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giovedì 14 gennaio 2016

Europa sotto attacco e difficilmente ce la farà

IL POPOLO EUROPEO STA INVECCHIANDO, I SUOI MODELLI ECONOMICI SONO CROLLATI E ORA VIENE INVASO DA QUEL MONDO CHE HA SEMPRE SOTTOMESSO

Dopo secoli passati all'attacco, a conquistare il Mondo ed imporre le proprie idee, l'Europa è oggi sott'attacco. Proprio da parte di quei tre/quarti del Globo che, con superbia e relativismo culturale, ha sempre ritenuto Terzo o perfino Quarto mondo. O, al massimo, ''in via di sviluppo''.

giovedì 7 gennaio 2016

In Italia studiare non conviene: i dati deprimenti sull'occupazione per laureati e diplomati

Lo dicono le statistiche Eurostat, che ci collocano tra gli ultimi posti in europa

Le generazioni italiane nate tra gli anni '60 e gli anni '80 sono cresciute col mito del ''pezzo di carta che ti apre le porte del mondo del lavoro''. E così tanti giovani hanno conseguito diplomi, lauree o dottorati, certi che avrebbero guadagnato tanto, avrebbero svolto lavori meno faticosi e più appaganti. Sognavano di fare gli ingegneri, gli avvocati, gli insegnanti, i notai, gli psicologi, i sociologi, i giornalisti, gli scrittori, i manager. E via discorrendo. Vuoi mettere la fatica di fare l'idraulico, il muratore, l'autista o il falegname?
Peccato però che l'illusione portata dal '68 che tutti potevano istruirsi facilmente e avere una vita di successo, si è scontrata con la dura realtà. Negli anni, ci siamo ritrovati con milioni di bocciati reiterati, laureati fuori corso, diplomati e laureati disoccupati. Un esercito di sedotti e abbandonati da una rivoluzione culturale condotta dalla borghesia, risultata illusoria, arrivista e superficiale.

mercoledì 26 agosto 2015

Cgil, 700mila iscritti in meno: fine di un sindacato sconfitto dalla storia

SU 5,6 MILIONI DI ISCRITTI, QUASI LA META' SONO PENSIONATI. E SONO IN FUGA PURE QUELLI

Al contrario di quanto successo in Germania - primo paese europeo dove si costituirono un Partito dei lavoratori e poi un Sindacato, il tutto nella prima metà dell'Ottocento, come effetto dell'incalzante sfruttamento operaio derivato dalla Rivoluzione industriale – in Italia è nato prima il sindacato dei lavoratori e poi un partito politico. La CGIL – acronimo di Confederazione Generale Italiana del Lavoro - è nata infatti nel 1906 (avendo una D al posto della I), mentre il Psi nacque sei anni dopo (1912). Sciolta durante il ventennio fascista, fu ricostituita nel 1950, ma qualche anno dopo perse alcuni pezzi e da due sue scissioni nacquero altri due sindacati: la CISL e la UIL. Nei decenni successivi la lotta si intensificò soprattutto a partire dalla metà anni '70, quando la crisi petrolifera iniziò a comportare anche una crisi industriale. E da allora sono cominciati i problemi.

mercoledì 5 agosto 2015

Da Folletto a Murolo: i tanti motivi che stanno trasformando i quarantenni in assassini

I CASI DI CRONACA NERA PIU' NOTI E RECENTI RIGUARDANO SOPRATTUTTO QUARANTENNI

La cronaca nera ha sempre affascinato la piccola borghesia italiana. Storie di massacri familiari spinti da diversi motivi finiscono per diventare affascinanti gialli da seguire, anche grazie alla romanzizzazione cui ne fanno i mass-media. Soprattutto la televisione, con il proliferare di salotti dove esperti e vip dicono la loro su tristi casi di cronaca. Anzi, si spingono oltre, diventando autentici tribunali via etere. Un tempo c'era 'Un giorno in pretura', che si limitava a raccontare le cronache giudiziarie. Poi via via il confine è stato superato ed oggi pare essere la Tv la vera giudice di un assassino. Si dovrebbe correre ai ripari con una legge che vieti la pubblicazione di intercettazioni, di indagini, di nuove prove emerse. E che si limiti solo a riportare le sentenze. Ma una siffatta legge andrebbe contro gli interessi dei colossi televisivi. E bene sappiamo quanto i principali partiti siano ad essi legati. Comunque, un dato particolare è emerso dai recenti fatti di cronaca. Riguardano quasi sempre quarantenni, che diventano assassini da un giorno all'altro. I motivi sono molteplici.

