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mercoledì 6 gennaio 2016

Terrorismo: una centrale nucleare sarà costruita a pochi passi da noi

POTREBBE ESSERE PRESA DI MIRA DAGLI JIHADISTI, METTENDO IN PERICOLO ANCHE L'ITALIA

Il Medioriente è sempre più una polveriera. Come non bastasse la quasi sessantennale guerra tra Israele e Palestina, le spaccature in Libano e la destabilizzazione politica in Iraq, Libia e Siria, ora ci si mette pure un'accesa diatriba tra Arabia Saudita e Iran. Come noto, il principale alleato arabo degli Usa ha condannato a morte 47 persone accusate di terrorismo. Tra i giustiziati anche l’influente imam sciita Nimr al-Nimrits. Non si è fatta attendere la condanna dell'Iran, Paese dove gli sciiti costituiscono oltre il 75% della popolazione, mentre nella stessa Arabia Saudita sono una netta minoranza, solo il 5% della popolazione totale. Per capirne di più sulla differenza tra sunniti e sciiti, due diverse fazioni musulmane, rinvio a questo post.
Al momento, tra i due Paesi c'è solo una guerra diplomatica, con il ritiro dei rispettivi ambasciatori dai due Stati. Ma il contrasto potrebbe anche sfociare in un conflitto armato.

giovedì 26 novembre 2015

Terrorismo, la Turchia sta con l'Isis

IL PAESE HA DIMOSTRATO PIU' VOLTE DI NON VOLERSI IMMISCHIARE NELLA LOTTA AL GRUPPO TERRORISTICO. L'ABBATTIMENTO DEL CACCIA RUSSO E' LA PROVA DEFINITIVA

A partire dagli anni '90, la Turchia aveva avviato un processo di modernizzazione e di laicizzazione, al punto che a inizio anni 2000 si era parlato più volte di un possibile ingresso nell'Unione europea. In effetti sarebbe bastato recarsi a Istanbul (che ricordiamo non è la capitale ma la città che attrae maggiormente i turisti) due volte, prima degli anni '90 e negli anni 2000, per accorgersi quanto fosse cambiata. Quanto fosse più aperta al turismo di massa.
Poi però, con l'ascesa al potere di Tayyip Erdogan, il Paese è regredito. Tornato a somigliare quasi la vecchio impero ottomano. Erdogan ha riformato la magistratura, chiuso alcune emittenti televisive e giornali a lui avversi, osteggiato il più possibile i partiti di opposizione. Per fortuna, alle ultime elezioni politiche, sebbene abbia aumentato la propria maggioranza in Parlamento, non ha ottenuto quel numero di seggi sufficienti per cambiare la Costituzione. E assicurarsi così il potere perpetuo per i prossimi anni. Per divenire una sorta di nuovo Sultano insomma.

domenica 27 settembre 2015

Masha e Orso, altro che dolce amicizia: ecco la fiaba triste e cupa a cui si ispira

IL CARTONE ANIMATO RUSSO SI ISPIRA A UNA ANTICA FIABA SEMPRE EX URSS

In maniera ciclica emerge qualche cartone animato che segna una generazione di bambini. Tenendoli incollati davanti alla Tv per la gioia dei genitori, i quali però sono meno felici per la proliferazione del merchandising che essi muovono: pupazzi, peluche, dvd, libri per disegnare, palloncini, zainetti, quaderni, quadernoni, t-shirt e chi più ne ha, più ne metta.
Il penultimo caso è stato quello di Peppa pig, simpatica maialina dalle mille avventure assieme alla sua famigliola di porcellini e ad altri amici animali (cartone che ha scatenato anche qualche polemica). Mentre l'ultimo è quello di Masha e Orso, cartone animato prodotto in Russia che va in onda da qualche anno. La storia è quella di una bambina combina guai che le fa passare di tutti i colori a un grosso ma pacioccone orso bruno. Il quale però, per quanto brontoli e si stufi di lei, in cuor suo la vuole bene e la protegge.
La fiaba da cui si ispira è però ben diversa. Più triste e cupa. Del resto, spesso le favole per bambini vengono riadattate rispetto alle storie originali (qui tutti i casi).

venerdì 11 settembre 2015

Commuoversi per una foto non basta: Putin invia armi e truppe in Siria, mentre l'Onu sta a guardare

