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lunedì 25 gennaio 2016

Il pensiero lungimirante di Bettino Craxi: cosa diceva vent'anni fa sull'Unione europea

L'EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, AUTO-ESILIATOSI AD HAMMAMET PER SFUGGIRE ALLA GIUSTIZIA ITALIANA, LASCIO' DIVERSE DICHIARAZIONI RIVELATESI PROFETICHE

Quando si parla di Bettino Craxi, l'opinione pubblica italiana è ancora spaccata in due. Tra chi lo ricorda come un grande statista, che ha fatto vivere anni ruggenti al nostro Paese, e chi invece lo liquida come il capo di un sistema deprecabile basato su tangenti e ruberie varie. Se è vero che Craxi ha incarnato il sistema della partitocrazia e ha rappresentato il vertice di quella piramide chiamata Tangentopoli, è anche vero che in quel sistema ci sguazzarono tutti i partiti italiani. A tutti i livelli e in modi diversi. La Dc prendeva soldi dall'America e dalle tangenti. Il Psi e il Partito repubblicano dalle tangenti. Il Pci dall'Urss. L'Msi dalla Monarchia e dall'America in chiave anti-bolscevica.
I soldi circolavano, i partiti si scambiavano piaceri e ''sistemazioni'', ma il debito pubblico saliva. Una sintesi troppo striminzita, essendo questo un tema che meriterebbe la pubblicazione di un manuale.

giovedì 14 gennaio 2016

Europa sotto attacco e difficilmente ce la farà

IL POPOLO EUROPEO STA INVECCHIANDO, I SUOI MODELLI ECONOMICI SONO CROLLATI E ORA VIENE INVASO DA QUEL MONDO CHE HA SEMPRE SOTTOMESSO

Dopo secoli passati all'attacco, a conquistare il Mondo ed imporre le proprie idee, l'Europa è oggi sott'attacco. Proprio da parte di quei tre/quarti del Globo che, con superbia e relativismo culturale, ha sempre ritenuto Terzo o perfino Quarto mondo. O, al massimo, ''in via di sviluppo''.

venerdì 13 novembre 2015

Passaggio Lira-Euro, Consulta accerta che siamo stati rapinati fin dall'inizio

La Corte Costituzionale il 5 novembre scorso – accogliendo il ricorso di un gruppo di risparmiatori – ha bocciato la norma del Salva Italia del governo che anticipava al 6 dicembre 2011 il termine ultimo per poter convertire le vecchie lire in euro

Ogni qualvolta ci capita di rivedere una banconota o una moneta della vecchia Lira, proviamo un sussulto nostalgico, un tuffo al cuore, un senso di vuoto nelle tasche. La mia generazione è stata l'ultima a beneficiare della lira in età adolescente. Quando con mille lire in tasca ci sembrava di poter acquistare tante cose; quando con diecimila lire potevamo andare in pizzeria e ci rimaneva pure il resto. Oggi con cinquanta centesimi possiamo fare al massimo un'offerta a uno dei tanti mendicanti in strada, mentre con cinque euro al massimo possiamo comprare una pizza e una bibita ma da un take away.

giovedì 1 ottobre 2015

Italia rischia nuovo danno economico dall'Ue: olio nostrano minacciato da quello tunisino

Il capo della diplomazia Ue Federica Mogherini ha reso noto ieri che la Commissione europea ha deciso di facilitare l’export di 35mila tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia

I prodotti tipici nostrani continuano a cadere sotto i colpi di Bruxelles. Che ci impone importazioni anche di prodotti di cui abbondiamo. Anzi, siamo invidiati nel Mondo. Prodotti spesso di scarsa qualità, adulterati, con il beneplacito delle direttive europee. Tant'è che siamo costretti a specificare cosa sia DOP e cosa no. Ora a correre rischi è anche l'olio italico. Il capo della diplomazia Ue Federica Mogherini, ex Ministro degli esteri del Governo Renzi, ha reso noto che la Commissione europea ha deciso di facilitare l’export di 35mila tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia. Che riguarderà paradossalmente anche altri due paesi del mediterraneo: Grecia e Spagna. I quali, come noto, sono già messi male di loro.

