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lunedì 29 febbraio 2016

Unioni civili, la prima è tra Renzi e Verdini: cosa prevede la Cirinnà

La legge approvata dal Senato introduce due istituti completamente diversi per le coppie omosessuali e per le coppie etero. stralciate stepchild adoption e obbligo di fedelta'

la tanto discussa Legge Cirinnà è stata finalmente approvata. Finalmente soprattutto perché la sua approvazione ha tenuto impegnato il Parlamento per alcune settimane e non si sentiva che parlare d'altro. Inizialmente la legge avrebbe dovuto vedere una collaborazione tra il Partito democratico e il Movimento cinque stelle. Ma quest'ultimo, come da tre anni a questa parte, è continuamente ingabbiato nel suo ''vorrei ma non posso'' o ''potrei ma non voglio''. Dato che, pur di mantenere, a torto a ragione, il proprio smarcamento dagli altri partiti, non appoggia alcuna legge. Pur se valida. Certo, occorre anche dire che Renzi ha fatto di questa legge una questione personale, un'ulteriore riga da aggiungere alle cose fatte quando è stato al governo. D'altronde, a lui dei matrimoni gay non interessa nulla. Anzi, nel 2009 li definiva contro-natura e si diceva contrario. Così da imporre ai pentastellati quello che è stato definito ''il canguro'', ritenuto fuori dal regolamento perfino dal zelante Presidente del Senato Grasso.

lunedì 21 dicembre 2015

Scandalo Banca Etruria: ecco perché la Boschi deve dimettersi

IL MINISTRO DELLE RIFORME E' COINVOLTA IN PIENO NELLO SCANDALO DELLA BANCA POPOLARE TOSCANA, IN PRIMA PERSONA E PER RAGIONI DI SANGUE

Durante i quattro governi Berlusconi (eletto tre volte Premier, ma tra il 2001 e il 2006 ci fu un rimpasto) abbiamo spesso sentito parlare di ''conflitti d'interesse''. Soprattutto dai partiti e dai media di centrosinistra. In fondo, anche a ragione, visto che tra i Ministri, i Vice Ministri, i Sottosegretari e lo stesso Presidente del Consiglio, vi erano diversi casi palesi di conflitti d'interesse. Accezione che indica un'incompatibilità tra le attività private e il ruolo pubblico che un soggetto è chiamato ad espletare.
Conflitti d'interesse a cui in realtà lo stesso centrosinistra ha preparato il campo. Basti considerare che quando negli anni '80 si dava il consenso a Berlusconi di avere ben tre reti nazionali, il Pci in Parlamento non si oppose di certo (sul tema invito a leggervi il libro Il baratto). E che durante gli anni passati al governo, la parte politica avversa all'ex Cavaliere (avversa almeno sulla carta) non ha mai risolto quel paradosso istituzionale.

E ora, che uno scandalo grosso quanto una casa, anzi una Banca, riguarda una Ministra del Governo Renzi, non si sta accendendo quella stessa violenza mediatica. Quella stessa veemenza politica. Chissà cosa sarebbe successo se un pensionato si fosse suicidato per aver perso i propri risparmi durante un Governo Berlusconi.
Ovviamente mi riferisco al caso del Ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi. Coinvolta in pieno nello scandalo che ha travolto la Banca Etruria. Che ha coinvolto anche Banca Marche, CariChieti e Carife.

lunedì 9 novembre 2015

Nasce Sinistra italiana: ennesima cosina di sinistra, alba dei perdenti viventi

COSTITUITA PRINCIPALMENTE DA PEZZI DEL PD E DI SEL, CONTA 31 DEPUTATI

Da quando si è sciolto il Pci non si contano le ''cose rosse'' che sono nate. Tutti progetti - escludendo Pds, Rifondazione comunista e Sel – falliti nel giro di pochi mesi, tra soliti litigi interni (che a sinistra chiamano storicamente dibattiti) o numero elettorali degni dei sette nani. E così, al teatro Quirino di Roma, sabato scorso è nata Sinistra Italiana, la coalizione che ha come obiettivo dichiarato “presentare un’altra idea di Italia“. Per dirla alla Fassina, un'Italia lontana dall'Happy days di Renzi.

