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venerdì 22 gennaio 2016

Da Eros Ramazzotti a Gianna Nannini: i tanti big della musica italiana che hanno fatto flop nel 2015

SONO TANTI GLI ARTISTI LE CUI VENDITE SONO ANDATE MOLTO MALE. BENE INVECE JOVANOTTI, J-AX, LAURA PAUSINI, EMMA ED ALTRI

Il sito dedicato alla musica italiana, All Music Italia, ha tirato le somme per quanto concerne la vendita di dischi (materiali e virtuali) relativa al 2015. Alcuni artisti sembra non conoscano crisi: Jovanotti, J-Ax, Laura Pausini, Emma, Il Volo, Marco Mengoni, Biagio Antonacci, De Gregori. Poi ci sono i gruppi, come i nuovi The Kolors o i redivivi Verdena. Per altri artisti, invece, occorre attendere qualche altro mese per capirne di più o comunque non hanno fatto flop ma da loro ci si attendeva di più. Rientrano in questa categoria, tra gli altri, Cesare Cremonini, i Negrita, Briga, Nek, Lorenzo Fragola.
Infine, ci sono quelli che hanno fatto proprio flop. Sebbene il sito parli di ''stop'', per non offenderli. Ecco chi sono.

sabato 20 giugno 2015

Jovanotti e Fedez, rapper borghesi travestiti da rivoluzionari: le loro incoerenze

Il primo ha partecipato a un Summit con multinazionali e lobbisti, il secondo non disdegna la vita mondana

A differenza di altri settori dove abbiamo fatto scuola in tutto il Mondo, non possiamo dire lo stesso per la Musica. Categoria culturale nella quale, a parte i riconoscimenti per la Canzone classica napoletana e per alcuni tenori, abbiamo soprattutto importato dall'estero; filtrando in salsa italiana, a tratti pure con fare ridicolo e imbarazzante, alcuni generi come il Rock o il Rap. Se il primo ha visto il proliferare, specie negli anni '60 e '70, di gruppi che scimmiottavano tramite i costumi e il riadattamento di testi, quelli stranieri in voga in quegli anni, il secondo ha iniziato a prendere piede negli anni '90. Restando però sempre ai margini per la solita ossessione del mercato italiano per la musica leggera. Ed ecco che i Rapper si adeguano, finendo anch'essi nel sistema. Predicando bene e razzolando male. Pubblicando per multinazionali come Fabri Fibra o Mondo Marcio, facendo i giudici in Talent show come J-Ax e Fedez, o in summit di multinazionali e lobbisti come Jovanotti. Già, anche lui, il ragazzo fortunato che si divertiva negli stadi, che non faceva mai le 3 come Vasco e che una volta cantava che esisteva una sola grande Chiesa, che va da Che Guevara fino a Madre Teresa. Evidentemente non è così grande come dice, visto che ha iniziato a stargli stretta e ne è uscito…  

sabato 15 febbraio 2014

LO SCHIAVISMO CHE C’E’ DIETRO I CONCERTI

LE MORTI DI ALCUNI OPERAI TRA IL 2011 E IL 2013 HANNO PORTATO ALLA LUCE LO SFRUTTAMENTO CHE C’E’ DIETRO L’ALLESTIMENTO DEI PALCHI. QUALCOSA SI STA MUOVENDO MA NON BASTA

Il primo incidente a destare lo sdegno nazionale fu quello in cui perse la vita Francesco Pinna, triestino travolto, con altri sette operai, dalla struttura che di lì a qualche ora avrebbe dovuto ospitare il concerto di Jovanotti. Il 5 marzo del 2012, poi, un altro crollo si è portato via Matteo Armellini, tecnico calabrese rimasto ucciso mentre lavorava alla data reggina di Laura Pausini. Un copione che, a dispetto di controlli ormai più frequenti e rigorosi, si è riproposto nel giugno scorso, quando Khaled Farouk Abdel Hamid, facchino 35enne di origine egiziana, è morto nel crollo del palcoscenico che aveva appena ospitato il concerto milanese dei Kiss. Benvenuti nel Mondo rischioso e sottopagato di facchini e tecnici: quelli che per pochi euro all’ora rischiano la vita per garantirvi uno spettacolo all’altezza delle vostre aspettative.

martedì 6 agosto 2013

NON SOLO DE GREGORI, LA LUNGA LISTA DEI CANTAUTORI DELUSI DALLA SINISTRA

DA GABER A JOVANOTTI, SONO IN TANTI AD ESSERSI DISAFFEZIONATI. MA ANCHE I LORO TESTI DA ANNI SONO VUOTI

 «Non voto più, la mia sinistra si è persa tra slow food e No Tav». Con queste parole il cantautore romano Francesco De Gregori - da cinquant’anni voce musicata della sinistra italiana - ha espresso la sua profonda delusione per il Partito democratico. Lui, che nel suo repertorio vanta tante canzoni di lotta e denuncia sociale, si è accorto, forse con un po’ di ritardo, che gli eredi del Pci sono lontani dal loro partito d’origine; lo stesso che ha avuto proprio in De Gregori e altri cantautori la propria colonna sonora negli anni ’60 e ‘70. Oggi quasi tutti se ne sono dissociati. La lista comincia a diventare lunga, ma forse con De Gregori trova la sua definitiva chiusura, essendone egli il più rappresentativo ancora in vita.

giovedì 5 aprile 2012

L’AQUILA A TRE ANNI DAL TERREMOTO EMBLEMA DELLE FALSE PROMESSE DEL GOVERNO BERLUSCONI


IL CENTRO STORICO E’ ANCORA INAGIBILE, MOLTE LE PERSONE CHE SI SONO AMMALATE O LASCIATE MORIRE, TANTI NON HANNO ANCORA UNA CASA

Domani, 6 aprile 2009, saranno trascorsi tre anni esatti dal terremoto che ha sconvolto il centro dell’Aquila e diversi comuni abruzzesi. Il bilancio definitivo è di 308 vittime, oltre 1600 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati. Il magnitudo di quel giorno, alle ore 3:32, pari a 5,9 della scala Richter e 6,3 magnitudo momento (Mw), è stato solo l’apice di una scia sismica iniziata  con una scossa di lieve entità (magnitudo 1,8) il 14 dicembre 2008 e poi è ripresa con maggiore intensità il 16 gennaio 2009 con scosse inferiori a magnitudo 3.0 per poi protrarsi, con intensità e frequenza lentamente ma continuamente crescente, fino all'evento principale. Si è già detto più volte, ma è sempre giusto ricordarlo, che la “Commissione grandi rischi” chiamata a valutare un mese prima l’eventuale necessità di evacuare la zona, diede parere negativo, parlando di normali scosse. E invece…