martedì 22 settembre 2015

Una Grecia stanca e disillusa rivota Tsipras: ma a vincere è stata la Merkel

CON IL 35,5% DEI VOTI, SYRIZA SI AGGIUDICA 145 SEGGI. FORMERA' DI NUOVO UN GOVERNO CON I NAZIONALISTI INDIPENDENTISTI

Ormai non si contano più le volte in cui i greci sono stati chiamati alle urne negli ultimi dieci anni. Del resto, la Grecia ha inventato la democrazia. Ma sarebbe anche interessante calcolare quanti soldi sono stati spesi per svolgere le elezioni. In un Paese che, come noto, non se la passa di certo economicamente bene. A otto mesi dalle ultime elezioni - che hanno visto come noto la vittoria di Alexis Tsipras, poi rivelatosi un flop rispetto a quanto promesso in campagna elettorale - sono stati nuovamente richiamati alle urne. Ma a rispondere all'appello è stata poco più della metà degli aventi diritto al voto. Come dicevo in un precedente post, i greci hanno perso anche quella speranza e quell'entusiasmo che li aveva portati alle urne lo scorso gennaio. A riprova di ciò il fatto che l'astensionismo si sia verificato soprattutto tra i giovani. Un dato allarmante, dato che loro rappresentano, per motivi anagrafici, il futuro di un Paese. Forse in cuor loro sanno già bene che a vincere sarebbe stata una marionetta di Bruxelles: o il deludente Tsipras o il leader di Nea Demokratia Vangelis Meimarakis. A vincere è stato il primo, che per strada ha perso anche la frangia più a sinistra e intransigente del suo partito (incarnata dall'ex Ministro Varoufakis). I risultati elettorali vedono una sola vincitrice: Angela Merkel, la quale ha fatto sì che i greci schiacciassero gli estremismi e votassero qualcuno che dicesse Nai senza troppi problemi ai suoi diktat.

venerdì 11 settembre 2015

Commuoversi per una foto non basta: Putin invia armi e truppe in Siria, mentre l'Onu sta a guardare

STA INVIANDO ARMI E ADDESTRATORI IN SOSTEGNO DI ASSAD, MENTRE L'OCCIDENTE SI INDIGNA E CRITICA

Come ho scritto più volte su questo Blog o commentando post di altri, l'elemento che ho apprezzato dell'ultimo Governo Berlusconi è stata la politica estera. Corna o altri burlesque del Premier a parte. Infatti, l'esecutivo ha diversificato le proprie partnership estere, stringendo rapporti molto stretti con la Russia di Putin e la Libia di Gheddafi. Riducendo così la pluridecennale ingerenza americana e il peso della Germania. Con tutti i benefici che queste partnership garantivano. Invece adesso ci abbiamo perso su più fronti: riduzione di un terzo dell'export verso la Russia, gas e petrolio acquistato da pochi fornitori, sbarchi continui sulle nostre coste. Se il Raìs libico è morto atrocemente assieme al proprio regime, ma da vivo garantiva controllo delle coste e ostacolava l'azione degli islamisti, il Presidente russo è invece l'unico che inizia a fare qualcosa contro l'Isis. Invitando prima i leader politici a creare una coalizione internazionale e poi inviando armi e truppe in Siria.

venerdì 21 agosto 2015

Come avevo previsto, Tsipras si è rivelato un bluff: ha accettato la Troika e ha svenduto alla Germania

IL PREMIER GRECO ERA STATO ELETTO PER DARE UNA SVOLTA ALLA GRECIA E ALLA STESSA UE. MA SI E' PIEGATO NEL GIRO DI POCHI MESI

No, non ho doti da veggente. Ma semplicemente buon senso. Sarebbe bastato quello e meno facile entusiasmo per intuire che Alexis Tsipras non avrebbe spostato di una virgola la situazione greca. Come ho scritto all'indomani della sua elezione, ha promesso la Luna e peggio ancora, si è alleato con i nazionalisti, inimicandosi presto parte del suo partito. L'indizione di un Referendum, che ho comunque definito un bluff, aveva alimentato di nuovo le speranze dei greci che lo hanno eletto e della sinistra europea, che qualcosa in Grecia e nell'Ue finalmente cambiasse.

