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giovedì 18 dicembre 2014

RUSSIA SOTTO ATTACCO: LE BORSE PREPARANO UN GOLPE CONTRO PUTIN

CROLLANO BORSE E RUBLO COME NON AVVENIVA DA VENT’ANNI. RUSSIA SEMPRE PIU’ ACCERCHIATA, CON OBAMA CHE ANNUNCIA NUOVE SANZIONI

Prima c’erano le guerre fatte coi soldati, a piedi o a cavallo, con lance e spade. Poi vennero le armi: fucili, cannoni, carri armati, aerei, sommergibili. Poi la tecnologia, con missili lanciati e guidati a distanza tramite radar. Infine, venne la finanza, con gli Stati messi K.O. a colpi di ribassi dei titoli azionari. E’ successo anche a noi, nel novembre 2011, con l’allora Governo Berlusconi defenestrato tramite il rialzo delloSpread perché non andava a genio all’asse Merkel-Sarkozy. E oggi tocca alla Russia, che sta conoscendo una crisi finanziaria ai livelli del 1995. E non è un caso che questo crollo della Borsa russa, del petrolio e del Rublo arrivi dopo la crisi russo-ucraina, con gli Usa che stanno sempre più accerchiando il Paese ex sovietico ponendo nell’orbita Nato sempre più stati ex comunisti. Colpendo altresì la Russia con sanzioni sempre maggiori. Ma una crisi russa non andrebbe a discapito solo di quel paese e di quelli dell’est, che sono, per forza di cose, quelli che hanno i maggiori scambi commerciali con essa. Bensì anche dell’Italia, la quale si accoda sempre mestamente alle decisioni americane, quando poi, in separata sede, Germania e Francia continuano a stringere accordi col “mostro” Putin.

sabato 9 febbraio 2013

ARTICO SEMPRE PIU’ MILITARIZZATO, CI SI PREPARA A UNA GUERRA PER IL PETROLIO E IL GAS


IL POLO NORD E’ RICCO DI IDROCARBURI. LO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCIAI APRE LA STRADA A UNA NUOVA CORSA PER IL PREZIOSO GREGGIO

L’estate dello scorso anno nel Polo Nord si è toccato il record di sempre per quanto concerne lo scioglimento dei ghiacciai. Nell’Artico si sono infatti sciolti oltre 70 mila km quadrati di ghiaccio. Un ritmo che se resta tale renderà il Polo Nord completamente libero dai ghiacci tra qualche decennio. Le superpotenze, invece di riunirsi per combattere l’innalzamento delle temperature, stanno preparando strategia militari al fine di accaparrarsi per prime il petrolio e il gas. Già perché sotto quelle che un tempo erano immense montagne di ghiaccio, si cela il 13% dei giacimenti di petrolio e il 30% di quelli di gas. Secondo uno studio del Servizio geologico Usa, perforando i fondali artici si potrebbero estrarre circa 90 miliardi di barili di petrolio, 44 di gas liquefatto e oltre 1.000 miliardi di metri cubi di gas naturale, presenti in 25 aree definite.
La NATO sta già piazzando propri radar in Paesi “neutrali” circostanti, quali Svezia e Norvegia. Mentre la Russia è stata la prima a piazzare proprie bandiere.

giovedì 26 aprile 2012

SARDEGNA, UN PARADISO DISTRUTTO DALLE SERVITU’ MILITARI


MOLTE ZONE SONO DA ANNI SOTTRATTE AL TURISMO, ALLA PESCA, ALL’AGRICOLTURA E ALLA PASTORIZIA

Nell’immaginario collettivo, quando si parla di Sardegna, vengono subito in mente spiagge bianche incontaminate bagnate da un mare cristallino o ampie distese verdi dove tipici pastori fanno pascolare il proprio gregge. Peccato che tutto ciò sia solo, appunto, immaginario collettivo. Ormai la terra sarda è solo un lusso per pochi che ivi hanno la propria bella villona con accesso diretto sul mare: o magari per quanti possono permettersi soggiorni in Hotel o Villaggi vacanze. Ma soprattutto, è sempre più (e solo) una terra destinata alle esercitazioni militari, italiane e straniere. Il tutto con il beneplacito del governo nazionale e regionale, con gravi ripercussioni non solo sull’ambiente, deturpato da tali attività poco consone con l’eco-sistema, ma anche sui sardi stessi, i quali si stanno ammalando in modo sempre più grave e diffuso.