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giovedì 28 gennaio 2016

Caso Rohani: centrodestra dimentica imbarazzante precedente

Il presidente iraniano ha incontrato a Roma matteo renzi e sergio mattarella. Ci sono state polemiche per la scelta di coprire le statue dei musei capitolini

l'Iran si è finalmente aperta al Mondo, dopo decenni di chiusura successivi alla rivoluzione dello Ayatollah Khomeini. Molto importante è stata la vittoria alle ultime elezioni presidenziali del moderato Hassan Rohani, che con le sue politiche interne ed estere ha portato alla rimozione delle sanzioni internazionali contro l'Iran. Passo fondamentale è stata la firma, nel luglio scorso a Vienna, del trattato per il controllo del programma nucleare di Teheran, al quale ha fatto seguito il via libera dell'Aiea. Per l'Europa e per l'Iran stesso si apre così una nuova stagione di interessanti accordi economici.

lunedì 17 agosto 2015

Tale padre, tale figlio: a minacciare l'Occidente ora è Hamza Bin Laden. Perché è pericoloso

IN UN VIDEO, INTRODOTTO DA dal leader di al Qaida Ayman al Zawahri, IL 24ENNE INCITA ALLA GUERRA SANTA IN USA ED EUROPA

Morto Bin Laden (non si sa se per malattia o perché effettivamente ucciso dai Seals americani, i quali però stranamente sono tutti morti) e perso anche il Mullah Omar (morto nel 2013 ma la notizia è emersa solo a fine luglio), in tanti si erano illusi che Al Qaeda fosse ormai allo sbando, disgregata, perfino sottomessa all'ISIS. In realtà non è così, giacchè si tratta di un'organizzazione ben più capillare e organizzata di quanto pensino gli arroganti occidentali e sempre pronta a sostituire i propri vertici. Ed ecco che infatti spunta il figlio prediletto di Osama Bin Laden, Hamza, giovane di 24 anni. Definito dal leader della cellula islamista, Ayman al Zawahri, 'leone figlio di leone'. Qualche giorno fa ha inviato un video minaccia come quelli del padre. Ma più moderno e meno casareccio.

mercoledì 18 marzo 2015

Vittoria Netanyahu in Israele brutta notizia per Medio Oriente: i possibili scenari

Netanyahu ha basato la sua campagna elettorale sul terrore, parlando costantemente di ebrei in pericolo, soprattutto per la vicina Iran che prosegue il suo programma nucleare, per la nemica storica Palestina e per le varie sigle islamiste che stanno terrorizzando il Mondo (proprio in queste ore si contano morti e ostaggi, tra cui italiani, in un Museo della Tunisia). Aveva pure parlato di "pericolo arabo", visto che la loro lista avanzava nei sondaggi. Una strategia che si è rivelata vincente, dato il successo elettorale pure maggiore rispetto al 2013, quando aveva ottenuto diciotto seggi. 

lunedì 2 marzo 2015

IGNORANTI, PIU’ CHE INTEGRALISTI: GLI ISLAMISTI HANNO DISTRUTTO 14MILA ANNI DI STORIA IN 14 ANNI

OPERE DALL’INESTIMABILE VALORE ANDATE PERSE PER SEMPRE, DISTRUTTE DA UNA FANTOMATICA RAGIONE RELIGIOSA

Hanno fatto presto il giro del mondo le immagini sconvolgenti di integralisti islamici che a colpi di martellate distruggevano statue e bassorilievi antichi, alcuni dei quali risalenti a oltre 3.000 anni fa, a Mosul, città dell'Iraq, capoluogo del governatorato di Ninawa. E prima dello scempio hanno dato al rogo libri antichi rari e manufatti. Mossul è il nome che diedero gli arabi all'antica Ninive ed è già stata colpita in passato da altri gesti scriteriati e criminali: altri antichi manoscritti sottratti alla biblioteca furono dati al rogo, mentre una parte della cinta muraria dell’antica città fu frantumata. Motivo? “Queste rovine dietro di me, sono quelle di idoli e statue che le popolazioni del passato usavano per un culto diverso da Allah”, dichiara un jihadista con alle spalle un grande bassorilievo di un cavallo. “Il Profeta Maometto ha tirato giù con le sue mani gli idoli quando è andato alla Mecca. Il nostro Profeta ci ha ordinato di distruggere gli idoli e i compagni del Profeta lo hanno fatto quando hanno conquistato dei Paesi – afferma il miliziano – Quando Dio ci ordina di rimuoverli e distruggerli, per noi diventa semplice e non ci interessa che il loro valore sia di milioni di dollari”. Ma è solo una minima parte dell’immenso patrimonio culturale che i fondamentalisti stanno distruggendo come nulla fosse. Sono andati persi 14mila anni di storia negli ultimi 14 anni. Di seguito una luttuosa lista. Perché un crimine contro l’umanità non è solo una strage di civili, ma anche la distruzione di antichi monumenti.

