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mercoledì 17 febbraio 2016

Tra Terrorismo e Zika, Europeo ed Olimpiadi rischiano di diventare un incubo

IL PRIMO SARA' OSPITATO IN FRANCIA, IL SECONDO IN BRASILE

La prossima estate vedrà il disputarsi di due importanti manifestazioni sportive: il campionato europeo di calcio in Francia e le Olimpiadi in Brasile. Il primo si svolgerà dal 10 giugno al 10 luglio, il secondo dal 5 al 21 agosto. Per entrambi però c'è una grossa apprensione: per l'Europeo a causa del Terrorismo, per le Olimpiadi a causa del Virus Zika.

giovedì 14 gennaio 2016

Europa sotto attacco e difficilmente ce la farà

IL POPOLO EUROPEO STA INVECCHIANDO, I SUOI MODELLI ECONOMICI SONO CROLLATI E ORA VIENE INVASO DA QUEL MONDO CHE HA SEMPRE SOTTOMESSO

Dopo secoli passati all'attacco, a conquistare il Mondo ed imporre le proprie idee, l'Europa è oggi sott'attacco. Proprio da parte di quei tre/quarti del Globo che, con superbia e relativismo culturale, ha sempre ritenuto Terzo o perfino Quarto mondo. O, al massimo, ''in via di sviluppo''.

mercoledì 6 gennaio 2016

Terrorismo: una centrale nucleare sarà costruita a pochi passi da noi

POTREBBE ESSERE PRESA DI MIRA DAGLI JIHADISTI, METTENDO IN PERICOLO ANCHE L'ITALIA

Il Medioriente è sempre più una polveriera. Come non bastasse la quasi sessantennale guerra tra Israele e Palestina, le spaccature in Libano e la destabilizzazione politica in Iraq, Libia e Siria, ora ci si mette pure un'accesa diatriba tra Arabia Saudita e Iran. Come noto, il principale alleato arabo degli Usa ha condannato a morte 47 persone accusate di terrorismo. Tra i giustiziati anche l’influente imam sciita Nimr al-Nimrits. Non si è fatta attendere la condanna dell'Iran, Paese dove gli sciiti costituiscono oltre il 75% della popolazione, mentre nella stessa Arabia Saudita sono una netta minoranza, solo il 5% della popolazione totale. Per capirne di più sulla differenza tra sunniti e sciiti, due diverse fazioni musulmane, rinvio a questo post.
Al momento, tra i due Paesi c'è solo una guerra diplomatica, con il ritiro dei rispettivi ambasciatori dai due Stati. Ma il contrasto potrebbe anche sfociare in un conflitto armato.

lunedì 4 gennaio 2016

Altro che Libia, l'Isis si annida nel cuore dell'Europa a 200 Km da noi

E' IL CASO DELLA BOSNIA, EPICENTRO DEGLI JIADISTI DI TUTTA EUROPA

La destituzione di Gheddafi voluta da Sarkozy (per nascondere molto probabilmente i suoi affari col Raìs libico) ha portato a una destabilizzazione della Libia, diventata così terreno fertile per l'avanzata dell'Isis. Così come avvenuto in Iraq. Un paese, quello libico, molto vicino al nostro e ben collegato dal cosiddetto ''canale di Sicilia''. Pertanto lo stato africano viene visto con timore e sospetto. Del resto per gli jihadisti è molto facile approdare sulle nostre coste, camuffandosi tra i profughi.

Eppure, l'Isis è già nel cuore dell'Europa. E a soli 210 chilometri dalla nostra Trieste. Trattasi della Bosnia Erzegovina, e a rivelarcelo è un'inchiesta del Corriere della sera.

martedì 8 dicembre 2015

Francia, il Front National si conferma partito delle periferie: il risultato imbarazzante di Parigi

IL PARTITO DI MARINE LE PEN ANDRA' AI BALLOTTAGGI IN 6 REGIONI SU 13, ATTESTANDOSI COME PRIMO PARTITO AL 28%

Le regionali in Francia sono andate come in tanti hanno previsto: a vincere è stato il Front National di Marine Le Pen. Leader sbarazzatasi del padre imbarazzante, che ancora lancia slogan antisemiti e neofascisti, ma che ha trovato nella nipote Marion una nuova alleata. Il partito di estrema destra (che però cerca di non apparire più così) si è attestato quasi al 28%, mentre Les Republicains dell'ex Presidente Nicolas Sarkozy è arrivato al 26,89. Terzo il Partito socialista, al 23,33 per cento.

lunedì 7 dicembre 2015

Altro che Nostradamus: ecco cosa previde sull'Islam Baba Vanga, bulgara che indovinò già Seconda guerra mondiale e 11 settembre