martedì 7 luglio 2015

Prima il referendum scarica responsabilità, poi le dimissioni in un momento delicato: questo e poco altro è Yanis Varoufakis, il Ministro casual e piacione

professore di teoria economica all'università di Atene, si è dimesso ieri mattina per 'favorire la ripresa del dialogo'

In una puntata de I Simpson, nella quale la città di Srpingfield è minacciata dalla caduta di un Asteroide, Homer si rivolge alla figlia sapientona ma per quel motivo spaventata Lisa, dicendole che a risolvere i loro problemi ci penserà chi è al Governo. Perché ''eletto e pagato per pensare al posto nostro''. Il suo pur sgangherato pensiero non è poi così sbagliato. D'altronde le elezioni servono a questo: per piazzare nei posti di responsabilità gente competente, che risolva i nostri problemi. Ma questo non sembra proprio il caso di Yanis Varoufakis, Ministro delle Finanze del Governo greco, il quale, dopo aver preferito delegare a un referendum popolare la scelta complicata di decidere o meno se accettare la bozza proposta dall'Ue - in barba al fatto che buona parte del popolo sceglie soprattutto per suggestioni e paure e non per competenza economica - ha ben pensato ieri mattina di dimettersi. Malgrado il suddetto referendum abbia avuto pure un esito per lui positivo. 

Ma come? La vittoria del No non doveva rinforzare lui e Tsipras nelle trattative? E invece si dimette nel momento più delicato, dice, per favorire la ripresa delle trattative con l'Ue e aiutare Tsipras. Il sex symbol che piace alle donne si è confermato per ciò che realmente è. Fumo e apparenza. Ripercorriamone la biografia.

lunedì 6 luglio 2015

Quale destino per l'Euro? Tre possibili scenari in base a sei precedenti storici

VEDIAMO COME E' ANDATA IN ALTRE OCCASIONI

Il futuro dell'Euro si fa sempre più incerto e conferma quanto in tanti hanno sempre ipotizzato: una unione monetaria senza una unione politica è irrealizzabile. I padri fondatori della moneta unica europea  - tra cui alcuni italiani come Prodi e Amato – si erano illusi che la prima fosse arrivata in automatico dopo la seconda. E invece, a 13 anni dalla sua partenza, non è stato così. Anzi, siamo qui a parlare di possibile implosione del sistema. Del resto, i precedenti hanno dimostrato questa correlazione irrinunciabile, tra successi e fallimenti. Vediamo quali sono i sei precedenti storici.

mercoledì 1 luglio 2015

Altro che democratico, il Referendum indetto da Tsipras presenta due bluff

DOMENICA 5 LUGLIO I GRECI SONO CHIAMATI A DECIDERE SUL PROPRIO DESTINO

Grecia Vs Unione europea. Ormai siamo alle battute finali, a un dentro o fuori drammatico, che ovviamente sarà pagato dai più deboli e dagli onesti. Da un lato c'è il Paese ellenico, che in fondo ha i nostri stessi difetti: debito pubblico alle stelle, assunzioni statali passate sproporzionate, corruzione, mancate riforme. Dall'altro c'è un un'organizzazione molto lontana rispetto a quella che volevano i suoi padri nobili negli anni '50: tecnocrate e manipolata da banche e multinazionali. La Grecia in quel calderone non poteva proprio entrarci, ma se altri Paesi rovinati si sono rimessi in pista (ovviamente sempre sulla pelle della classe media e dei meno abbienti), essa negli anni ha visto solo l'avvicendarsi di popolari e socialisti al Governo senza alcun cambio di rotta. Ed eccoci alla situazione attuale: debiti fino al collo che il Premier Alexis Tsipras non vuole onorare. Ma ha deciso di dare al suo popolo l'ultima parola, indicendo un referendum per domenica 5 luglio. Beccandosi gli applausi di tanti, soprattutto euroscettici e sinistroidi, che lo vedono come il nuovo ed ennesimo leader da seguire. Ma anche qui non è tutto oro quello che luccica: il Referendum presenta due escamotage. Due tarocchi, per dirla in italiano.