sabato 18 ottobre 2014

CURDI, 40 MILIONI DI ANIME CHE CERCANO DA SEMPRE UN POSTO SULLA TERRA

RAPPRESENTA UNA DELLE ETNIE PRIVE DI UNA NAZIONE PIU’ GRANDI DEL MONDO. HANNO SUBITO REPRESSIONI DA VARI STATI. OGGI SONO IN FUGA DALL’IRAQ

Non tutti hanno avuto la stessa fortuna degli ebrei, che a partire dal 1948, possono contare su un proprio Stato indipendente grazie al beneplacito della potente America; o dell’occidente per via del gas come i kossovari. Ancora tante sono le etnie che non possono contare su una propria Nazione, che vengono perseguitati ovunque e sono in perenne migrazione in cerca di un “posto sulla terra” (per usare il titolo di un film sul tema). Tra queste, una delle più numerose è quella dei Curdi,  da sempre situati nella parte settentrionale e nord-orientale della Mesopotamia, territorio oggi compreso tra Iran, Iraq, Siria, Turchia e in misura minore Armenia. Piccole comunità curde sono presenti anche in Libano, Giordania, Georgia, Azerbaigian, Afghanistan e Pakistan. Inoltre, un certo flusso migratorio, si è diretto verso gli Stati Uniti d'America e il Nord Europa (Scandinavia e Germania).
Si stima che i Curdi sparsi per il Mondo arrivino fino ai 40 milioni. Per oltre un secolo molti Curdi hanno cercato di ottenere la creazione di un "Kurdistan" indipendente o perlomeno autonomo, con mezzi sia politici sia militari. Tuttavia i governi degli stati che ospitano un numero significativo di Curdi si sono sempre opposti attivamente all'idea di uno Stato curdo. Oggi sono in fuga da Iraq e Iran per l'avanzata dell’Isis, che comunque stanno riuscendo eroicamente a respingere (su questo portale raccontano la guerra). Ma la Turchia tende vergognosamente a respingerli.

venerdì 28 febbraio 2014

ALTRO CHE AMERICANI, BIN LADEN UCCISO DA UNA MALATTIA

Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, che cita una fonte dell’intelligence di Teheran, il leader di al Qaeda sarebbe morto per cause naturali e, in particolare, per insufficienza renale

La pur giovane storia americana non finisce mai di scatenare la fantasia degli amanti delle teorie complottiste. L’evento che probabilmente più di tutti ha innescato questo fenomeno è stato l’attentato alle Torri gemelle, sia per quanto concerne le cause, sia per le conseguenze. Su Bin Laden è stato detto tutto e il contrario di tutto, anche sulla sua presunta morte. Ad alimentare i sospetti è già stata la morte “a catena” di tutti quelli che parteciparono alla missione della sua cattura-omicidio.  Ma ora un nuovo sospetto giunge dall’Iran. Secondo l’agenzia Tasnim, che cita una fonte dell’intelligence di Teheran, il leader di al Qaeda sarebbe morto per cause naturali e, in particolare, per insufficienza renale. Trattandosi dell’Iran, notoriamente anti-americana, la notizia va presa con le molle. Ma le condizioni di salute dell’ex leader di Al Qaeda non fanno escludere a priori questa tesi.

giovedì 29 agosto 2013

CRISI SIRIA, VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE?

USA, GB E FRANCIA VOGLIONO ATTACCARE. CINA E RUSSIA SONO CONTRARIE E ALLEATE DI ASSAD. PAESI ISLAMICI DIVISI

In Medioriente sta per scoppiare l’ennesima guerra, tra un Regime che spacca in due il suo popolo e i Paesi Terzi, alleati e non. Questa volta il teatro del conflitto è la Siria, dove il dittatore Bashar al-Assad sta massacrando il suo popolo da quasi tre anni; da quando cioè ha iniziato a reprimere nel sangue la famigerata Primavera araba. I Paesi esterni sono divisi sul da farsi, muovendosi in base ai propri interessi economici e strategici. La crisi siriana potrebbe portare lacerazioni tra i loro rapporti e conflitti militari indiretti tra le superpotenze. Come avvenne in Vietnam, dove un piccolo Stato si trasformò in una valvola di sfogo tra Occidente e Oriente.

lunedì 17 giugno 2013

SVOLTA MODERATA IN IRAN, VINCE HASSAN ROHANI

RIFORMISTA, HA OTTENUTO IL il 50,68% DEI CONSENSI. FINISCE L’ERA DEL FALCO Ahmadinejad, MA ISRAELE E’ SCETTICA

a differenza del nostro Paese, dove gli elettori sono nauseati dalla democrazia e si astengono sempre più dall’andare a votare, in Iran c’è ancora voglia di recarsi alle urne per cambiare le cose. Alle ultime elezioni presidenziali a votare ci è andato il 73% degli aventi diritto, di cui il 50,68% (18,6 milioni di schede) ha scelto il riformista Hassan Rohani. Moderato, pone fine al falco fondamentalista Mahmud Ahmadinejad, che durante il suo mandato ha inasprito i rapporti dell’Iran con l’Occidente e Israele. Paese, quest’ultimo, che resta comunque scettico su una reale svolta del Paese persiano, mentre gli Usa si congratulano per il coraggio del popolo iraniano.