LA GIOVANISSIMA PAKISTANA RIBELLATASI AI TALEBANI RISCHIANDO
LA VITA. IL PREMIO PER LA PACE E’ ANDATO ALL’OPAC. MA IN PASSATO CI SONO STATE
TANTE ALTRE SVISTE
Ha commosso tutti la storia di Malala Yousafzai, studentessa
e attivista pakistana, che il 9 ottobre 2012 è stata gravemente ferita alla
testa e al collo da uomini armati saliti a bordo del pullman scolastico su cui
lei tornava a casa da scuola. Perché? Perché Malala, già all’età di 13 anni, è
diventata celebre per il blog, da lei curato per la BBC, nel quale documentava
il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne, e la loro
occupazione militare del distretto dello Swat. Il 1 febbraio 2013 il partito
laburista norvegese ha promosso ufficialmente la sua candidatura al Premio
Nobel per la Pace 2013. Ma poi a Oslo hanno scelto altro, assegnandolo con la
stessa ratio “ben auspicante” con la quale è stato conferito a Obama nel 2009.
Ma di mancanti premi e di scelte criticabili ne è piena la storia.