STA INVIANDO ARMI E ADDESTRATORI IN SOSTEGNO DI ASSAD, MENTRE L'OCCIDENTE SI INDIGNA E CRITICA

Come ho scritto più volte su questo Blog o commentando post di altri, l'elemento che ho apprezzato dell'ultimo Governo Berlusconi è stata la politica estera. Corna o altri burlesque del Premier a parte. Infatti, l'esecutivo ha diversificato le proprie partnership estere, stringendo rapporti molto stretti con la Russia di Putin e la Libia di Gheddafi. Riducendo così la pluridecennale ingerenza americana e il peso della Germania. Con tutti i benefici che queste partnership garantivano. Invece adesso ci abbiamo perso su più fronti: riduzione di un terzo dell'export verso la Russia, gas e petrolio acquistato da pochi fornitori, sbarchi continui sulle nostre coste. Se il Raìs libico è morto atrocemente assieme al proprio regime, ma da vivo garantiva controllo delle coste e ostacolava l'azione degli islamisti, il Presidente russo è invece l'unico che inizia a fare qualcosa contro l'Isis. Invitando prima i leader politici a creare una coalizione internazionale e poi inviando armi e truppe in Siria.

lunedì 15 giugno 2015

Italia autolesionista: dopo errori con la Libia, quanto stiamo perdendo per sanzioni alla Russia

A DIRLO LO STESSO Presidente russo in visita nel nostro Paese. ha visto anche Papa Francesco e l'amico Berlusconi

Viaggio in Italia per Vladimir Putin, Presidente e già Premier russo (si rimbalza i ruoli istituzionali da anni con Medvedev modificando a tal fine la Costituzione). Il quale è visto agli occhi occidentali, soprattutto di Ue e Obama, come il nuovo spauracchio che viene dall'Est. Intento, per loro, a ricostruire una sorta di nuovo Impero sovietico, dissoltosi ufficialmente nel 1992. Quando, in realtà, la Russia si sta solo difendendo dall'avanzata della Nato, che ormai l'ha accerchiata geopoliticamente. Il Golpe in Ucraina è l'ultimo e più clamoroso esempio. Durante la sua permanenza, Putin ha incontrato il Premier Matteo Renzi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (che questa volta è stato riconosciuto, contrariamente a quanto successo in modo imbarazzante con la Regina Elisabetta II) e Papa. Ma ci sarà anche una visita non istituzionale, bensì del tutto amichevole, con l'ex Premier Silvio Berlusconi. D'altronde la loro amicizia dura da anni e va al di là dei protocolli ufficiali. Ma oggi i rapporti tra Italia e Russia sono cambiati rispetto a qualche anno fa, quando al Governo c'era l'ex Cavaliere. Il quale aveva stretti rapporti politico-commerciali anche con Gheddafi, al fine di ottenere una politica energetica vantaggiosa. E il cambio della politica estera da parte dell'Italia nei confronti della Russia non è certo passato inosservato nel discorso di Putin in visita a Expo in corso a Milano. Anzi ha rincarato la dose.

sabato 28 marzo 2015

La Russia sta modificando il clima degli Usa tramite la geo-ingegneria? I sospetti della CIA

I sospetti derivano dai vari fenomeni metereologici estremi che stanno interessando diversi Stati americani. Del resto la geo-ingegneria è una realtà

Dal nucleare al meteo? La nuova Guerra fredda in corso tra Usa e Russia potrebbe essere combattuta a suon di stravolgimenti climatici. Lo sospetta la CIA, alla luce degli eventi climatici estremi che stanno flagellando gli Stati Uniti. Qualche esempio: la California sta attraversando una delle siccità peggiori nella storia del paese. Alcune zone in Texas sono così aride da sembrare pianure di terra rossa su Marte. Nel frattempo, il nord est degli Stati Uniti è sommerso dalla neve. A Boston, questo inverno, ne sono caduti quasi tre metri. Ad essere incolpata sarebbe la geo-ingegneria, ossia la manipolazione artificiale del sistema climatico terrestre con l’obiettivo primario di ridurre il riscaldamento del pianeta. Nelle mani della CIA, o di qualsiasi altro servizio segreto, come quello russo o di un Paese mediorientale, potrebbe diventare arma: piogge torrenziali, tempeste di neve e siccità possono mettere in ginocchio un paese più che un attacco terroristico. Distruggono infrastrutture e interrompono servizi, tagliando risorse basilari come acqua ed elettricità. E in passato ci sono già stati tentativi in tal senso.