lunedì 15 giugno 2015

Italia autolesionista: dopo errori con la Libia, quanto stiamo perdendo per sanzioni alla Russia

A DIRLO LO STESSO Presidente russo in visita nel nostro Paese. ha visto anche Papa Francesco e l'amico Berlusconi

Viaggio in Italia per Vladimir Putin, Presidente e già Premier russo (si rimbalza i ruoli istituzionali da anni con Medvedev modificando a tal fine la Costituzione). Il quale è visto agli occhi occidentali, soprattutto di Ue e Obama, come il nuovo spauracchio che viene dall'Est. Intento, per loro, a ricostruire una sorta di nuovo Impero sovietico, dissoltosi ufficialmente nel 1992. Quando, in realtà, la Russia si sta solo difendendo dall'avanzata della Nato, che ormai l'ha accerchiata geopoliticamente. Il Golpe in Ucraina è l'ultimo e più clamoroso esempio. Durante la sua permanenza, Putin ha incontrato il Premier Matteo Renzi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (che questa volta è stato riconosciuto, contrariamente a quanto successo in modo imbarazzante con la Regina Elisabetta II) e Papa. Ma ci sarà anche una visita non istituzionale, bensì del tutto amichevole, con l'ex Premier Silvio Berlusconi. D'altronde la loro amicizia dura da anni e va al di là dei protocolli ufficiali. Ma oggi i rapporti tra Italia e Russia sono cambiati rispetto a qualche anno fa, quando al Governo c'era l'ex Cavaliere. Il quale aveva stretti rapporti politico-commerciali anche con Gheddafi, al fine di ottenere una politica energetica vantaggiosa. E il cambio della politica estera da parte dell'Italia nei confronti della Russia non è certo passato inosservato nel discorso di Putin in visita a Expo in corso a Milano. Anzi ha rincarato la dose.

martedì 26 maggio 2015

Elezioni in Spagna e Polonia, l'Unione europea porge l'altra guancia: schiaffi da sinistra e destra

NEL PAESE IBERICO BRUTTA SCONFITTA PER IL PARTITO POPOLARE AL GOVERNO E PER I SOCIALISTI, MENTRE IN POLONIA VINCE LA DESTRA CONSERVATRICE EUROSCETTICA

Domenica scorsa l'Unione europea ha messo in pratica un invito di Gesù: porgi l'altra guancia. Sebbene lo abbia fatto suo malgrado e indirettamente. Da Spagna e Polonia sono arrivati due risultati elettorali ad ulteriore conferma dell'euroscetticismo ormai dilagante nel vecchio continente. Due autentici schiaffi ricevuti da destra e sinistra. Nel Paese iberico alle amministrative ha trionfato il Movimento Podemos, che ho già descritto come un mix tra Grillo e Tsipras; con i partiti tradizionalisti popolari e socialisti al minimo storico. Mentre nel Paese d'origine di Karol Wojtyla a trionfare alle presidenziali è stata la destra reazionaria, nazionalista ed “euroscettica di Andrzej Duda, 43enne, che ha raccolto un grande consenso tra gli 'ultimi'.

mercoledì 22 aprile 2015

Elezioni in Finlandia, euroscetticismo giunto nel cuore dell'Ue: i risultati

DALLE URNE EMERGE UN PAESE DIFFICILMENTE GOVERNABILE, CON CONSERVATORI E SOCIALISTI PESANTEMENTE SCONFITTI

L'Euroscetticismo non è solo roba da Paesi del Mediterraneo, quelli definiti dai burocrati di Bruxelles in modo dispregiativo Pigs. Ma ora fa breccia anche nel cuore dell'Unione europea, tra quei Paesi vicini alla Germania non tanto geograficamente, quanto soprattutto economicamente. Parliamo della Finlandia, altro mito scandinavo che dopo la Svezia rischia di cadere. Domenica ci sono state le elezioni e i conservatori guidati da Stubb - lo stesso partito cui appartiene Jyrki Katainen, ex premier e ora vicepresidente della Commissione europea, con delega alle questioni economiche - hanno clamorosamente perso. E non è andata meglio ai socialdemocratici, che - seguendo uno schema largamente adottato in molti altri paesi dell'Unione - li avevano accompagnati in un governo di "grande coalizione", con un programma di "riforme strutturali" identiche a quelle dei paesi Pigs nella logica, ma naturalmente un po' meno drastiche, vista la situazione assai migliore dei conti pubblici. A pesare anche qui la crisi economica, che vede nel declino della Nokia (assorbita da Microsoft) il suo emblema

