lunedì 2 marzo 2015

IGNORANTI, PIU’ CHE INTEGRALISTI: GLI ISLAMISTI HANNO DISTRUTTO 14MILA ANNI DI STORIA IN 14 ANNI

OPERE DALL’INESTIMABILE VALORE ANDATE PERSE PER SEMPRE, DISTRUTTE DA UNA FANTOMATICA RAGIONE RELIGIOSA

Hanno fatto presto il giro del mondo le immagini sconvolgenti di integralisti islamici che a colpi di martellate distruggevano statue e bassorilievi antichi, alcuni dei quali risalenti a oltre 3.000 anni fa, a Mosul, città dell'Iraq, capoluogo del governatorato di Ninawa. E prima dello scempio hanno dato al rogo libri antichi rari e manufatti. Mossul è il nome che diedero gli arabi all'antica Ninive ed è già stata colpita in passato da altri gesti scriteriati e criminali: altri antichi manoscritti sottratti alla biblioteca furono dati al rogo, mentre una parte della cinta muraria dell’antica città fu frantumata. Motivo? “Queste rovine dietro di me, sono quelle di idoli e statue che le popolazioni del passato usavano per un culto diverso da Allah”, dichiara un jihadista con alle spalle un grande bassorilievo di un cavallo. “Il Profeta Maometto ha tirato giù con le sue mani gli idoli quando è andato alla Mecca. Il nostro Profeta ci ha ordinato di distruggere gli idoli e i compagni del Profeta lo hanno fatto quando hanno conquistato dei Paesi – afferma il miliziano – Quando Dio ci ordina di rimuoverli e distruggerli, per noi diventa semplice e non ci interessa che il loro valore sia di milioni di dollari”. Ma è solo una minima parte dell’immenso patrimonio culturale che i fondamentalisti stanno distruggendo come nulla fosse. Sono andati persi 14mila anni di storia negli ultimi 14 anni. Di seguito una luttuosa lista. Perché un crimine contro l’umanità non è solo una strage di civili, ma anche la distruzione di antichi monumenti.

I PAESI PIU’ COLPITI E COSA E’ ANDATO PERSO - L'Iraq è il paese più colpito dallo Stato islamico del Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi. Ripetute distruzioni nelle città assire di Ninive, Khorsabad e Assur, nelle centinaia di siti mesopotamici. Mosul è una città fantasma, tra le distruzioni la moschea del profeta Giona, i santuari sunniti di Sheikh Fathi e di Sultan Abdullah Bin Asim, il santuario iconico di Yahya Ibin al-Qasim.
In Siria distrutti quasi 300 siti archeologici tra Aleppo e Palmira. Raso al suolo il minareto della Moschea degli Omayyadi ad Aleppo (XI secolo). Sbriciolato un mosaico bizantino (VI secolo) nella città di Al Raqqa. Incendiata la chiesa armena a Deir el Zor, che raccoglieva un memoriale dell'eccidio armeno.
In Libia, mentre l'Isis minaccia Leptis Magna e Sabratha, importanti quanto Pompei, i Fratelli musulmani d'Alba libica, a Tripoli, hanno vandalizzato un vasto patrimonio, tra cui i sepolcreti di Gurgi e della Karamanli, la moschea Mizran, le tombe ottomane.
In Egitto, al Cairo, una bomba ha colpito la biblioteca nazionale, il museo di arte islamica e l'Istituto storico Dar al-Bab al Kutub Khalq. Inoltre razzia al museo nazionale di Malawi a Minya.
A Gaza e in Cisgiordania i bulldozer di Hamas hanno rasato l'antico porto di Anthedon, che possedeva strutture e mosaici romani e bizantini.
Tra Nigeria e Niger l'organizzazione estremista di Boko Haram ha assaltato le chiese cristiane delle città di Niamey, Zinder, Maradi, Gourè, e la chiesa battista di Suleja.
Nel Mali i fondamentalisti di Ansar Dine legati ad Al Qaida hanno colpito le moschee di Timbuctù, la porta della moschea di Sidi Yahya (XV secolo) e 7 dei 16 mausolei dei santi musulmani.
In Libano, incendiati 60mila testi antichi musulmani della biblioteca «al Saeh» a Tripoli. Alle sporadiche distruzioni in India si affiancano quelle più insistenti in Indonesia dagli affiliati all'Isis e dal Fronte di difesa islamico. In Pakistan e Afghanistan, i talebani hanno assaltato statue buddiste e reliquie del Buddha del VII secolo, i siti archeologici della cittadina di Ghazni, che era la capitale dell'Impero ghaznavide intorno al XI sec.

Nel titolo parlo di ignoranza, perché di questo si tratta. Come non si tratta di relativismo culturale, dato che ritengo i popoli musulmani all’avanguardia, non a caso da loro abbiamo importato e imparato l’uso del sapone, delle spezie nei cibi, la creazione dei tappeti, alcune tecniche architettoniche. I cristiani non hanno distrutto i templi pagani, ma si sono limitati a modificarli in cattedrali. Loro invece non hanno compreso che quanto hanno distrutto, e purtroppo distruggeranno ancora, vale molto di più del proprio sporco petrolio.


5 commenti:

  1. paolo gaudiano2 marzo 2015 13:06

    Abbiamo fatto affari per decenni con costoro,sottosuolo,armi,ecc,poi cambiano regimi,cambiano interessi e alleanze,e ci accorgiamo che siamo in pericolo!

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  2. sono degli animali, senza offesa per gli animali...

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  3. Don Fabrizio2 marzo 2015 23:02

    A Roma i papi hanno fatto di peggio: "Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini".

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  4. Ma guarda quante cose che si imparano, tu si che hai fatto le scuole alte.

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  5. sono mussulmani, non c'è da stupirsi

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