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martedì 22 settembre 2015

Una Grecia stanca e disillusa rivota Tsipras: ma a vincere è stata la Merkel

CON IL 35,5% DEI VOTI, SYRIZA SI AGGIUDICA 145 SEGGI. FORMERA' DI NUOVO UN GOVERNO CON I NAZIONALISTI INDIPENDENTISTI

Ormai non si contano più le volte in cui i greci sono stati chiamati alle urne negli ultimi dieci anni. Del resto, la Grecia ha inventato la democrazia. Ma sarebbe anche interessante calcolare quanti soldi sono stati spesi per svolgere le elezioni. In un Paese che, come noto, non se la passa di certo economicamente bene. A otto mesi dalle ultime elezioni - che hanno visto come noto la vittoria di Alexis Tsipras, poi rivelatosi un flop rispetto a quanto promesso in campagna elettorale - sono stati nuovamente richiamati alle urne. Ma a rispondere all'appello è stata poco più della metà degli aventi diritto al voto. Come dicevo in un precedente post, i greci hanno perso anche quella speranza e quell'entusiasmo che li aveva portati alle urne lo scorso gennaio. A riprova di ciò il fatto che l'astensionismo si sia verificato soprattutto tra i giovani. Un dato allarmante, dato che loro rappresentano, per motivi anagrafici, il futuro di un Paese. Forse in cuor loro sanno già bene che a vincere sarebbe stata una marionetta di Bruxelles: o il deludente Tsipras o il leader di Nea Demokratia Vangelis Meimarakis. A vincere è stato il primo, che per strada ha perso anche la frangia più a sinistra e intransigente del suo partito (incarnata dall'ex Ministro Varoufakis). I risultati elettorali vedono una sola vincitrice: Angela Merkel, la quale ha fatto sì che i greci schiacciassero gli estremismi e votassero qualcuno che dicesse Nai senza troppi problemi ai suoi diktat.

mercoledì 28 gennaio 2015

TSIPRAS HA PROMESSO LA LUNA E SI E’ ALLEATO CON LA DESTRA: TRA QUALCHE MESE PARLEREMO GIA’ DI FALLIMENTO?

IL SUO PROGRAMMA E’ INCENTRATO SULLA RINEGOZIAZIONE DEL DEBITO VERSO L’UE, MA ANCHE UNA SERIE DI MISURE SOCIALI. CON QUALI SOLDI? POI C’E’ L’ALLEANZA CON I NAZIONALISTI CHE HA GIA’ CREATO MALUMORI INTERNI

Alexis Tsipras ha vinto la sua sfida, ottenendo il 36,5% dei voti e 149 seggi, non sufficienti però per avere la maggioranza assoluta. E così si è alleato con il partito nazionalista Greci indipendenti, che vanta 13 seggi. Un’alleanza anti-austerity che conferma come la dicotomia destra-sinistra appartenga ormai al passato. In Italia i vari Vendola, Civati e company vedono nel leader greco la nuova speranza di un futuro migliore per la sinistra italiana, sperando in cuor loro di creare l’ennesima “cosa rossa” e ottenere lo stesso successo (in realtà, pur presentandosi con il suo nome, alle ultime europee hanno ottenuto uno stentato quattro percento). Un po’ come accadde una decina di anni fa con lo spagnolo Zapatero e qualche anno dopo con Obama. Per quella vecchia illusione che un Messia venuto dall’estero risolva le loro incapacità e il loro scarso appeal sull’elettorato. Ma tornando a Tsipras, ha vinto la campagna elettorale promettendo la Luna. O, quanto meno, cose molto difficili da mantenere. Certo, i greci poveri e in affanno tornano a sperare in una politica che non massacri loro per rimediare agli errori passati di una classe politica incapace. Che, come la nostra, ha utilizzato lo Stato come Bancomat elettorale, facendo ingrassare solo i membri della loro corte. Ma bisogna anche vedere quanto l’Europa sia disposta a ritrattare i negoziati e a rinunciare al proprio debito. Anche il nostro Paese perderebbe non pochi miliardi.

venerdì 2 gennaio 2015

COSA SUCCEDE A GRECIA ED EURO SE VINCE TSIPRAS

IL SUO PARTITO ANTI-AUSTERITY SYRIZA E’ DATO IN VANTAGGIO, VEDIAMO LE CONSEGUENZE DI UNA SUA POSSIBILE VITTORIA ALLE ELEZIONI ANTICIPATE

Grecia di nuovo nel caos, dopo qualche mese di timida ripresa economica. Il Parlamento di Atene ha fallito per la terza volta a eleggere il candidato dell’esecutivo di salvezza nazionale, Stavros Dimas. Il burocrate gradito a Bruxelles si è fermato appena a 168 deputati, nonostante la soglia per eleggerlo per la terza votazione fosse scesa a 180. Uno schiaffo per il premier conservatore, Antonis Samaras, che non è riuscito a convincere il partito di sinistra Dimar e i Greci Indipendenti e la dimostrazione che la maggior parte delle forze politiche che compongono la Boule, ossia il Parlamento, di Atene, sono attirati dalla sfida delle urne. Elezioni che si terranno il prossimo 25 gennaio. Del resto il Paese ellenico è quello che ha dato i natali alla democrazia e non a caso tutte le scelte parlamentari e governative passano dalle urne, non come da noi dove i Premier vengono scelti “dal palazzo”. Con Renzi che pur non essendo stato eletto, dice di voler restare al Governo fino al 2018. Ma tornando alla Grecia, l’Unione europea segue con attenzione le prossime elezioni, col timore che a vincere sia una formazione politica euro-scettica. Crollati i consensi di Alba Dorata, a preoccupare le borse e la Merkel è ora il partito di Alexis Tsipras, Syriza. Che non sarà anti-europeista ma sicuramente meno avvezzo a subire le imposizioni della Troika. Vediamo quali sono i possibili scenari se vince.

venerdì 7 marzo 2014

GIORNALISTI, ARTISTI E NO GLOBAL: CHI FA PARTE DELLA LISTA A SOSTEGNO DI TSIPRAS PER LE ELEZIONI EUROPEE

PRESENTATA LA LISTA “L’ALTRA EUROPA” CHE SOSTIENE IL POLITICO DI SINISTRA GRECO. TRA LORO ANCHE GIULIANA SGRENA E LUCA CASARINI, NOTO LEADER DEI NO GLOBAL, IL CUI NOME GIA’ DIVIDE IL MOVIMENTO

Svanita l’illusione Zapatero e tradita in parte quella suscitata da Obama (che più di tanto comunque non può fare, visto com’è il sistema americano), la sinistra Europea ha trovato la sua nuova speranza: il giovane greco Alexis Tsipras, quarant’anni il prossimo luglio, leader di SYRIZA e candidato, per il Partito della Sinistra Europea, alla Presidenza della Commissione UE nelle Elezioni europee del 2014. La settimana scorsa è stato a Roma per presentare la sua lista, “L’altra Europa”, e ha incassato la candidatura di diversi personaggi più o meno noti, delusi dalla sinistra. Figurano giornalisti, intellettuali, attivisti e artisti. Si è ritirato invece Andrea Camilleri, pare, in disaccordo con la candidatura di Luca Casarini, ex leader dei No Global diventato famoso durante il famigerato e triste (per quanto accadde) G8 di Genova.