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lunedì 2 novembre 2015

Quarant'anni fa moriva il grande Pier Paolo Pasolini: intellettuale scomodo nemico di troppi

VENNE UCCISO BRUTALMENTE SU UN CAMPETTO DI CALCIO ALL'IDROSCALO DI OSTIA LA NOTTE TRA L'1 E IL 2 NOVEMBRE. UNICO CONDANNATO FU PINO PELOSI

La notte tra il primo e il due novembre moriva il grande intellettuale e regista italiano Pier Paolo Pasolini. Fu ucciso brutalmente, colpito da assi di legno e poi investito per ben due volte da un'auto. Un omicidio che fu presto liquidato, tanto da destra quanto da sinistra, come un ''semplice'' delitto dovuto al vizio che aveva Pasolini di frequentare ragazzi molto giovani, adescati in strada per una notte di piacere. Unico condannato fu Pino Pelosi, con lui quella notte. Il quale prima confessò di averlo ucciso per non concedersi allo scrittore, per poi ritrattare asserendo di essere stato aggredito assieme a lui da altre tre persone. Due si sarebbero scagliate contro Pasolini, una contro Pelosi. Un ritrattamento che non ha mai convinto.

giovedì 2 ottobre 2014

PASOLINI, IL RITRATTO ESSENZIALE DI ABEL FERRARA DELL’ULTIMO GIORNO DI VITA DELLO SCRITTORE-REGISTA

DIRETTO DA ABEL FERRARA, INTERVALLA IL SUO VISSUTO QUOTIDIANO CON I PROGETTI MAI PORTATI A TERMINE

Quando viene realizzato un film su un grande personaggio, le attese sono sempre alte. Sia negli addetti ai lavori che nei suoi fan. Difficilmente il regista di turno che si imbatte nell’impresa riesce a soddisfare entrambi, anzi, di solito, finisce per deluderli e imbarcare una marea di critiche. Come successo al controverso regista newyorchese Abel Ferrara, il quale ha sempre vissuto tra “genio e sregolatezza” e che nei suoi film ha spesso raccontato storie di vita dei sobborghi. E forse sarà stato per questi punti in comune che, nel 2011, si è interessato alla vita del grande Pier Paolo Pasolini, ritirandosi a vita privata per studiarla e realizzarne un film. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia pare non aver convinto nessuno. Eppure a me è piaciuto.