatore.

sabato 4 gennaio 2014

L’UNITA’ SEMPRE PEGGIO: TRA I PROPRIETARI ANCHE UNA BERLUSCONIANA AMICA DI LAVITOLA

TRATTASI DI Claudia Maria Ioannucci, avvocato e professore di diritto amministrativo a L’Aquila. 64 anni, già senatrice di Forza Italia nel 2001 quando sconfisse Ottaviano Del Turco. Dal 2011 è consigliere di amministrazione delle Poste

Tra poco più di un mese – il 24 febbraio 2014 – il primo giornale del Partito comunista compirà 90 anni di vita. Parlo de L’Unità, voluto da Antonio Gramsci in quel di Milano, finito già dopo un anno in clandestinità per la censura imposta dal regime fascista. Riaffiorirà dall’ombra solo nel 1945, diventando l’organo ufficiale del partito, fino al 1997 quando ha iniziato a navigare in cattive acque, finendo in mano ai privati tra vicende alterne. Oggi è la voce del Partito democratico, vedendo sempre più sbiadita la propria matrice di sinistra. Al punto che tra gli azionisti c’è una ex senatrice di Forza Italia vicina a Lavitola, la quale detiene il 20% di un quotidiano che ormai di sinistra, forse, non ha neanche più le pagine dispari.

giovedì 3 gennaio 2013

CHIUDE PUBBLICO, CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA


IL GIORNALE FONDATO DA LUCA TELESE E’ DURATO SOLO 3 MESI

Dopo soli tre mesi di vita chiude “Pubblico”, il giornale fondato da Luca Telese separatosi da Il Fatto quotidiano dopo la rottura con Marco Travaglio. Un giornale che, proprio come quello diretto da Antonio Padellaro, non riceveva finanziamenti pubblici e dunque si auto-sosteneva mediante il mero numero di copie vendute, il cui prezzo ammontava a 1,50 euro. Come del resto dovrebbe essere per tutti i giornali, di qualunque parte politica, i quali invece ricevono sovvenzioni dallo specifico Fondo per l’editoria e dunque sopravvivono anche se non vendono neppure una copia. Tanti sono gli esempi di quotidiani che neanche arrivano nelle edicole ma che permettono a fantomatiche redazioni di guadagnare.

martedì 2 ottobre 2012

VAURO LASCIA IL MANIFESTO, ANCHE I COMUNISTI HANNO UN PORTAFOGLI


IL GIORNALE RISPONDE IN MODO IRONICO AL VIGNETTISTA, INSINUANDO RAGIONI ECONOMICHE DIETRO LA SUA SCELTA

Ebbene sì, anche Vauro Senesi ha una pancia da riempire e abbandona Il Manifesto nel suo momento più delicato. Il simpaticissimo vignettista fondatore de Il Male e ospite fisso nei due ultimi programmi di Santoro, ha inviato una lettera al giornale piena di belle parole, sentiti ringraziamenti e riconoscimenti; lettera a cui il giornale ha risposto toccando subito il tasto più importante: quello degli scarsi compensi. Sarà pure un compagno, ma vuole essere pagato.

lunedì 7 novembre 2011

STAMPA DI SINISTRA? I NUMERI SMENTISCONO IL CAVALIERE


FACENDO DUE CONTI, I DATI SONO BEN DIVERSI

Magistratura e stampa. Questi gli incubi che tormentano da quasi diciotto anni il nostro Premier. Addirittura, per quanto concerne la seconda, un paio di anni fa sparò pure una percentuale precisa: “il 72% dei giornali italiani sono di sinistra”. Su quali basi ha sfornato questo dato così preciso? Non ce lo ha spiegato. Allora opportuno è fare due calcoli per capire se è davvero così, dividendo i quotidiani esistenti per area politica di appartenenza. Lo ha fatto un sito un paio di anni fa, Verosimile.it e qui riporto i dati.

domenica 17 luglio 2011

EUGENIO SCALFARI, UNO DEI TANTI MORALIZZATORI CON IL CUORE A SINISTRA ELA TASCA A DESTRA


IL GIORNALE METTE IN EVIDENZA L’ONEROSO VITALIZIO BENEFICIATO DAL GIORNALISTA FONDATORE DE LA REPUBBLICA, PER UN BREVE PERIODO DA DEPUTATO

Al Giornale non sono andati proprio giù i consigli che Eugenio Scalfari ha avanzato al Governo per l’ultima manovra Finanziaria, ovviamente sulle pagine de La Repubblica. “Una cura immediata da 12 miliardi” ha infatti chiesto l’altro giorno, definendo Giulio Tremonti «un timoniere che naviga a vista». Ha anche criticato il rinvio “sine die” del taglio dei costi della politica. Per esempio, a suo dire, sarebbe bastato “il solo azzeramento dei vitalizi agli ex parlamentari che vale 218 milioni”.