giovedì 5 marzo 2015

OMICIDIO NEMTSOV: ENNESIMO TENTATIVO PER DESTABILIZZARE PUTIN, LE VARIE PROVE

fondatore del partito liberale Parnas, 55 anni, ERA un tenace liberale fiero oppositore di Putin. ex vicepremier (con delega all’Economia) e ministro dell’Energia dal 1997 al 1998 nel governo di Viktor Chermiadyne, quando il presidente della Russia era Boris Eltsin

Vladimir Putin di nuovo sotto accusa per l’ennesima uccisione di un suo oppositore. Ma questa volta è diverso, i dubbi sono tanti. Il clima ostico che c’è intorno a lui, con Europa e Stati Uniti che lo stanno accerchiando sempre più, ponendo nella propria galassia politica ed economica le ex Repubbliche socialiste un tempo orbite della grande madre Russia, fanno pensare a un omicidio orchestrato a tavolino. D’altronde lo stesso membro del Kgb lo aveva detto lo scorso anno: “vedrete che uccideranno un leader dell’opposizione per accusarmi”. E così è stato. Venerdì sera, poco prima della mezzanotte, è stato ucciso Boris Nemtsov, fondatore del partito liberale Parnas, un tenace liberale fiero oppositore di Putin. I sicari lo hanno freddato mentre passeggiava assieme ad un’amica sul ponte di pietra Zamoskvoretsk, nel cuore di Mosca, nei pressi del Cremlino. Certo, Nemtsov era un personaggio scomodo, che danni pubblicava documentatissimi pamphlet che denudavano gli intrallazzi del regime. Ma Putin non sarebbe stato così fesso da uccidere un suo agguerrito oppositore proprio ora, che gli occhi del mondo sono tutti puntati su di lui, ancor più con la crisi Ucraina in corso. Anch’essa altro artificio di nazionalisti e occidentali. Gli indizi in tal senso sono vari.

giovedì 18 dicembre 2014

RUSSIA SOTTO ATTACCO: LE BORSE PREPARANO UN GOLPE CONTRO PUTIN

CROLLANO BORSE E RUBLO COME NON AVVENIVA DA VENT’ANNI. RUSSIA SEMPRE PIU’ ACCERCHIATA, CON OBAMA CHE ANNUNCIA NUOVE SANZIONI

Prima c’erano le guerre fatte coi soldati, a piedi o a cavallo, con lance e spade. Poi vennero le armi: fucili, cannoni, carri armati, aerei, sommergibili. Poi la tecnologia, con missili lanciati e guidati a distanza tramite radar. Infine, venne la finanza, con gli Stati messi K.O. a colpi di ribassi dei titoli azionari. E’ successo anche a noi, nel novembre 2011, con l’allora Governo Berlusconi defenestrato tramite il rialzo delloSpread perché non andava a genio all’asse Merkel-Sarkozy. E oggi tocca alla Russia, che sta conoscendo una crisi finanziaria ai livelli del 1995. E non è un caso che questo crollo della Borsa russa, del petrolio e del Rublo arrivi dopo la crisi russo-ucraina, con gli Usa che stanno sempre più accerchiando il Paese ex sovietico ponendo nell’orbita Nato sempre più stati ex comunisti. Colpendo altresì la Russia con sanzioni sempre maggiori. Ma una crisi russa non andrebbe a discapito solo di quel paese e di quelli dell’est, che sono, per forza di cose, quelli che hanno i maggiori scambi commerciali con essa. Bensì anche dell’Italia, la quale si accoda sempre mestamente alle decisioni americane, quando poi, in separata sede, Germania e Francia continuano a stringere accordi col “mostro” Putin.

mercoledì 22 ottobre 2014

CHRISTOPHE DE MARGERIE DI TOTAL UCCISO COME ENRICO MATTEI?

IL SUO AEREO SI E’ SCONTRATO CON UNO SPAZZANEVE FUORI POSTO ALLO SCALO DI VNUKOVO, DOVE SI ACCINGEVA A RIENTRARE A PARIGI. LA SUA MORTE RICORDA QUELLA DEL NOSTRO NUMERO UNO DEL PETROLIO