CIECA DALL'ETA' DI 12 ANNI, E' VISSUTA NEL '900 E HA LANCIATO PREVISIONI, ALCUNE DELLE QUALI GIA' VERIFICATESI

Sul web è tornato in auge Nostradamus, al secolo Michel de Nostredame. Astrologo, scrittore, farmacista e speziale francese vissuto tra il 1503 e il 1566. Il suo nome divenne conosciuto ai più nel 1999, anno nel quale secondo le sue previsioni si sarebbe dovuta verificare la fine del Mondo. Tra le tante previsioni, qualcuna l'ha azzeccata: la rivoluzione francese, la creazione della bomba atomica, l’ascesa al potere di Adolf Hitler. Ma viene accusato di non aver mai formulato delle date precise, ma solo previsioni a lungo termine molto indicative. In questi giorni sui social è circolata una sua previsione su Parigi e sul fatto che la Terza guerra mondiale sarebbe iniziata da lì. E molti hanno collegato questa profezia ai tragici fatti dello scorso 13 novembre.

giovedì 26 novembre 2015

Terrorismo, la Turchia sta con l'Isis

IL PAESE HA DIMOSTRATO PIU' VOLTE DI NON VOLERSI IMMISCHIARE NELLA LOTTA AL GRUPPO TERRORISTICO. L'ABBATTIMENTO DEL CACCIA RUSSO E' LA PROVA DEFINITIVA

A partire dagli anni '90, la Turchia aveva avviato un processo di modernizzazione e di laicizzazione, al punto che a inizio anni 2000 si era parlato più volte di un possibile ingresso nell'Unione europea. In effetti sarebbe bastato recarsi a Istanbul (che ricordiamo non è la capitale ma la città che attrae maggiormente i turisti) due volte, prima degli anni '90 e negli anni 2000, per accorgersi quanto fosse cambiata. Quanto fosse più aperta al turismo di massa.
Poi però, con l'ascesa al potere di Tayyip Erdogan, il Paese è regredito. Tornato a somigliare quasi la vecchio impero ottomano. Erdogan ha riformato la magistratura, chiuso alcune emittenti televisive e giornali a lui avversi, osteggiato il più possibile i partiti di opposizione. Per fortuna, alle ultime elezioni politiche, sebbene abbia aumentato la propria maggioranza in Parlamento, non ha ottenuto quel numero di seggi sufficienti per cambiare la Costituzione. E assicurarsi così il potere perpetuo per i prossimi anni. Per divenire una sorta di nuovo Sultano insomma.

martedì 24 novembre 2015

Gli effetti della tragedia di Parigi: la rivalutazione di Putin e della Fallaci

IL PRESIDENTE RUSSO VIENE ORA VISTO COME SALVATORE DELL'OCCIDENTALE, QUANTO ALLA SECONDA GIRANO SUL WEB DICHIARAZIONI SU PARIGI RIVELATESI PROFETICHE

Oltre alla psicosi da attentato che si è diffusa in tutto il mondo occidentale, gli attentati di Parigi hanno avuto altre due conseguenze: la rivalutazione di due personaggi malvisti dai più. Ovvero del Presidente russo Vladimir Putin e della giornalista del Corriere della sera Oriana Fallaci.

domenica 15 novembre 2015

Le colpe della Francia e la sacralità di Parigi

LA CAPITALE FRANCESE E' STATA COLPITA DA TRE ATTENTATI SIMULTANEI VENERDI' SERA, CON UN BILANCIO PESANTISSIMO DI VITTIME E FERITI

11 è il numero che ha segnato la mia generazione: 11 settembre 2001, 11 marzo 2004,13/11 2015. New York, Madrid, Parigi, a cui va aggiunta Londra, sebbene l'11 non si sia avverato (era il 7 luglio 2005). Il terrorismo ha colpito l'Occidente quasi sempre in una data avente il numero 11.

venerdì 11 settembre 2015

Commuoversi per una foto non basta: Putin invia armi e truppe in Siria, mentre l'Onu sta a guardare

STA INVIANDO ARMI E ADDESTRATORI IN SOSTEGNO DI ASSAD, MENTRE L'OCCIDENTE SI INDIGNA E CRITICA

Come ho scritto più volte su questo Blog o commentando post di altri, l'elemento che ho apprezzato dell'ultimo Governo Berlusconi è stata la politica estera. Corna o altri burlesque del Premier a parte. Infatti, l'esecutivo ha diversificato le proprie partnership estere, stringendo rapporti molto stretti con la Russia di Putin e la Libia di Gheddafi. Riducendo così la pluridecennale ingerenza americana e il peso della Germania. Con tutti i benefici che queste partnership garantivano. Invece adesso ci abbiamo perso su più fronti: riduzione di un terzo dell'export verso la Russia, gas e petrolio acquistato da pochi fornitori, sbarchi continui sulle nostre coste. Se il Raìs libico è morto atrocemente assieme al proprio regime, ma da vivo garantiva controllo delle coste e ostacolava l'azione degli islamisti, il Presidente russo è invece l'unico che inizia a fare qualcosa contro l'Isis. Invitando prima i leader politici a creare una coalizione internazionale e poi inviando armi e truppe in Siria.

