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mercoledì 17 giugno 2015

L'Unità torna per l'ennesima volta in edicola, ma ormai di sinistra non ha più niente

RITORNERA' NELLE EDICOLE IL PROSSIMO 30 GIUGNO. dovrebbe avere 24 pagine, costare 1,40 euro e tirare per i giorni di lancio oltre 100 mila copie

Chissà cosa starà pensando Antonio Gramsci della brutta fine che il giornale da lui fondato il 12 settembre 1923, l'Unità, ha fatto nell'ultimo decennio. Certo, la sua storia iniziale è stata fin da subito travagliata, essendo un giornale comunista sorto in epoca Fascista e dunque messo fuori legge, ma quanto meno era una storia di coraggio, ideali, valori da difendere e far circolare. Anche mettendo in pericolo la propria vita. Nell'ultimo quarto di secolo la sua esistenza è stata caratterizzata da alti e bassi, complici anche i cambiamenti epocali che lo stesso Pci e la sinistra italiana hanno attraversato. Ma negli ultimi anni è stato sottoposto a una sorta di accanimento terapeutico pur di tenerlo in vita, essendo però ugualmente stato chiuso tre volte; l'ultima nel luglio dell'anno scorso. L'ennesimo ritorno sarà il prossimo 30 giugno, ma il giornale di sinistra non avrà più nulla. Al massimo solo le pagine.    

mercoledì 12 novembre 2014

LA PADANIA E L’EUROPA SPARIRANNO DALLE EDICOLE: QUALCUNO NE SENTIRA’ LA MANCANZA?

RISPETTIVAMENTE I GIORNALI DI LEGA E PD. FORSE VIVRANNO SOLO ONLINE

Forse non lo sapete, ma anche se siete di destra finanziate un giornale di sinistra che per di più quasi nessuno legge. E viceversa. Il precedente Governo Berlusconi aveva ridotto di molto i fondi destinati all’editoria, quelli che per intenderci spettano agli organi “di partito” in nome del pluralismo dell’informazione. Il Governo Berlusconi aveva stabilito tagli drastici tra il 2012 e il 2014, poi il sopraggiunto Governo Monti, per l’indignazione generale sollevatasi e l’appello di Napolitano, è stato costretto a rivederli al ribasso fino al 2014 (ne parlai specificamente qui). Renzi li ha lasciati invariati, almeno per ora. Certo, la chiusura di un giornale non è mai una bella cosa, ma dovrebbe finanziarsi mediante il numero di copie vendute e tramite gli spazi pubblicitari che attrae. Ovvero cammina sulle proprie gambe e non resta in vita solo grazie ai soldi dei contribuenti, anche quando ha pochissimi lettori. Oltretutto, la carta stampata è sempre meno utilizzata per informarsi, è ciò rende ancor più ingiusto e insensato tale finanziamento. E a questo punto sarebbe più giusto dare soldi pubblici a qualsiasi attività a rischio chiusura. Così, dopo l’Unità, altri due giornali legati ai partiti stanno per chiudere i battenti, almeno nella loro forma cartacea: La Padania e l’Europa. Rispettivamente di Lega (forse i soldi “prelevati” dai vertici in questi anni avrebbero proprio fatto comodo) e Partito democratico (che ha già sancito la morte de l’Unità).