Dalla Russia ci arriva un’altra morte “strana”, di quelle che danno ossigeno alle teorie complottiste. Ma questa volta ad averla eventualmente ordinata non può essere il governo russo stesso, come si sospetta per altre morti come quelle della giornalista Anna Politkovskaja, o dell’oppositore politico Aleksandr Val'terovič Litvinenko, o del Presidente polacco Lech Kaczynski e di altri vertici. E’ quella del CEO del colosso petrolifero francese Total, Christophe de Margerie e di altre tre persone dello staff, morti lunedì sera in seguito a uno scontro dell’aereo su cui si apprestavano a rientrare a Parigi da Mosca con uno spazzaneve sulla pista prima del decollo. L’incidente si è verificato all’aeroporto di Vnukovo. In un primo momento si era anche detto che il conducente dello spazzaneve che si trovava fuori posto fosse risultato ubriaco. De Margerie si era espresso in favore della Russia contro le sanzioni europee, ma si era procurato altri nemici; proprio come il Top manager dell’Eni Enrico Mattei, pure morto in uno strano incidente aereo in Algeria il 27 ottobre 1962.

mercoledì 8 ottobre 2014

LA BALLA DELLA TERZA GUERRA MONDIALE IN CORSO

I FOCOLAI IN CORSO IN TUTTO IL MONDO SONO SOLO DUE

Dietrologi e allarmisti non hanno perso tempo a parlare di Terza Guerra Mondiale in corso. Un conflitto può essere definito tale quando interessa almeno tre continenti sui cinque esistenti e diversi Paesi. In realtà i focolai di guerra in tutto il Globo sono solo due e non coinvolgono neppure tanti Paesi, ma ciascuno due o tre in totale. Forse è l’Occidente a volerci ficcare il naso forzatamente, pagando pure prezzi altissimi.

sabato 2 agosto 2014

UCRAINA: CONTINUA LA STRAGE DEL GOVERNO GOLPISTA CONTRO I FILORUSSI

ORMAI I MEDIA NON NE PARLANO PIU’, MA OGNI GIORNO SONO DECINE LE VITTIME. SI RESTRINGE LO SPAZIO DELLE TRUPPE RIBELLI

Ucraina nel caos. Dopo le dimissioni del Presidente Viktor Yanukovich avvenute lo scorso fine inverno, conseguenti alle massicce manifestazioni dell’opposizione (in buona parte di matrice filo-nazista), il Paese è in piena guerra civile, con l’esercito che da mesi cerca di reprimere i ribelli filorussi della zona est del Paese. Quella parte che sosteneva Yanukovich (eletto democraticamente nel 2010) e avversava Julia Timoshenko. Ma l’Occidente vuole che il Paese si stacchi dalla vicina Russia, attratto dalle sue risorse energetiche e non ci sono elezioni democratiche che tengano. Vladimir Putin viene dipinto come un bruto tiranno, quando in realtà sono gli stessi ucraini filo-russi a non voler perdere il legame con la Russia (come successo in Crimea). Oltretutto, il Governo fantoccio guidato da Arseni Iatseniuk ha pure dato le dimissioni di recente.

sabato 28 giugno 2014

FLOP RUSSIA: FABIO CAPELLO CONFERMA DI NON SAPER GESTIRE TORNEI DI BREVE DURATA

AL MONDIALE IN BRASILE HA TOTALIZZATO DUE SOLI PUNTI IN UN GIRONE COMUNQUE ALLA PORTATA. HA VINTO TANTI CAMPIONATI CON I GRANDI CLUB, MA HA FATTO FLOP ANCHE CON LA NAZIONALE INGLESE

Veniva data tra le possibili “mine vaganti” del Mondiale in corso, sia per l’ottimo pre-mondiale disputato, sia perché era guidata da un certo Fabio Capello. E invece nel girone di qualificazione ha totalizzato solo due punti, con un gioco lento e poco incisivo. L’allenatore friuliano, dopo il flop anche con l’Inghilterra (dove però, come con la Russia, disputò un ottimo pre-mondiale) e la sola Champions vinta col Milan malgrado le tante disputate, conferma così di non saper gestire tornei di breve durata. Quelli da “dentro o fuori” per intenderci.

mercoledì 11 giugno 2014

ANNA POLITKOVSKAIA, GIUSTIZIA A META’: CONDANNATI GLI ESECUTORI, SCONOSCIUTI I MANDANTI

LA GIORNALISTA FU UCCISA NEL 2006. DENUNCIAVA LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI IN RUSSIA E SUL TERRITORIO CECENO

Come ammette lo stesso figlio Ilià, è una vittoria a metà. La sentenza del terzo processo per l'agguato del 2006 alla giornalista russa Anna Politkovskaia lascia ancora dell’amaro in bocca e tanti dubbi. Da un lato si condanna chi ha eseguito materialmente il suo assassinio; dall’altro restano sconosciuti i mandanti.

