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lunedì 23 febbraio 2015

ISIS: COSA SIGNICIFICA, COME E’ NATO E COME SI E’ SVILUPPATO IL NEMICO CREATO DALLA STESSA AMERICA

ACRONIMO DI Stato Islamico dell'Iraq e della Siria, HA UNA STORIA AMBIGUA E INTRECCIATA AGLI OCCIDENTALI

Gli occidentali in Medio Oriente stanno facendo da un trentennio a questa parte il bello e, soprattutto, il cattivo tempo. Creano e disfano di continuo relazioni con dittatori e gruppi armati locali, a seconda della propria convenienza e dei propri interessi. Armano e appoggiano personaggi e gruppi locali per poi farci la guerra quando non servono più. La lista è ormai diventata troppo lunga e imbarazzante: Saddam Hussein, i Mujahadeen, Bin Laden, Gheddafi, ora l’Isis. Lasciando così una scia di caos e sangue che si è estesa a macchia d’olio e che sembra incontrollabile. Iraq, Libia e un pezzo di Siria sono così finiti nelle mani degli jihadisti, mentre noi italiani dobbiamo sobbarcarci migliaia di disperati che giungono sulle nostre coste. Soprattutto con la caduta di Gheddafi, voluta da Sarkozy per recuperare consensi, ci abbiamo perso molto: oltre al succitato esodo di immigrati, abbiamo anche perso importanti accordi commerciali con tante imprese che lavoravano in Libia costrette a rientrare; ma anche l’11% di approvvigionamento di gas, costringendoci a una maggiore dipendenza dalla Russia di Putin. E l’Isis è nata proprio da questi continui errori, espandendosi trovando terreno fertile dalla destabilizzazione politica che abbiamo creato in quei territori.

lunedì 6 gennaio 2014

IRAQ, UNDICI ANNI DI GUERRA INUTILE: IL PAESE E’ IN MANO AD AL QAEDA

COME PREVEDIBILE CON IL RITIRO DELLE TRUPPE OCCIDENTALI, CHE CON LA LORO INVASIONE HANNO DESTABILIZZATO IL PAESE, L’ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA E’ RIUSCITA GIA’ A IMPOSSESSARSI DI MEZZO PAESE

Sono passati quasi undici anni da quel 20 marzo 2003, quando gli Usa, insieme a Gran Bretagna, Polonia, Australia, invasero l’Iraq in nome di una famigerata “missione di pace” per rimuovere il regime di Saddam Hussein, reo, a loro dire, di possedere armi chimiche e di fornirle ai terroristi islamici. Gli Stati Uniti guidati da George Bush trovarono nell’attentato dell’11 settembre 2001 il pretesto per mettere le mani su un Paese ricco di petrolio, nonché strategicamente importante per la sua posizione geografica (come già avvenuto in Afghanistan nell’ottobre dello stesso anno; missione che solo ora comincia a volgere al termine). A quella follia partecipammo anche noi, con la missione “antica Babilonia” durata fino al 2006, nella quale persero la vita 29 soldati e 3 civili. A fine 2010 gli americani hanno lasciato definitivamente il Paese, che si ritrova con un Governo “fantoccio” debole e milizie militari impreparate al cospetto di quelle islamiste legate ad Al Qaeda. L’Iraq si ritrova così nel paradosso di essere realmente in balia dei terroristi, a differenza di 11 anni fa, quando un assetto politico c’era. Mentre oggi vive nel caos e nella povertà.