venerdì 3 luglio 2015

Anche gli Stati Uniti hanno la loro Grecia: Porto Rico verso fallimento, cosa rischiano

Il governatore dell'isola Alejandro Garcia Padilla, ha comunicato di non essere più grado di onorare debiti saliti a oltre 72 miliardi di dollari

Non serve una laurea in Economia per capire che un Paese con un'economia debole, inserito in un sistema basato su una moneta forte che però non controlla, finisce prima o poi con l'acqua alla gola. Ovvero, con tanti debiti che prima o poi non è più capace di onorare e rischia così di uscirvi. Creando nel sistema di cui fa parte guasti allarmanti, forse effetti domino. Tutto lascia pensare alla Grecia e all'Unione europea, certo, ma anche gli Stati Uniti hanno una loro Grecia: il Portorico. Isola caraibica considerata "il 51° stato dell'Unione", che usa il dollaro come moneta normale. Il governatore dell'isola - che formalmente fa parte del Commonwealth britannico, ma vive come dependance statunitense - Alejandro Garcia Padilla, ha comunicato di non essere più grado di onorare debiti saliti a oltre 72 miliardi di dollari. Questo debito «non è ripagabile»; è una questione, ha concluso, «non di politica ma di matematica». In altro linguaggio si può dire: "non si cava sangue dalle rape".

giovedì 2 luglio 2015

Se Roma piange Milano non ride: rischia il fallimento

DIVENTANDO Città metropolitana, l’ente di area assorbe l’ex provincia e ne eredita anche il  debito: 94 milioni di euro

Oltre a Roma, alle prese con scandali giudiziari, degrado, violenza, ma che nonostante ciò vorrebbe pure organizzare le Olimpiadi del 2014, anche Milano non se la passa molto bene. E per gli stessi problemi. Se in comune con la Capitale ha degrado (in primis la Stazione centrale, che appare sempre più un Lazzaretto a cielo aperto), violenza (il machete e le aggressioni ai dipendenti dei trasporti pubblici sembrano ormai andare di moda) e scandali giudiziari (di cui quelli relativi ad Expo sono i più eclatanti), ha pure guai finanziari. E anche pesanti. E li deve alla conversione delle Province in Città Metropolitane.

venerdì 26 giugno 2015

McDonald's verso la chiusura? I numeri della crisi

I dirigenti di McDonald’s hanno ammesso che né la svolta salutista né l’incremento dei menù, diventati sempre più RICCHI, sono riusciti a migliorare il fatturato

McDonald's non vedrà il secolo di vita? Il rischio c'è tutto. Per la prima volta infatti dagli anni '70, da quando ha iniziato a conoscere una costante crescita, ha chiuso più locali di quanti ne ha aperti. Tanto negli Usa quanto nel Mondo. In fondo mancano ancora 22 anni al centenario, essendo nata (almeno come start up) nel 1937. In questi anni, specie di recente, non sono mancati scandali igienici relativi alla carne usata ma anche ai bicchieri; per non parlare delle polemiche relative ai contratti dei dipendenti. I quali però non ne hanno mai messo in discussione la popolarità. Ma sono arrivate anche novità per ammiccare i più salutisti o chi ama le tradizioni locali. Novità che non hanno però portato benefici. I numeri parlano di una crisi preoccupante.

mercoledì 22 aprile 2015

Elezioni in Finlandia, euroscetticismo giunto nel cuore dell'Ue: i risultati

DALLE URNE EMERGE UN PAESE DIFFICILMENTE GOVERNABILE, CON CONSERVATORI E SOCIALISTI PESANTEMENTE SCONFITTI

L'Euroscetticismo non è solo roba da Paesi del Mediterraneo, quelli definiti dai burocrati di Bruxelles in modo dispregiativo Pigs. Ma ora fa breccia anche nel cuore dell'Unione europea, tra quei Paesi vicini alla Germania non tanto geograficamente, quanto soprattutto economicamente. Parliamo della Finlandia, altro mito scandinavo che dopo la Svezia rischia di cadere. Domenica ci sono state le elezioni e i conservatori guidati da Stubb - lo stesso partito cui appartiene Jyrki Katainen, ex premier e ora vicepresidente della Commissione europea, con delega alle questioni economiche - hanno clamorosamente perso. E non è andata meglio ai socialdemocratici, che - seguendo uno schema largamente adottato in molti altri paesi dell'Unione - li avevano accompagnati in un governo di "grande coalizione", con un programma di "riforme strutturali" identiche a quelle dei paesi Pigs nella logica, ma naturalmente un po' meno drastiche, vista la situazione assai migliore dei conti pubblici. A pesare anche qui la crisi economica, che vede nel declino della Nokia (assorbita da Microsoft) il suo emblema