lunedì 16 marzo 2015

Gli effetti positivi e negativi sull’economia italiana di un Euro pari col Dollaro

Funziona il Quantitative easing fortemente voluto dal Governatore della Bce Mario Draghi. Lo Spread è sceso stabilmente sotto quota 90. Ma ci andremo davvero a guadagnare?

Abbiamo da poco imparato cosa significasse il termine Spread, entrato da qualche anno di diritto nei nostri incubi notturni peggio di Nightmare, che da lunedì scorso siamo costretti a imparare un nuovo termine introdotto dai cervelloni della Borsa europea: Quantitative easing. Cosa vuol dire? Tradotto in italiano sta per Alleggerimento quantitativo. E’ il piano di acquisto di 60 miliardi di titoli al mese - gran parte dei quali di Stato - almeno fino al settembre dell'anno prossimo, al fine di dare una scossa al mercato finanziario e una valutazione più competitiva dell’Euro. L’ha voluto fortemente il Governatore nostrano della Banca centrale europea, Mario Draghi, che ha sottolineato fortemente la sua paternità. In effetti la reazione della Borsa è stata molto positiva, per una politica economica avviata dall'autunno scorso, quando si è deciso di abbassare i tassi al minimo storico. Vi è stata anche una revisione delle stime del Pil e una seppur modesta crescita economica, anche grazie al calo dell'euro. Già, l’Euro si sta svalutando avvicinando il Dollaro. Basti pensare che appena un paio d'anni fa il cambio era arrivato a quota 1,5 per biglietto verde, ora si aggira intorno all’1,058. Una parità che, se immediatamente penalizza chi si deve recare in viaggio negli Stati Uniti (ma attira sicuramente visitatori da oltre Atlantico), è generalmente giudicata positiva per l'economia del vecchio continente e in particolare per l'export e per gli investimenti esteri. Vediamo, settore per settore, chi ci guadagna e chi ci perde da questa svalutazione.

mercoledì 28 gennaio 2015

TSIPRAS HA PROMESSO LA LUNA E SI E’ ALLEATO CON LA DESTRA: TRA QUALCHE MESE PARLEREMO GIA’ DI FALLIMENTO?

IL SUO PROGRAMMA E’ INCENTRATO SULLA RINEGOZIAZIONE DEL DEBITO VERSO L’UE, MA ANCHE UNA SERIE DI MISURE SOCIALI. CON QUALI SOLDI? POI C’E’ L’ALLEANZA CON I NAZIONALISTI CHE HA GIA’ CREATO MALUMORI INTERNI

Alexis Tsipras ha vinto la sua sfida, ottenendo il 36,5% dei voti e 149 seggi, non sufficienti però per avere la maggioranza assoluta. E così si è alleato con il partito nazionalista Greci indipendenti, che vanta 13 seggi. Un’alleanza anti-austerity che conferma come la dicotomia destra-sinistra appartenga ormai al passato. In Italia i vari Vendola, Civati e company vedono nel leader greco la nuova speranza di un futuro migliore per la sinistra italiana, sperando in cuor loro di creare l’ennesima “cosa rossa” e ottenere lo stesso successo (in realtà, pur presentandosi con il suo nome, alle ultime europee hanno ottenuto uno stentato quattro percento). Un po’ come accadde una decina di anni fa con lo spagnolo Zapatero e qualche anno dopo con Obama. Per quella vecchia illusione che un Messia venuto dall’estero risolva le loro incapacità e il loro scarso appeal sull’elettorato. Ma tornando a Tsipras, ha vinto la campagna elettorale promettendo la Luna. O, quanto meno, cose molto difficili da mantenere. Certo, i greci poveri e in affanno tornano a sperare in una politica che non massacri loro per rimediare agli errori passati di una classe politica incapace. Che, come la nostra, ha utilizzato lo Stato come Bancomat elettorale, facendo ingrassare solo i membri della loro corte. Ma bisogna anche vedere quanto l’Europa sia disposta a ritrattare i negoziati e a rinunciare al proprio debito. Anche il nostro Paese perderebbe non pochi miliardi.

