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venerdì 31 luglio 2015

Morto il Mullah Omar: un ritratto del Che afgano che sconfisse i sovietici e beffò la Cia

SAREBBE MORTO NEL MARZO 2013, LA CONFERMA DALL'INTELLIGENCE AFGANA

Lo chiamavano “il Guercio” per quell'occhio perso in battaglia contro i sovietici, o anche “la Primula Verde” per la caccia spietata e supertecnologica che i marines americani gli hanno dato per anni restando però sempre con un palmo di naso. Ma il Mullah Omar poteva anche essere definito un Che Guevara afgano, un Cavaliere oscuro dal quale gli occidentali dovrebbero prendere esempio.

martedì 15 ottobre 2013

LA VERGOGNA DEL NOBEL NON ASSEGNATO A MALALA

LA GIOVANISSIMA PAKISTANA RIBELLATASI AI TALEBANI RISCHIANDO LA VITA. IL PREMIO PER LA PACE E’ ANDATO ALL’OPAC. MA IN PASSATO CI SONO STATE TANTE ALTRE SVISTE

Ha commosso tutti la storia di Malala Yousafzai, studentessa e attivista pakistana, che il 9 ottobre 2012 è stata gravemente ferita alla testa e al collo da uomini armati saliti a bordo del pullman scolastico su cui lei tornava a casa da scuola. Perché? Perché Malala, già all’età di 13 anni, è diventata celebre per il blog, da lei curato per la BBC, nel quale documentava il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne, e la loro occupazione militare del distretto dello Swat. Il 1 febbraio 2013 il partito laburista norvegese ha promosso ufficialmente la sua candidatura al Premio Nobel per la Pace 2013. Ma poi a Oslo hanno scelto altro, assegnandolo con la stessa ratio “ben auspicante” con la quale è stato conferito a Obama nel 2009. Ma di mancanti premi e di scelte criticabili ne è piena la storia.