venerdì 9 maggio 2014

I LEGAMI ITALIANI CON ODESSA, LA CITTA’ UCRAINA OGGI DEVASTATA DAI NEONAZISTI

IN UCRAINA CONTINUANO LE RAPPRESAGLIE NEONAZISTE NEI CONFRONTI DEI FILORUSSI. MA IN OCCIDENTE SI PARLA SOLO DEL “CATTIVO” PUTIN

In Ucraina, come previsto, è in atto una violenta guerra civile tra le forze legate all’estrema destra e la popolazione russofona che vuole restare nell’orbita russa. La destituzione di Yanukovich, tanto applaudita dagli europei e dall’America, sempre pronti a schierarsi contro il “dittatore” di turno che non fa quello che dicono, ha spaccato il Paese in due parti: quella Nord-Occidentale filo-europeista e quella Sud-Orientale filo-russa. Una guerra civile culminata con l’assassinio di 46 persone – per lo più militanti del Partito Comunista e delle organizzazioni dei lavoratori - bruciate vive nella Casa dei Sindacati assaltata a colpi di arma da fuoco e di molotov dai paramilitari di estrema destra, per opera del “Settore Destro”. Organizzazione che, insieme ad altre neonaziste, si rifanno ai leader d’inizio anni ’40 che compivano rappresaglie contro i russi; prima che i sovietici, vinta la guerra, prendessero il controllo sul Paese. Eppure Odessa è una città che ha molti legami storici con l’Italia.

martedì 4 marzo 2014

CRIMEA: I MEDIA OCCIDENTALI PARLANO DI INVASIONE, MA LA RUSSIA FA VALERE UN SUO DIRITTO

Nella Regione indipendente che rientra nello Stato ucraino, ma che ha la maggioranza di cittadini russi, la Russia ha inviato in questi giorni 6 mila soldati e alcuni carri armati, specie nella Capitale Sebastopoli. L’Ucraina parla di invasione, Ue e Usa sono preoccupate. Intanto, il 30 marzo si terrà il referendum che stabilirà l’indipendenza o l’annessione all’Ucraina della penisola

Il Presidente russo Vladimir Putin lo aveva annunciato: “alla fine delle Olimpiadi di Sochi ci occuperemo dell’Ucraina”. Ed è stato di parola. Certo, quando i giochi sono finiti, le cose sono pure lentamente tornate alla normalità nel Paese ucraino, con il Presidente Viktor Yanukovich che si è dato alla fuga. Ma il Paese resta spaccato in due parti, con la parte orientale storicamente filo-russa che vuole il persistere dei rapporti con la confinante Russia. A fare da spartiacque, in tutti i sensi, è il fiume Dnepr o Nipro, il terzo più grande d’Europa. Addirittura nella parte orientale c’è chi rimpiange perfino la vecchia Unione Sovietica, quando le cose per loro, dicono, andavano meglio. Non è un caso che in occasione delle elezioni politiche avutesi dopo il crollo dell’Urss, l’Ucraina è risultata sempre spaccata in due nelle preferenze, con la parte occidentale più vicina agli oligarchi locali (ultima la Tymoshenko) e la parte orientale più vicina ai candidati filo-russi (ultimo Yanukovich). Comunque per un maggior approfondimento su come stanno le cose in Ucraina, rimando qui.
In questa sede approfondiamo la questione Crimea, penisola a sud dell’Ucraina dove si è spostata la crisi russo-ucraina e, di conseguenza, l’attenzione del Mondo. I media per comodità parlano di “invasione russa”, ma le cose sono un po’ più complesse e vanno innanzitutto ricercare nella storia di quella terra.

giovedì 26 dicembre 2013

IL PERSONAGGIO DEL 2013: SENZA DUBBIO EDWARD SNOWDEN

COLUI CHE HA FATTO CONOSCERE AL MONDO IL PROGRAMMA DI SPIONAGGIO INTERNAZIONALE OPERATO DA USA E GRAN BRETAGNA AI DANNI DEI COMUNI CITTADINI E DEI CAPI DI STATO

