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martedì 27 dicembre 2011

LA MANOVRA DEL GOVERNO MONTI, TANTE TASSE, POCHI TAGLI, ZERO CRESCITA


MIGLIORATA COMUNQUE RISPETTO AL TESTO INIZIALE. RISPETTO AL VOTO DI FIDUCIA IL GOVERNO TECNICO HA PERSO MOLTI VOTI

Il Senato ha approvato definitivamente la manovra economica del governo tecnico di Mario Monti, che è diventata legge. Ma anche a Palazzo Madama si registra una consistente emorragia di consensi: i sì incassati dal Professore sono stati 257, i voti contrari 41: un netto calo rispetto alla fiducia ottenuta all'insedimanto, quando in Senato i sì furono 281 e i voti contrari soltanto 25. La caduta voti a Palazzo Madama ha seguito il calo ancor più consistente della scorsa settimana alla Camera, quando Monti uscì ridimensionato: perse infatti 61 consensi rispetto alla fiducia votata il 18 novembre. A Montecitorio i numeri erano poi ulteriormente calati al voto finale, in serata, sulla manovra, quando complice le assenze il passivo si allargò fino a quota 154. Primi scricchiolii, insomma, per il governo dei tecnici. E il trend difficilmente migliorerà, con i partiti che nei prossimi mesi induriranno le proprie posizioni in vista delle elezioni del 2013.
Al lordo, il pacchetto vale 34,9 milioni di euro. L'intervento sul deficit è discreto: verrà tagliato di 20,2 miliardi nel 2012 con un crescendo che porterà il ciclo virtuoso a 21,4 miliardi nel 2014. Cifre che salgono decisamente (76 miliardi nel 2013, 81 nel 2014) sommando gli effetti di questa manovra a quelli del testo estivo del governo Berlusconi. Vediamo di seguito i passaggi più importanti della Manovra “Salva Italia”.

domenica 18 settembre 2011

L’AUMENTO DELL’IVA DEPRIMERA’ ANCOR DI PIU’ I CONSUMI


PASSATA SABATO, PER EFFETTO DELLA MANOVRA ECONOMICA, DAL 20 AL 21 PER CENTO. COLPITE ANCHE LE PARTITE IVA MINORI UTILIZZATE DAI PIU’ GIOVANI

Non occorre una Laurea in economia per capire che aumentando l’Iva si finirà per deprimere ancor di più gli acquisti dei beni di consumo. Anzi, l’auspicio per molti era proprio il suo abbassamento, per sollecitare il mercato di quei beni già pesantemente penalizzati dall’imposta. Su tutti, ovviamente, cd e libri, per i quali da anni si combatte affinché l’imposta venga abbassata al 4 per cento. Per non parlare degli aumenti di quel bene i cui costanti rincari già stanno collassando le famiglie italiane: la benzina.
Certo, presi singolarmente i beni aumenteranno in modo irrisorio. Ma il peso degli aumenti nel loro complesso, per le famiglie italiane, si sentirà. Eccome.