domenica 1 marzo 2015

MANGIAMO SEMPRE MENO PANE, ALTRO EFFETTO DELLA CRISI

SECONDO LA COLDIRETTI nel 2014 il consumo pro capite di pane degli italiani è sceso al minimo storico di 90 grammi al giorno, pari a meno di due fettine (o due rosette piccole) a persona

accompagnare le pietanze con il pane è un’abitudine squisitamente italiana, magari facendo anche la proverbiale “scarpetta” per non lasciare invitanti sughi, salse o oli giacere incolpevolmente sul fondo del piatto. Ma stiamo perdendo anche questa tradizione. Infatti, stando ai dati diramati dalla Coldiretti, stiamo mangiando sempre meno pane. Per due motivi principali: da un lato stanno cambiando i gusti, dall’altro la crisi sta spingendo a consumarne di meno magari conservandone anche per il giorno successivo.

lunedì 16 febbraio 2015

GRAZIE AL MOVIMENTO 5 STELLE SONO STATE FINANZIATE 23 IMPRESE SICILIANE

SONO I FONDI MESSI A DISPOSIZIONE DAI CONSIGLIERI REGIONALI PENTASTELLATI PER IL MICROCREDITO

Nella Sicilia degli scandali, tra Sanità che non funziona e assunzioni inutili nel settore pubblico, c’è un bel messaggio di concretezza e speranza da parte della politica. Non certo dal deludente Governatore Crocetta, bensì dal Movimento cinque stelle, con i consiglieri regionali che mettono buona parte del loro super stipendio al servizio delle imprese. Ad oggi ne sono state così finanziate 23, per un totale di 555mila euro erogati mediante Microcredito.

mercoledì 28 gennaio 2015

TSIPRAS HA PROMESSO LA LUNA E SI E’ ALLEATO CON LA DESTRA: TRA QUALCHE MESE PARLEREMO GIA’ DI FALLIMENTO?

IL SUO PROGRAMMA E’ INCENTRATO SULLA RINEGOZIAZIONE DEL DEBITO VERSO L’UE, MA ANCHE UNA SERIE DI MISURE SOCIALI. CON QUALI SOLDI? POI C’E’ L’ALLEANZA CON I NAZIONALISTI CHE HA GIA’ CREATO MALUMORI INTERNI

Alexis Tsipras ha vinto la sua sfida, ottenendo il 36,5% dei voti e 149 seggi, non sufficienti però per avere la maggioranza assoluta. E così si è alleato con il partito nazionalista Greci indipendenti, che vanta 13 seggi. Un’alleanza anti-austerity che conferma come la dicotomia destra-sinistra appartenga ormai al passato. In Italia i vari Vendola, Civati e company vedono nel leader greco la nuova speranza di un futuro migliore per la sinistra italiana, sperando in cuor loro di creare l’ennesima “cosa rossa” e ottenere lo stesso successo (in realtà, pur presentandosi con il suo nome, alle ultime europee hanno ottenuto uno stentato quattro percento). Un po’ come accadde una decina di anni fa con lo spagnolo Zapatero e qualche anno dopo con Obama. Per quella vecchia illusione che un Messia venuto dall’estero risolva le loro incapacità e il loro scarso appeal sull’elettorato. Ma tornando a Tsipras, ha vinto la campagna elettorale promettendo la Luna. O, quanto meno, cose molto difficili da mantenere. Certo, i greci poveri e in affanno tornano a sperare in una politica che non massacri loro per rimediare agli errori passati di una classe politica incapace. Che, come la nostra, ha utilizzato lo Stato come Bancomat elettorale, facendo ingrassare solo i membri della loro corte. Ma bisogna anche vedere quanto l’Europa sia disposta a ritrattare i negoziati e a rinunciare al proprio debito. Anche il nostro Paese perderebbe non pochi miliardi.