mercoledì 4 novembre 2015

Com'è andata Expo? I numeri significativi

SABATO SCORSO SI E' CONCLUSA L'ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE, AVENTE COME TEMA L'ALIMENTAZIONE

In Italia, ormai, siamo così poco abituati ai successi e alle cose che funzionano, che non appena qualcosa riesce dal punto di vista organizzativo sembra quasi un miracolo, qualcosa di inaspettato, l'eccezione e non la regola.

venerdì 30 ottobre 2015

Salvate il soldato Raffaele Cantone da Renzi

DISTINTOSI NELLA LOTTA AI CASALESI OGGI E' presidente dell'Anticorruzione

Nei tre anni trascorsi dalla sua ''marcia su Firenze'' partita dalla Leopolda, Matteo Renzi ha fatto capire un po’ di cose su di sé: 1) di essere un grande comunicatore; 2) di essere uno che punta sempre in alto, costi quel che costi; 3) che non ama gli interlocutori non scelti da lui e che pertanto ama scegliere lui chi deve ricoprire gli incarichi istituzionali di rilievo.

lunedì 14 settembre 2015

Miracoli dei social: l'Italia si scopre appassionata di Tennis, ma snobba campione di Judo

SU FACEBOOK IMPAZZANO FOTO, VIDEO E STATI OMAGGIANTI FLAVIA PENNETTA. RENZI VOLA A NEW YORK CON IL PRESIDENTE DEL CONI

Calcio? Formula Uno? Macchè. Gli italiani si scoprono grandi appassionati di Tennis. Sarà che seguono gli sport solo quando c'è una finale da giocare, una medaglia d'oro o una coppa da vincere. Ed ecco che ciclicamente seguono pallavolo, atletica, pallanuoto, rugby, motociclismo. Perfino quel Tennis ritenuto dall'italiano medio più roba d'elite, noiosa e snob. Su Facebook impazzano foto, video e stati omaggianti Flavia Pennetta, che come noto (volenti o nolenti) ieri sera ha battuto la sua corregionale Roberta Vinci (entrambe pugliesi, la prima di Brindisi, la seconda di Taranto) a New York nella finale degli US Open in due set con il punteggio di 7-6 e 6-2. Già, perché sul famoso social anche la passione sportiva è un trend da seguire, come l'attivismo sociale (la secchiata gelata o la foto arcobaleno) e l'indignazione (vedi la foto condivisa del bimbo siriano morto). Renzi non si è lasciato sfuggire l'occasione, ovviamente, volando verso la Grande mela assieme al Presidente del Coni Giovanni Malagò; snobbando così la 79esima edizione della Fiera del Levante. Con il Governatore pugliese Emiliano che ha stemperato i toni con un diplomatico «Renzi va a festeggiare la Puglia a New York». Ma se fosse stato un Premier di destra…apriti cielo. Comunque, a parte l'ipocrisia che corre sui social o nella politica e tornando a quella prettamente legata allo sport, fa dispiacere che un grande successo di agosto sia stato invece snobbato…

venerdì 10 luglio 2015

Da Berlusconi a Salvini, passando per Prodi, Grillo e Renzi: Celentano a mezzanotte e tre sta già pensando a un altro politico

IL MOLLEGGIATO NEGLI ULTIMI VENT'ANNI HA CAMBIATO PIU' VOLTE OPINIONE POLITICA

Adriano Celentano, uno dei più grandi cantanti italiani. Nel corso dei decenni è riuscito sempre a ritagliarsi un suo spazio, anche quando non gli sono state scritte più canzoni all'altezza del suo talento. Dopo i fasti degli anni '60-'70, nei decenni successivi è stato soprattutto un brillante attore di divertenti commedie comiche, nonché efficace One man show (d'altronde negli anni della contestazione era un seguitissimo predicatore). La sua rinascita artistica la si deve all'album Io non so parlar d'amore, pubblicato nel 1999, che vanta la collaborazione di Mogol, Gianni Bella e Fio Zanotti (ha venduto 2 milioni di copie). Nell'ultimo ventennio Celentano si è anche caratterizzato per le sue prese di posizione politiche, molto oscillanti e mutevoli, che seguono soprattutto le onde del populismo.

