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lunedì 20 ottobre 2014

MATERA CAPITALE EUROPEA 2019: CI SI ACCORGE DELLA BASILICATA NON SOLO PER IL PETROLIO, COME DISCARICA O PER FARCI FILM

CON 7 VOTI SU 13 HA BATTUTO ALTRE CITTA’ ITALIANE. SUL TERRITORIO ARRIVERANNO 30 MILIONI DI EURO

La Capitale europea della cultura è un'istituzione nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell'Ue. La prima è stata la capitale greca Atene, mentre l'Italia è stata rappresentata in passato da Firenze nel 1986, Bologna nel 2000 e Genova nel 2004. Il titolo viene attualmente assegnato a turno a due degli Stati che fanno parte dell'Unione Europea. Nel 2019 toccherà di nuovo all’Italia, alla mistica e primordiale città lucana di Matera, assieme alla bulgara Plovdiv. Una bella soddisfazione certo, ma che sa anche di bluff visto che la Basilicata è una Regione da sempre dimenticata dallo Stato italiano, che la ricorda solo per succhiarci petrolio (l’attuale Governo Renzi vorrebbe pure aumentare le estrazioni), portarci i rifiuti tossici e nucleari, senza realizzarvi le adeguate infrastrutture (diverse reti stradali risultano ancora danneggiate dall’alluvione dello scorso anno, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Bari), non offrendo alcuna prospettiva ai giovani (l’agricoltura è ormai compromessa, le industrie sono quasi assenti e il mare è una cloaca nonostante attiri ancora turisti) e non valorizzando le sue potenzialità turistiche: a parte il mare inquinato, Matera nel Mondo la si conosce soprattutto grazie al film girato da Mel Gibson qualche anno fa, The Passion (Pasolini invece vi girò Il Vangelo secondo Matteo). Qualche italiano l’ha invece conosciuta grazie al film “Basilicata coast to coast” di e con Rocco Papaleo. Ora sul territorio arriveranno 30 milioni di euro: che fine faranno?

giovedì 21 novembre 2013

VERGOGNA IN BASILICATA: VINCE ANCORA IL CENTRO-SINISTRA CHE SI E’ MANGIATO LA REGIONE PER VENT’ANNI

MARCELLO PITTELLA DEL PD E’ IL NUOVO GOVERNATORE CON IL 59% DEI VOTI. MA A VINCERE DAVVERO E’ STATO L’ASTENSIONISMO. IL CONSIGLIO REGIONALE DI CENTRO-SINISTRA E’ STATO SCIOLTO LO SCORSO APRILE PER L’ARRESTO DI DUE ASSESSORI. COME NON BASTASSE, NESSUNA DONNA ELETTA NEL CONSIGLIO

In Basilicata il tempo non sembra passare mai. E non solo per i suoi tanti borghi caratteristici rimasti quasi immutati nel tempo - anche perché in tanti che li abitavano sono stati costretti a lasciare la propria terra d’origine - ma anche perché lì può succedere di tutto eppure i lucani restano passivi; come fossero inermi, pur avendo il sacrosanto diritto di voto e dunque di cambiare le proprie sorti. Cosa importa se tanti fondi pubblici siano stati sperperati, se su tanti concorsi pubblici aleggia il (solito) sospetto che fossero truccati, se il territorio sia stato stuprato per estrarre gas e petrolio, se il territorio versa in un grave dissesto idrogeologico (poco più di un mese fa molti centri abitati sono finiti sott’acqua, con tanto di frane e strade interrotte, senza neppure ricevere fondi da Roma per riprendersi), se nella Regione vengano trattati e magari sotterrai rifiuti tossici e nucleari (proprio pochi giorni fa è ricorso il decennale del caso Scanzano). In Basilicata vincono sempre gli stessi. Chi tenta di portare il cambiamento viene posto ai margini, spazzato via da un voto sempre uguale e conservativo da oltre 40 anni. Fino a inizio anni ’90 ha dominato la Dc, poi nel ventennio successivo il centro-sinistra; neppure stoppato da un recente scandalo.

mercoledì 6 novembre 2013

DIECI ANNI FA IL GOVERNO BERLUSCONI VOLEVA TRASFORMARE LA BASILICATA IN UN CIMITERO NUCLEARE

ACCADEVA IL 13/11/2013. LA LOCALITA’ SCELTA MEDIANTE UN DECRETO VELOCE FU SCANZANO JONICO. NE CONSEGUIRONO VEEMENTI PROTESTE, TRA CUI IL BLOCCO DELL’AUTOSTRADA

Di tanto in tanto la Basilicata viene ricordata dai governi nazionali. Peccato però che quando avvenga, già raramente, accada perché lo Stato tenta di estrarre gas e petrolio da quelle terre o perché ha tentato di portare in quella regione pericolosissime e nocive scorie nucleari. Come dieci anni fa, in data 13 novembre 2013, con un decreto secondo il quale le scorie nucleari dovevano essere trasportate immediatamente a Scanzano Jonico. Una data non casuale. L’Italia era sconvolta e distratta da quanto successo il giorno prima: in un tragico attentato terroristico a Nassyria avevano perso la vita 18 militari italiani. E così l’allora Governo Berlusconi tentò una mossa infame e impopolare. Ma per loro sfortuna e per la fortuna dei lucani, qualcuno se ne accorse e si scatenò il putiferio. Peccato che la notizia fu censurata dai Tg, i quali mandarono in onda brevi servizi e pure montati in modo parziale e artificioso. Ma nonostante ciò tutto il Sud si alleò bloccando autostrade e strade statali: l'Italia per due settimane rimase spaccata a metà con grandi disagi per i trasporti.