ACRONIMO DI Stato
Islamico dell'Iraq e della Siria, HA UNA STORIA AMBIGUA E INTRECCIATA AGLI
OCCIDENTALI
Gli
occidentali in Medio Oriente stanno facendo da un trentennio a questa parte il
bello e, soprattutto, il cattivo tempo. Creano e disfano di continuo relazioni
con dittatori e gruppi armati locali, a seconda della propria convenienza e dei
propri interessi. Armano e appoggiano personaggi e gruppi locali per poi farci
la guerra quando non servono più. La lista è ormai diventata troppo lunga e
imbarazzante: Saddam
Hussein, i Mujahadeen, Bin
Laden, Gheddafi,
ora l’Isis. Lasciando così una scia di caos e sangue che si è estesa a macchia
d’olio e che sembra incontrollabile. Iraq, Libia e un pezzo di Siria sono così
finiti nelle mani degli jihadisti, mentre noi italiani dobbiamo sobbarcarci
migliaia di disperati che giungono sulle nostre coste. Soprattutto con la
caduta di Gheddafi, voluta da Sarkozy
per recuperare consensi, ci abbiamo perso molto: oltre al succitato esodo
di immigrati, abbiamo anche perso importanti accordi commerciali con tante
imprese che lavoravano in Libia costrette a rientrare; ma anche l’11% di
approvvigionamento di gas, costringendoci a una maggiore dipendenza dalla
Russia di Putin. E l’Isis è nata proprio da questi continui errori,
espandendosi trovando terreno fertile dalla destabilizzazione politica che
abbiamo creato in quei territori.