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martedì 8 marzo 2016

Lupi per Agnelli: Repubblica inghiotte La Stampa e IlSecoloXIX

DOPO IL CASO MONDAZZOLI, L'EDITORIA ITALIANA VEDE UN ALTRO ACCORPAMENTO

Chissà come avrebbe definito questa operazione Umberto Eco, dopo aver coniato il termine Mondazzoli per la fusione di Mondadori (che a sua volta già comprende Einaudi) con Rizzoli, che pone di fatto sotto il controllo berlusconiano una fetta molto consistente (diciamo pure egemonica) del mercato di libri e riviste. Il Gruppo editoriale l'Espresso e la Itedi hanno siglato molto velocemente un accordo che vale il 20% del mercato italiano della carta stampata e una buona fetta dell'informazione online, ponendo Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX sotto un'unica proprietà. Ed ecco che così, a distanza di oltre trent'anni, a contendersi il mercato dell'editoria italiana sono sempre e ancora loro: Berlusconi e De Benedetti. Soliti giganti in un sistema che non si è mai realmente aperto al libero mercato e al merito, e dove chi ha coraggio e competenze viene quasi sempre schiacciato dal Paperone ammanigliato di turno. Un mercato che ha visto interessata storicamente anche la famiglia Agnelli, ma sempre con poca convinzione. Ed ora meno che mai, per la voglia di fuga da investimenti italiani che ha.

venerdì 19 febbraio 2016

Conviene iscriversi all'ordine dei giornalisti pubblicisti? Il parere negativo dei tesserati stessi

IL GIOCO PARE NON VALERE LA CANDELA PER LE SPESE DA SOSTENERE E LA REALE UTILITA'

In questi mesi sono stato colto nuovamente da un dubbio amletico: conviene iscrivermi all'ordine dei giornalisti pubblicisti? Qualche anno fa era un mio obiettivo, ma i portali per cui scrivevo o non erano registrati in Tribunale o non retribuivano. Due anni fa ho avuto l'occasione di farlo, ma il direttore del giornale locale per cui scrivevo era stato defenestrato dall'editore e per dispetto non ha firmato la documentazione necessaria per fare la domanda. Ho anche contattato l'ordine per capire se ci fossero gli estremi per muovermi contro di lui, ma non ho ottenuto risposta. Né dall'ordine della mia regione, né dalla sede centrale di Roma.
Ora potrei nuovamente iscrivermi, ma alla luce delle spese da sostenere e delle scartoffie varie da presentare, non controbilanciate da un effettivo beneficio, ci ho ripensato.

lunedì 7 novembre 2011

STAMPA DI SINISTRA? I NUMERI SMENTISCONO IL CAVALIERE


FACENDO DUE CONTI, I DATI SONO BEN DIVERSI

Magistratura e stampa. Questi gli incubi che tormentano da quasi diciotto anni il nostro Premier. Addirittura, per quanto concerne la seconda, un paio di anni fa sparò pure una percentuale precisa: “il 72% dei giornali italiani sono di sinistra”. Su quali basi ha sfornato questo dato così preciso? Non ce lo ha spiegato. Allora opportuno è fare due calcoli per capire se è davvero così, dividendo i quotidiani esistenti per area politica di appartenenza. Lo ha fatto un sito un paio di anni fa, Verosimile.it e qui riporto i dati.