sabato 4 luglio 2015

Renzi abbraccia Hollande, ma intanto ci ruba metri di confine scavando il Monte Bianco: il caso

DOPO LO SCHIAFFO DI VENTIMIGLIA, IL PAESE TRANSALPINO CI RIFILA UN ALTRO PACCO

Quanti danni ci fanno questi cugini francesi. Ci hanno rubato La Gioconda, le splendide Corsica e Nizza, la bella Monica Bellucci. Nella guerra al dittatore libico Gheddafi: ci hanno abbattuto un aereo: il Dc9 Itavia; ci hanno portato a un'emergenza umanitaria rifiutandosi per giunta di accogliere immigrati chiudendo loro l'ingresso al confine con Ventimiglia; ci hanno fatto perdere importanti accordi commerciali per il rifornimento di gas e petrolio. E adesso ci fregano pure il territorio, spostando il confine di alcuni metri, scavando nel Monte Bianco. Cosa sta succedendo?

mercoledì 17 giugno 2015

L'Unità torna per l'ennesima volta in edicola, ma ormai di sinistra non ha più niente

RITORNERA' NELLE EDICOLE IL PROSSIMO 30 GIUGNO. dovrebbe avere 24 pagine, costare 1,40 euro e tirare per i giorni di lancio oltre 100 mila copie

Chissà cosa starà pensando Antonio Gramsci della brutta fine che il giornale da lui fondato il 12 settembre 1923, l'Unità, ha fatto nell'ultimo decennio. Certo, la sua storia iniziale è stata fin da subito travagliata, essendo un giornale comunista sorto in epoca Fascista e dunque messo fuori legge, ma quanto meno era una storia di coraggio, ideali, valori da difendere e far circolare. Anche mettendo in pericolo la propria vita. Nell'ultimo quarto di secolo la sua esistenza è stata caratterizzata da alti e bassi, complici anche i cambiamenti epocali che lo stesso Pci e la sinistra italiana hanno attraversato. Ma negli ultimi anni è stato sottoposto a una sorta di accanimento terapeutico pur di tenerlo in vita, essendo però ugualmente stato chiuso tre volte; l'ultima nel luglio dell'anno scorso. L'ennesimo ritorno sarà il prossimo 30 giugno, ma il giornale di sinistra non avrà più nulla. Al massimo solo le pagine.    

mercoledì 15 aprile 2015

La balla dei 79mila nuovi posti di lavoro: i numeri dell’INPS smentiscono Boeri e Renzi

IL GOVERNO AVEVA GIA’ FATTO SUOI QUESTI DATI, FRESCO DI ENTRATA IN VIGORE DEL JOB ACT. MA LA REALTA’ E’ DIVERSA

La settimana scorsa sono emersi dei dati che hanno fatto illuminare il Premier Renzi e il Ministro del lavoro Poletti, convinti che tutti i meriti fossero propri. Ai due si è aggiunto pure il Presidente dell’Inps Tito Boeri. Tra gennaio e febbraio si sarebbero avuti "79.000 nuovi posti di lavoro" e il Governo voleva propinarceli come un primo grande risultato del Job Act. Ma è una balla colossale. Intanto perché nei primi due mesi dell’anno la riforma del lavoro non era ancora entrata in vigore, ma soprattutto, perché a smentirli è proprio l'Inps; quindi, indirettamente, lo stesso Boeri. L’Osservatorio sul precariato dell’Inps, infatti, ha reso noti ieri i dati elaborati in base alle modificazioni occupazionali dei primi due mesi dell'anno. Il saldo finale è zero.