Il Time ha premiato come uomo dell’anno Papa Francesco, per la sua indubbia capacità di dare un nuovo volto e una nuova identità a un Vaticano travolto da scandali vari ed eventuali. Una scelta diplomaticamente facile e largamente condivisibile. Ma forse il vero “Personaggio dell’anno” 2013 è Edward Snowden, ex dipendente della CIA e della Nsa, che a soli 28 anni ha messo Ko due super potenze occidentali quali Usa e Gran Bretagna, svelando un vergognoso vaso di Pandora contenente numerose intercettazioni ai danni di comuni cittadini americani ed europei e Capi di Stato. Ora gode di asilo politico in Russia e di recente ha affermato di aver compiuto la propria missione.

mercoledì 11 dicembre 2013

JULIA TIMOSHENKO: UNA BERLUSCONI AL FEMMINILE SPACCIATA PER VITTIMA

MEZZO MONDO SI STA MOBILITANDO PER LEI, SENZA CONOSCERE NULLA SULLE ACCUSE RIVOLTEGLI

Continuano veementi in Ucraina le proteste contro il Governo in carica guidato da Viktor Yanukovych, reo di aver preferito sospendere l’annessione all’Unione europea per concentrarsi sul rafforzamento dei rapporti con la Russia. In controtendenza con mezza Europa, gli ucraini manifestano per entrare nell’Ue (per approfondire leggi qui); ma anche per protestare contro la detenzione di Julija Tymošenko iniziata il 5 agosto 2011 per ordine del tribunale di Kiev, con l’accusa di aver stipulato un contratto per la fornitura di gas russo all'Ucraina senza aver avuto il preventivo consenso del governo. Secondo i suoi sostenitori, le vere ragioni stanno nel fatto che la Tymošenko abbia calpestato i piedi (e dunque gli affari) ad alcuni oligarchi russi. Comunque zone d’ombra nella sua vita non mancano e mezzo Mondo la ritiene una vittima pur non conoscendone la storia.

domenica 17 novembre 2013

I PAESI DOVE CONVIENE EMIGRARE: LA TOP TEN

A STILARLA LA banca britannica HsbC. A SORPRESA IN PRIMIS SI TROVANO I PAESI ASIATICI

laureati italiani sempre più in fuga da un Paese che offre sempre meno e quando lo fa, da’ scarse opportunità di carriera e bassi livelli di guadagno. Ma dove conviene espatriare? Città come Londra e Berlino hanno ancora una forte attrattiva, specie tra i giovani; sebbene siano soprattutto i Paesi asiatici a offrire maggiore appagamento professionale. Almeno ciò è quanto sostiene la Banca britannica HSBC, la quale ha stilato un programma dal titolo "Expat Exoplorer". Vediamo allora questa Top ten.

martedì 22 ottobre 2013

CRISTIAN D’ALESSANDRO, IL NAPOLETANO ARRESTATO PER DIFENDERE L’ARTICO

ARRESTATO DALLE AUTORITA’ RUSSE IL 19 SETTEMBRE INSIEME AD ALTRI ATTIVISTI DI GREENPEACE per UN blitz di protesta contro una piattaforma di Gazprom. RISCHIA 15 ANNI DI CARCERE

Come scritto in un precedente post, l’Artico è sottoposto sempre più a militarizzazioni da parte delle superpotenze che vogliono prelevare petrolio approfittando dello scioglimento dei ghiacciai. Un fenomeno catastrofico che loro, proprio per prelevare greggio, fomentano anziché mitigare. Ma c’è chi non ci sta, come l’Organizzazione ambientalista Greenpeace, da anni in prima fila in giro per il Mondo contro le ingiustizie ambientali subite dal nostro Pianeta. Che si tratti di animali, oceani, fiumi, ghiacciai, e qualsivoglia figlio indifeso di Madre Natura. Purtroppo però il 19 settembre scorso 28 militanti di Greenpeace e due giornalisti sono stati arrestati dalle autorità russe per aver tentato di il blitz di protesta contro una piattaforma di Gazprom nell'Artico. Rischiano 15 anni di carcere. Tra loro c’è anche un napoletano: Cristian D’Alessandro.

lunedì 30 settembre 2013

DOPO TELECOM L’ITALIA RISCHIA DI PERDERE PURE L’ENEL

LA GAZPROM STA NEGOZIANDO VARIE STRUTTURE

Dopo i tanti storici marchi passati agli stranieri e Telecom controllata dagli spagnoli, l’Italia rischia di perdere altre compagnie di bandiera: Alitalia (che dipende molto dalle scelte di Air France), le tre ditte Ansaldo (vedi qui) e ora pure l’Enel, attenzionata dal colosso russo Gazprom.