domenica 18 gennaio 2015

DALLE CORNA DI BERLUSCONI AI SELFIE DI RENZI: CAMBIANO I PREMIER, MA LE BRUTTE FIGURE IN EUROPA RESTANO

IL presidente del Parlamento europeo Martin Schulz LO ATTENDEVA, MA LUI ERA IMPEGNATO CON LO SMARTPHONE. PREMIER DERISO ALLA trasmissione FRANCESE “Le Petit Journal”

In Italia molti chiamano Renzi un “Berlusconi di sinistra” e forse se ne convinceranno anche nell’Unione europea, visto che il primo non gli è da meno quanto a pagliacciate. Certo, l’ex Cavaliere ne ha fatte tante: diede del Kapò al socialista Martin Schulz, oggi Presidente del Parlamento europeo; fece il gesto delle corna durante una foto di gruppo; guardò insistentemente il didietro della bella Premier danese Helle Thorning-Schmidt, che un anno fa stregò anche Obama; fece aspettare per diversi minuti la Merkel perché era al telefono. Ma anche Renzi ha fatto attendere Schulz, sempre per colpa del telefono: ma non per una conversazione di importanza istituzionale, bensì perché doveva scattare dei selfie. Il tutto è stato ripreso dalla trasmissione “Le Petit Journal”, sull’emittente televisiva francese Canal Plus, avente come ospite proprio Schulz.

venerdì 2 gennaio 2015

COSA SUCCEDE A GRECIA ED EURO SE VINCE TSIPRAS

IL SUO PARTITO ANTI-AUSTERITY SYRIZA E’ DATO IN VANTAGGIO, VEDIAMO LE CONSEGUENZE DI UNA SUA POSSIBILE VITTORIA ALLE ELEZIONI ANTICIPATE

Grecia di nuovo nel caos, dopo qualche mese di timida ripresa economica. Il Parlamento di Atene ha fallito per la terza volta a eleggere il candidato dell’esecutivo di salvezza nazionale, Stavros Dimas. Il burocrate gradito a Bruxelles si è fermato appena a 168 deputati, nonostante la soglia per eleggerlo per la terza votazione fosse scesa a 180. Uno schiaffo per il premier conservatore, Antonis Samaras, che non è riuscito a convincere il partito di sinistra Dimar e i Greci Indipendenti e la dimostrazione che la maggior parte delle forze politiche che compongono la Boule, ossia il Parlamento, di Atene, sono attirati dalla sfida delle urne. Elezioni che si terranno il prossimo 25 gennaio. Del resto il Paese ellenico è quello che ha dato i natali alla democrazia e non a caso tutte le scelte parlamentari e governative passano dalle urne, non come da noi dove i Premier vengono scelti “dal palazzo”. Con Renzi che pur non essendo stato eletto, dice di voler restare al Governo fino al 2018. Ma tornando alla Grecia, l’Unione europea segue con attenzione le prossime elezioni, col timore che a vincere sia una formazione politica euro-scettica. Crollati i consensi di Alba Dorata, a preoccupare le borse e la Merkel è ora il partito di Alexis Tsipras, Syriza. Che non sarà anti-europeista ma sicuramente meno avvezzo a subire le imposizioni della Troika. Vediamo quali sono i possibili scenari se vince.

giovedì 20 novembre 2014

IL GOVERNO BERLUSCONI FU VITTIMA DI UN GOLPE INTERNAZIONALE, ORMAI E’ UFFICIALE

TROPPI GLI INDIZI CHE PORTANO A QUESTA VERITA’ CONSUMATASI NEL NOVEMBRE 2011. L’UE VOLEVA UN TECNICO CHE GUIDASSE L’ITALIA