mercoledì 11 febbraio 2015

RENZI INGHIOTTE PURE SCELTA CIVICA, IL PARTITO MAI DECOLLATO DI MARIO MONTI

CINQUE SENATORI, DUE DEPUTATI E UN SOTTOSEGRETARIO PASSANO CON IL PD. RESTANO POCHI MEMBRI ALLA CAMERA, MENTRE SPARISCE IN SENATO. PESANO I VOTI PROSCIUGATI DAL PD ALLE EUROPEE

Gli italiani non hanno certo dimenticato il suo nome, accostandolo a termini quali austerity, choosy, governo dei professori, imu, larghe intese, esodati ed altri ancora. Parlo di Mario Monti, Professore della Bocconi, incaricato da Napolitano nel novembre 2011 per rimettere in riga l’Italia facendo ciò che ci impone l’Europa. Peccato che quel governo i sacrifici li chiese a chi già ne faceva da anni, solamente sfiorando i Paperoni e gli evasori. Dopo poco più di un anno Forza Italia decise di staccare la spina al suo Governo e si tornò alle urne. Nel frattempo, Napolitano lo nominò Senatore a vita, gesto anticamera di una futura Presidenza della Repubblica. Ma il Professore aveva preso gusto a governare e così decise di creare un suo partito: Scelta civica, convinto di poter tornare a fare il Premier. Ma gli italiani, che in genere hanno memoria corta, quando vengono toccati nelle tasche ricordano, eccome. E così dal 20% dei sondaggi alle urne prese un’umiliante 8%, riducendosi così a nuovo Mastella della politica italiana. Poi la mazzata finale alle ultime elezioni europee, dove si è presentata insieme a Centro democratico e Fare, attestandosi su un misero 0,7%. Di qui la graduale fuga di deputati e senatori, ultima quella di venerdì scorso.

lunedì 9 febbraio 2015

DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AL PREMIER PASSANDO PER MINISTRI E SOTTOSEGRETARI: LA DITTATURA DELLA MARGHERITA

TANTI ESPONENTI DELLE PIU’ ALTE CARICHE PROVENGONO DA QUEL PARTITO, OGGI CONFLUITO NEL PD. RUTELLI SE NE E’ PRESO I MERITI

Perché Margherita è un sogno,
perché Margherita è sale,
perché Margherita è il vento,
e non sa che può far male,
perché Margherita è tutto,
ed è lei la mia pazzia…

La struggente canzone “Margherita” cantata da Riccardo Cocciante bene si presta a fare da colonna sonora per l’attuale quadro istituzionale italiano. Già perché con Sergio Mattarella Presidente della Repubblica, si aggiunge un altro petalo alla già folta squadra di politici che viene da quel partito, nel 2007 confluito come noto assieme ai Ds nel Partito democratico. Ed è felicissimo e orgoglioso lui, Francesco Rutelli, il Clinton di Trastevere, ex Sindaco di Roma, ex candidato Premier per il centrosinistra nel 2001 (sconfitto da Berlusconi), ex Ministro dei beni culturali e ora in prepensionamento dopo averci riprovato nel 2008 a fare il Sindaco della Capitale (sconfitto da Alemanno). Ha paragonato la scuola politica margheritina alla Cantera del Barcellona, mentre Il Foglio ha già ribattezzato il Governo Renzi “Er Governo Rutelli”. Ma vediamo tutti gli attuali esponenti delle più alte cariche che vengono da lì.

lunedì 2 febbraio 2015

MATTARELLA ELETTO PRESIDENTE, TRA PARADOSSI ISTITUZIONALI E QUALCHE OMBRA FAMILIARE

PERSONA PERBENE, MITE E STIMATA, CHE HA RACCOLTO CONSENSI ANCHE TRA I CENTRISTI, LA SINSITRA PD E SEL. MA NON MANCANO ASPETTI CRITICI

