Visualizzazione post con etichetta borse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta borse. Mostra tutti i post

lunedì 25 gennaio 2016

Il pensiero lungimirante di Bettino Craxi: cosa diceva vent'anni fa sull'Unione europea

L'EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, AUTO-ESILIATOSI AD HAMMAMET PER SFUGGIRE ALLA GIUSTIZIA ITALIANA, LASCIO' DIVERSE DICHIARAZIONI RIVELATESI PROFETICHE

Quando si parla di Bettino Craxi, l'opinione pubblica italiana è ancora spaccata in due. Tra chi lo ricorda come un grande statista, che ha fatto vivere anni ruggenti al nostro Paese, e chi invece lo liquida come il capo di un sistema deprecabile basato su tangenti e ruberie varie. Se è vero che Craxi ha incarnato il sistema della partitocrazia e ha rappresentato il vertice di quella piramide chiamata Tangentopoli, è anche vero che in quel sistema ci sguazzarono tutti i partiti italiani. A tutti i livelli e in modi diversi. La Dc prendeva soldi dall'America e dalle tangenti. Il Psi e il Partito repubblicano dalle tangenti. Il Pci dall'Urss. L'Msi dalla Monarchia e dall'America in chiave anti-bolscevica.
I soldi circolavano, i partiti si scambiavano piaceri e ''sistemazioni'', ma il debito pubblico saliva. Una sintesi troppo striminzita, essendo questo un tema che meriterebbe la pubblicazione di un manuale.

giovedì 18 dicembre 2014

RUSSIA SOTTO ATTACCO: LE BORSE PREPARANO UN GOLPE CONTRO PUTIN

CROLLANO BORSE E RUBLO COME NON AVVENIVA DA VENT’ANNI. RUSSIA SEMPRE PIU’ ACCERCHIATA, CON OBAMA CHE ANNUNCIA NUOVE SANZIONI

Prima c’erano le guerre fatte coi soldati, a piedi o a cavallo, con lance e spade. Poi vennero le armi: fucili, cannoni, carri armati, aerei, sommergibili. Poi la tecnologia, con missili lanciati e guidati a distanza tramite radar. Infine, venne la finanza, con gli Stati messi K.O. a colpi di ribassi dei titoli azionari. E’ successo anche a noi, nel novembre 2011, con l’allora Governo Berlusconi defenestrato tramite il rialzo delloSpread perché non andava a genio all’asse Merkel-Sarkozy. E oggi tocca alla Russia, che sta conoscendo una crisi finanziaria ai livelli del 1995. E non è un caso che questo crollo della Borsa russa, del petrolio e del Rublo arrivi dopo la crisi russo-ucraina, con gli Usa che stanno sempre più accerchiando il Paese ex sovietico ponendo nell’orbita Nato sempre più stati ex comunisti. Colpendo altresì la Russia con sanzioni sempre maggiori. Ma una crisi russa non andrebbe a discapito solo di quel paese e di quelli dell’est, che sono, per forza di cose, quelli che hanno i maggiori scambi commerciali con essa. Bensì anche dell’Italia, la quale si accoda sempre mestamente alle decisioni americane, quando poi, in separata sede, Germania e Francia continuano a stringere accordi col “mostro” Putin.

domenica 25 settembre 2011

LA CRISI DELL’UNIONE EUROPEA SPIEGATA DAL SOCIOLOGO LUCIANO GALLINO


IN UN’INTERESSANTISSIMA INTERVISTA AL MANIFESTO

La crisi dell’Unione europea non è più solo politica, ma anche economica. I due aspetti sono ovviamente legati tra loro, in una sorta di mortale causa-effetto nella quale le due sfere si scambiano di continuo i ruoli. La crisi politica è generata da governi nazionali che curano il proprio orticello e si pongono nei confronti degli altri Paesi membri dell’Ue mediante il filtro dei propri interessi economici interni (cosa in fondo anche normale). Il tutto a discapito della mancata nascita di un solido Governo europeo che abbia una voce univoca nei confronti del resto del Mondo. Mentre la crisi economica è causata anche da questa debolezza istituzionale che non consente rapide decisioni, ma a sua volta, mediante la grave recessione globale in cui viviamo, tende a rendere egoisti i Paesi stessi. Di qui una sorta di circolo vizioso che sta sempre più stringendosi e soffocando l’Unione.
Non meno importante è anche la disaffezione che i cittadini europei provano verso la Zona euro, strumento alla mercé di banche e multinazionali piuttosto che istituzione utile per la risoluzione dei loro problemi quotidiani. Insomma, una Ue che ragiona solo in termini Macro e per nulla Micro. Che ha alimentato la globalizzazione e ha lentamente distrutto le piccole realtà economiche; come risaputo, storica spina dorsale dell’economia italiana.
Molto interessante è un’intervista al sociologo Luciano Gallino sul Manifesto, che spiega molto chiaramente la crisi dell’Ue.