lunedì 12 gennaio 2015

DA ALITALIA A MERIDIANA, LA DISASTROSA FINE DELLE NUMEROSE COMPAGNIE AEREE ITALIANE

TANTE HANNO CHIUSO I BATTENTI O SONO PASSATE IN MANO STRANIERE. SI SALVA SOLO NEOS, DEL GRUPPO ALPITOUR

Il fallimento gestionale di Alitalia è solo la punta di un grosso Iceberg. Il Governo Berlusconi, in nome dell’italianità, decise qualche anno fa di non cederla ad Air France, preferendo una fantomatica cordata tutta italiana chiamata Alicai. Un salvataggio sulla pelle dei cittadini italiani, che servì solo a ingrassare le tasche di qualche imprenditore nostrano, ma rinviò il problema. Infatti oggi la compagnia di bandiera del nostro Paese è finita nelle mani della compagnia araba Ethiad, la quale sta piano piano rilevando uno dei club italiani più prestigiosi: il Milan. Come primo effetto della nuova gestione, abbiamo avuto la cancellazione di alcune tratte verso il Sud. Poi c’è la vertenza Meridiana, compagnia aerea sarda, che presto sarà ridimensionata alle origini, ritornando vettore regionale a colpi di licenziamenti definiti “volontari”. Ma questi sono solo i casi più famosi, i fallimenti sono tanti e si salva solo una compagnia: Neos, del gruppo Alpitour.

mercoledì 26 marzo 2014

NEGLI ULTIMI 3 ANNI AUMENTATI FURTI, RAPINE E SCIPPI FINO AL 65%

A DENUNCIARLO IL CODACONS, SECONDO IL QUALE dagli scaffali ogni ANNO sparisce merce per 3 miliardi di euro

La crisi economica sta inevitabilmente facendo aumentare la microcriminalità, con un’escalation di furti in casa, scippi in strada e rapine nei supermarket. Negli ultimi 3 anni si è assistito a un autentico boom e il Codacons dirama dei numeri inquietanti.

lunedì 7 ottobre 2013

ANCHE IL VATICANO IN CRISI MEDITA LICENZIAMENTI

PRIMO CASO A BRINDISI, MA UN PO’ IN TUTTE LE CITTA’ SI TENDE AL RISPARMIO

Se la crisi della fede sembra essere un minimo alleviata dal nuovo Papa Francesco, con le sue iniziative anticonvenzionali e a tratti folcloristiche, ora per il Vaticano ne sta arrivando un’altra da affrontare: quella economica. Finiti dunque i tempi degli scialacquamenti, anche perché lo stesso Pontefice ha deciso di rendere trasparenti i conti della Banca vaticana, lo IOR. Il campanello d'allarme è scattato a Brindisi: nel cuore dell'estate l'arcivescovo Domenico Caliandro aveva firmato la risoluzione di diversi contratti di lavoro a tempo indeterminato: via l'addetto stampa e con lui pure un operaio, un centralinista e altri cinque operatori. A settembre la misura è diventata esecutiva, sfatando un mito: anche la Chiesa licenzia. «Riorganizzazione interna», minimizzano ambienti curiali. Nei fatti, però, sembra la riproposizione di ciò che accade a migliaia di imprese, che per rimanere a galla alleggeriscono i costi.

lunedì 24 giugno 2013

IN FUTURO CI RITROVEREMO CITTA’ SENZA PIU’ NEGOZI

SECONDO LA CONFESERCENTI OGNI GIORNO DAL 2008 HANNO CHIUSO 134 NEGOZI O AGENZIE AL GIORNO

Un po’ per la recessione, un po’ per il cambio delle abitudini (la preferenza di centri commerciali o ipermercati), le nostre città in futuro si trasformeranno in tanti cimiteri, solo che al posto dei loculi ci ritroveremo locali commerciali chiusi. Tra 2008 e 2013, fra commercio e turismo, c’e stata un'imponente quantità di chiusure: all’appello mancano oltre 224mila titolari e tantissimi collaboratori. Per ogni tre attività che chiudono, solo una ne viene aperta.

domenica 28 aprile 2013

LIVE BELOW THE LINE, L’ENNESIMA VETRINA IPOCRITA PER VIP MILIONARI CHE SI FINGONO IMPEGNATI


L’INIZIATIVA PREVEDE DI VIVERE con SOLO un dollaro e mezzo PER 5 GIORNI, come succede a un miliardo e mezzo di persone…MA PER TUTTA LA LORO VITA