Poteva andarci peggio. Questa è la prima cosa che ho pensato quando Sergio Mattarella è stato eletto Presidente della Repubblica. Poteva toccarci il poltronista, impopolare e ricco pensionato Amato, o un tecnico, di quelli tutti numeri che piacciono tanto all’Europa. Oppure, e magari fosse stato così, un ex Pm come Imposimato o meglio ancora Raffaele Cantone. Ma si sa, l’elezione del Capo dello Stato è anche, e soprattutto, un’occasione per tessere nuove alleanze, ripristinarne di vecchie, consolidare le attuali. E la trovata di Matteo Renzi è stata geniale: ha candidato un vecchio democristiano di sinistra, di quelli, per intenderci, legato alla Dc buona e sana (o forse sarebbe meglio dire meno peggio) legata alla corrente di Aldo Moro; aggraziandosi così la sinistra del suo Partito, i moderati di Area popolare, Sel (si dice che lo stesso Vendola, qualche settimana fa, avrebbe pensato a Mattarella) e qualche grillino in uscita. Ed è anche uno scacco matto a Berlusconi, visto che gli è indigesto essendosi messo di traverso in un paio di occasioni. E’ stato eletto con ben 665 voti, il che vuol dire anche con pezzi di Forza Italia. Costretto a dire sì anche Alfano, pena la fine del suo mandato, spaccando però il suo partitino, con qualche uscita eccellente (vedi Sacconi). Insomma, con Mattarella l’ex Sindaco di Firenze ha unito il centrosinistra e spaccato il centrodestra. Certo, non mancano paradossi istituzionali e qualche ombra anche sulla sua figura e su quella di qualche suo familiare.

domenica 18 gennaio 2015

DALLE CORNA DI BERLUSCONI AI SELFIE DI RENZI: CAMBIANO I PREMIER, MA LE BRUTTE FIGURE IN EUROPA RESTANO

IL presidente del Parlamento europeo Martin Schulz LO ATTENDEVA, MA LUI ERA IMPEGNATO CON LO SMARTPHONE. PREMIER DERISO ALLA trasmissione FRANCESE “Le Petit Journal”

In Italia molti chiamano Renzi un “Berlusconi di sinistra” e forse se ne convinceranno anche nell’Unione europea, visto che il primo non gli è da meno quanto a pagliacciate. Certo, l’ex Cavaliere ne ha fatte tante: diede del Kapò al socialista Martin Schulz, oggi Presidente del Parlamento europeo; fece il gesto delle corna durante una foto di gruppo; guardò insistentemente il didietro della bella Premier danese Helle Thorning-Schmidt, che un anno fa stregò anche Obama; fece aspettare per diversi minuti la Merkel perché era al telefono. Ma anche Renzi ha fatto attendere Schulz, sempre per colpa del telefono: ma non per una conversazione di importanza istituzionale, bensì perché doveva scattare dei selfie. Il tutto è stato ripreso dalla trasmissione “Le Petit Journal”, sull’emittente televisiva francese Canal Plus, avente come ospite proprio Schulz.

martedì 13 gennaio 2015

DOMENICA A PARIGI IL CORTEO DELL’IPOCRISIA: 40 LEADER PER 200 METRI CONTRO IL TERRORISMO CHE ESSI STESSI FOMENTANO

LA MARCIA IN SOLIDARIETA’ PER QUANTO SUCCESSO A CHARLIE HEBDO. MA QUASI TUTTI HANNO SCHELETRI NELL’ARMADIO

La Francia cerca ancora di riprendersi da quanto accaduto nei giorni scorsi al giornale satirico Charlie Hebdo. Commenti solidali, critici o complottisti si sono sprecati in questi giorni, con alcuni politici italiani che si sono riscoperti difensori della satira dimenticando di averla duramente attaccata in casa propria. Noi italiani, oltre alla satira, siamo allergici proprio all’informazione; non a caso il nostro Paese risulta al 46mo per quanto concerne la libertà di stampa. Ma l’ipocrisia e la retorica si è sprecata pure in campo internazionale, con la clamorosa marcia di domenica pomeriggio che ha visto una quarantina di leader politici mondiali sfilare in marcia per circa duecento metri partendo da Place de la Repubblique. C’erano tutti, o quasi. Ognuno con i propri scheletri nell’armadio. Giunti in un autobus dai vetri scuri, perchè, essendo molto democratici e amati dal popolo, è meglio non farsi vedere.