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mercoledì 6 gennaio 2016

Terrorismo: una centrale nucleare sarà costruita a pochi passi da noi

POTREBBE ESSERE PRESA DI MIRA DAGLI JIHADISTI, METTENDO IN PERICOLO ANCHE L'ITALIA

Il Medioriente è sempre più una polveriera. Come non bastasse la quasi sessantennale guerra tra Israele e Palestina, le spaccature in Libano e la destabilizzazione politica in Iraq, Libia e Siria, ora ci si mette pure un'accesa diatriba tra Arabia Saudita e Iran. Come noto, il principale alleato arabo degli Usa ha condannato a morte 47 persone accusate di terrorismo. Tra i giustiziati anche l’influente imam sciita Nimr al-Nimrits. Non si è fatta attendere la condanna dell'Iran, Paese dove gli sciiti costituiscono oltre il 75% della popolazione, mentre nella stessa Arabia Saudita sono una netta minoranza, solo il 5% della popolazione totale. Per capirne di più sulla differenza tra sunniti e sciiti, due diverse fazioni musulmane, rinvio a questo post.
Al momento, tra i due Paesi c'è solo una guerra diplomatica, con il ritiro dei rispettivi ambasciatori dai due Stati. Ma il contrasto potrebbe anche sfociare in un conflitto armato.

giovedì 7 novembre 2013

PARADOSSO INDIA: PAESE CON TANTI POVERI E ANALFABETI CHE INVESTE SU NUCLEARE E MARTE

MARTEDI’ E’ STATA AVVIATA LA MISSIONE VERSO IL PIANETA ROSSO TRA LE POLEMICHE, VISTO CHE IL PAESE SOFFRE ANCORA DI PESANTI CARENZE SOCIALI. MASSICCI SONO ANCHE GLI INVESTIMENTI IN FAVORE DEL NUCLEARE

India, Paese di grandi paradossi. Riforme economiche l’hanno trasformata nella seconda economia a più rapida crescita, ed è considerata la dodicesima più grande economia del mondo in termini nominali, nonché la quarta in termini di potere d'acquisto. Eppure, nonostante ciò, tantissimi sono ancora i poverissimi (viene da sempre denominato “quarto Mondo”) e gli analfabeti; manca di scuole, ospedali, acqua potabile. Ma ciò non ha scoraggiato i suoi governanti, che finanziano a tamburo battente l’energia e la ricerca atomica, trasformandola in una superpotenza nel settore. Inoltre, hanno investito ingenti capitali in una missione verso Marte.

mercoledì 6 novembre 2013

DIECI ANNI FA IL GOVERNO BERLUSCONI VOLEVA TRASFORMARE LA BASILICATA IN UN CIMITERO NUCLEARE

ACCADEVA IL 13/11/2013. LA LOCALITA’ SCELTA MEDIANTE UN DECRETO VELOCE FU SCANZANO JONICO. NE CONSEGUIRONO VEEMENTI PROTESTE, TRA CUI IL BLOCCO DELL’AUTOSTRADA

Di tanto in tanto la Basilicata viene ricordata dai governi nazionali. Peccato però che quando avvenga, già raramente, accada perché lo Stato tenta di estrarre gas e petrolio da quelle terre o perché ha tentato di portare in quella regione pericolosissime e nocive scorie nucleari. Come dieci anni fa, in data 13 novembre 2013, con un decreto secondo il quale le scorie nucleari dovevano essere trasportate immediatamente a Scanzano Jonico. Una data non casuale. L’Italia era sconvolta e distratta da quanto successo il giorno prima: in un tragico attentato terroristico a Nassyria avevano perso la vita 18 militari italiani. E così l’allora Governo Berlusconi tentò una mossa infame e impopolare. Ma per loro sfortuna e per la fortuna dei lucani, qualcuno se ne accorse e si scatenò il putiferio. Peccato che la notizia fu censurata dai Tg, i quali mandarono in onda brevi servizi e pure montati in modo parziale e artificioso. Ma nonostante ciò tutto il Sud si alleò bloccando autostrade e strade statali: l'Italia per due settimane rimase spaccata a metà con grandi disagi per i trasporti.

giovedì 15 agosto 2013

ALLARME PETROLIO, SI STA ESAURENDO

RAGGIUNTO IL PICCO NEL 2012, ORA LA DOMANDA SUPERA L’OFFERTA E IL CALO SARA’ IRREVERSIBILE

Il 2012 è stato il punto di non ritorno per l’utilizzo del Petrolio. Ossia l’anno che molti geologi hanno individuato come quello del raggiungimento del picco di utilizzo del gregge, e dal quale sarebbe iniziata un’irreversibile fase decrescente, con la domanda sempre superiore all’offerta. Un dato che sarebbe ancora peggiore se l’economia non fosse in crisi (è risaputo che un’economia stagnata consuma meno carburanti). Pertanto l’esaurimento di Petrolio potrebbe accelerare se l’economia dovesse riprendersi su larga scala. Il tutto, mentre si investe ancora molto poco sulle cosiddette energie alternative.