Negli anni ’70 venivano chiamati Radical chic. Erano coloro che vivevano nell’agio, ma amavano passare per persone dalla cultura raffinata e dall’alto impegno sociale. Facevano la rivoluzione, ma arroccati nel loro salotto di casa tra un disco e un tè con biscottini. Poi arrivarono gli anni ’80, decennio di illusione che lo sviluppo fosse inarrestabile e che parole come rivoluzione e impegno sociale appartenessero solo a qualche canzone rock nostalgica. Adesso però, con una recessione economica diventata drammatica e peggiore del dopoguerra - non essendoci prospettive di miglioramento come allora - i Radical chic sono tornati in auge, col loro impegno più ipocrita che utile. Attori, cantanti e modelli milionari si recano in Africa, Asia o Sud America insieme agli indigenti passandoci qualche ora, giusto il tempo di farsi fotografare per qualche rivista e poi tornare alle proprie auto e ville sfarzose. L’ultima trovata si chiama “Live below the line”, cioè “Vivi sotto la soglia”, una iniziativa per provare che cosa significhi sopravvivere con un dollaro e mezzo al giorno, come succede a un miliardo e mezzo di persone.

venerdì 19 aprile 2013

IL BUSINESS CHE C’E’ DIETRO IL RICICLO DEGLI ABITI USATI


SOLO UNA MINIMA PARTE FINISCE DIRETTAMENTE AI PIU’ BISOGNOSI, IL RESTO FINANZIA ALTRE ATTIVITA’ O VIENE RIVENDUTI NEI MERCATI

In molte città italiane stanno spuntando come funghi i cassonetti per il riciclo degli abiti usati. Le persone di disfano di un capo che non indossano più – in buono stato o meno, firmato o no – credendo di fare un bel gesto appannaggio di quanti, in numero crescente, non possono permettersi di acquistarlo. In realtà, ai bisognosi arriva una minima parte degli indumenti gettati da chi ha il guardaroba che scoppia. Il resto alimenta un traffico pieno di lati oscuri.

giovedì 18 aprile 2013

LE GITE SCOLATISCHE SONO SEMPRE PIU’ UN LUSSO A CUI SI RINUNCIA


QUEST’ANNO CI SARA’ UN CALO DEL 20% DI STUDENTI IN PARTENZA RISPETTO AL 2012, CONFERMANDO UN TREND NEGATIVO ORMAI DA ANNI

Le gite scolastiche rappresentano, anzi ormai è meglio dire rappresentavano, il momento più bello dell’anno scolastico, secondo solo alla promozione. Ma ormai sono sempre meno le scuole che le organizzano, vuoi per i continui tagli ai fondi, vuoi per una rinuncia dei genitori stessi.

mercoledì 17 aprile 2013

LO STATO HA UCCISO 15 MILA IMPRESE IN 4 ANNI


SECONDO UNO STUDIO DELLA CGIA DI MESTRE, dal 2008 al 2012 i fallimenti di aziende causati dai mancati o ritardatI pagamenti soprattutto da parte della pubblica amministrazione sono più che raddoppiati

Sulle imprese italiane non pesa solo la drammatica crisi, ma anche i mancati pagamenti da parte dello Stato; o almeno per quante con esso intraprendono relazioni commerciali. In quattro anni, dal 2008 al 2012, i fallimenti di aziende causati dai mancati o ritardati pagamenti soprattutto da parte della pubblica amministrazione sono più che raddoppiati. Secondo uno studio della CGIA di Mestre si è passati dai 1.800 fallimenti dichiarati nel 2008 ai 3.860 del 2012 con un incremento del 114% e oltre 90mila posti di lavoro persi.

martedì 16 aprile 2013

COME NEL FILM TERMINATOR, IN AMERICA MIGLIAIA DI PERSONE VIVONO NELLE FOGNE


ACCADE A Las Vegas, New York City e Kansas City. AD ESSI SI AGGIUNGO QUANTI VIVONO IN TENDE O NELLE PROPRIE AUTO

La devastante recessione economica iniziata negli Usa nell’autunno 2007, che ha investito l’economia di tutto il mondo Occidentale, ha certificato la sconfitta definitiva del Capitalismo americano, diventato, a seguito del crollo dell’URSS, l’ideologia dominante nel Mondo. Negli anni ’90 anche la sinistra si era professata liberal, convinta che cose tipo il Welfare fossero ormai roba vecchia e che il liberismo sfrenato avesse portato benessere per tutti. E invece, ecco dove siamo finiti. Il treno folle dei Paesi industrializzati si è schiantato di lì a poco e tutt’oggi non riesce a rialzarsi e riprendere quanto meno a camminare. In America, dove tutto è partito per effetto dei subprime, la scia che la crisi ha lasciato è inquietante. Milioni sono le persone che versano in uno stato di povertà e centinaia di migliaia sono quelli che hanno perso la casa. Molti dei quali ormai vivono perfino nei tombini, come gli umani nel film Terminator che cercavano riparo dai cyborg negli oscuri e lerci meandri delle metropoli ormai distrutte da questi ultimi.