Italia al centro di un intrigo internazionale, di quelli che credevamo esserci lasciati alle spalle con gli “anni di piombo”; quando gli Usa volevano la morte di Moro per evitare un governo Dc-Pci o i servizi segreti europei aiutavano i nostrani e i terroristi di matrice nera negli attentati rimasti impuniti. Certo, il Golpe verificatosi a fine 2011 per fortuna non ha fatto morti, se non la sola e non certo di poco conto Democrazia italiana, visto che da allora praticamente non abbiamo più scelto chi ci governasse. A stabilirlo invece l’Unione europea e la Borsa a colpi di spread, diventato oggi il tritolo utilizzato una volta; coadiuvati da un Presidente della Repubblica acquiescente come del resto è sempre stato nella sua storia politica. Non a caso pure confermato dalla Casta un anno e mezzo fa, nonostante i già sette lunghi anni di presidenza e i quasi 90 anni di età. Perché “ce lo chiede l’Europa”. Ormai le testimonianze che certificano quanto subito dalla politica sono tante, troppe. E i sorrisini indimenticabili e stizzanti del duo Merkel-Sarkozy erano solo un preludio al tutto. Poi si mise anche la convenienza nel dimettersi per lo stesso Berlusconi, certo, visto che i suoi titoli Mediaset avevano perso tanto e Bossi parlò di vertici del Biscione giunti a Roma per spingerlo in tal senso.

mercoledì 5 novembre 2014

CAMPI ROM, L’UE CI ACCUSA ANCORA DI RAZZISMO MA NON CI AIUTA

LA COMMISSIONE POTRÀ DECIDERE DI AVVIARE UNA PROCEDURA DI INFRAZIONE AI SENSI DELL’ART. 258 PER VIOLAZIONE DELLA DIRETTIVA 2000/43/CE

L’Unione europea pone nuovamente il suo sguardo severo ma allo stesso tempo indifferente sul nostro Paese, accusandoci ancora una volta di essere razzisti e poco ossequiosi dei diritti umani e civili nei confronti di chi ospitiamo dentro i nostri confini. Dopo averci tirato le orecchie per come gestiamo l’enorme problema degli sbarchi sulle coste siciliane, senza però creare al contempo un sistema di gestione dei profughi nell’area Ue, ora minaccia di aprire una procedura di infrazione nei nostri confronti per l’esistenza dei campi rom nelle periferie delle città. Tacciandole come "politiche abitative segregative nei confronti dei nomadi".

giovedì 23 ottobre 2014

EUROGRUPPO DEL M5S SEMPRE PIU’ XENOFOBO: SI AGGIUNGE DEPUTATO POLACCO DALLA FRASE CHOC SU DONNE E HITLER

SI TRATTA dell'eurodeputato polacco del Knp Robert Iwaszkiewicz. COSI’ IL GRUPPO RAGGIUNGE DI NUOVO IL NUMERO MINIMO DOPO L’USCITA DELLA LETTONE GRIGULE

A soli cinque mesi dalle elezioni europee, l’eurogruppo nel quale è inserito il Movimento cinque stelle, Efdd, dove l’altro partito più consistente è quello britannico Ukip guidato dal pittoresco Farage (su cui ci sono non pochi dubbi, come per gli altri gruppi in seno all’Europarlamento), rischiava già di implodere per l’uscita giovedì scorso della lettone Grigule che aveva fatto così saltare il numero minimo per creare un gruppo. E invece è stato salvato dall’adesione del dell'eurodeputato polacco del Knp Robert Iwaszkiewicz. Lo hanno annunciato i co-presidenti del gruppo Farage e Borrelli, con quest’ultimo che ha aggiunto: "Continueremo a dar voce ai cittadini che rappresentiamo, anche e soprattutto perchè la nostra è una voce fuori dal coro". Sarà, ma è anche vero che l’Efdd raccoglie gli eletti di diversi gruppi estremisti sparsi qua e là per l’Europa; e leggendo alcune dichiarazioni post-elettorali dell’ultimo arrivato Iwaszkiewicz, possiamo dire che sono in linea col resto del gruppo.