lunedì 17 agosto 2015

Tale padre, tale figlio: a minacciare l'Occidente ora è Hamza Bin Laden. Perché è pericoloso

IN UN VIDEO, INTRODOTTO DA dal leader di al Qaida Ayman al Zawahri, IL 24ENNE INCITA ALLA GUERRA SANTA IN USA ED EUROPA

Morto Bin Laden (non si sa se per malattia o perché effettivamente ucciso dai Seals americani, i quali però stranamente sono tutti morti) e perso anche il Mullah Omar (morto nel 2013 ma la notizia è emersa solo a fine luglio), in tanti si erano illusi che Al Qaeda fosse ormai allo sbando, disgregata, perfino sottomessa all'ISIS. In realtà non è così, giacchè si tratta di un'organizzazione ben più capillare e organizzata di quanto pensino gli arroganti occidentali e sempre pronta a sostituire i propri vertici. Ed ecco che infatti spunta il figlio prediletto di Osama Bin Laden, Hamza, giovane di 24 anni. Definito dal leader della cellula islamista, Ayman al Zawahri, 'leone figlio di leone'. Qualche giorno fa ha inviato un video minaccia come quelli del padre. Ma più moderno e meno casareccio.

venerdì 24 luglio 2015

Strage di Piazza della Loggia, una sentenza che sa di beffa

A 41 ANNI DALLA STRAGE, IN CUI PERSERO LA VITA OTTO PERSONE E NE RIMASERO FERITE CENTO, ARRIVA LA CONDANNA DELLA CORTE D'APPELLO PER DUE EX MILITANTI DI ESTREMA DESTRA: CARLO MARIA MAGGI E MAURIZIO TRAMONTE

La strage di Piazza della Loggia a Brescia, avvenuta il 28 maggio 1974 alle ore 10:02, in cui persero la vita otto persone, mentre ben cento rimasero ferite, rientra in quella che fu chiamata la Strategia della tensione. Avviata con l’attentato di Piazza Fontana nella Banca dell'Agricoltura il 12 dicembre 1969, questa strategia diabolica ed assassina fu messa in piedi da terroristi, criminali e settori deviati dello Stato – dunque un coarcevo di forze di natura diversa e in taluni casi anche opposta (Servizi segreti italiani ed internazionali, strutture armate occulte, gruppi di estrema destra con ispirazioni golpiste, lobby segrete, centrali economiche preoccupate dal cambiamento, organizzazioni criminali di diversa origine) - con l’obiettivo di creare uno stato di disordine sociale, che così giustificasse l’intervento delle forze dell’ordine. Con l’intento, anziché di destabilizzare le istituzioni, di rafforzare il potere statale contro ogni forma di cambiamento. Un'involuzione autoritaria e militare del sistema politico italiano insomma. Occorre ricordare infatti il fermento socio-culturale in atto in Italia, come in molte altre parti del Mondo, a partire proprio dalla fine degli anni ’60 e per tutta la prima metà degli anni ’70. La strategia si concluse con la Strage di Natale, del 23 dicembre 1984 sul treno Napoli-Milano, all'altezza della galleria di San Benedetto Val di Sambro (17 vittime).

Orbene, dopo un lungo iter giudiziario più volte chiuso e riaperto, mercoledì vi è stata una sentenza che accerta precise responsabilità sugli autori della strage. Ed è per questo storica, considerando che in altri casi o si condannava gente già deceduta oppure le condanne erano verso ignoti. Ma la sentenza sa anche tanto di beffa, perché arriva dopo 41 anni. Vediamo i dettagli.

lunedì 29 giugno 2015

Quali sono i Paesi più a rischio Terrorismo da evitare per vacanze

La Farnesina, che già si è spesa in passato per questo, ha deciso di creare una black list dei Paesi da evitare. Ecco quali sono.
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martedì 24 marzo 2015

Oltre 4mila cristiani uccisi in Nord Corea, Africa e Medio Oriente nel 2014

E’ IL RISULTATO DELL’ultimo rapporto di «Open Doors International». VITTIME ANCHE IN SUDAMERICA

Lo scorso anno l’ambasciatore israeliano all’Onu Ron Prosor definì i cristiani «gli ebrei del nuovo millennio». In effetti i numeri sono agghiaccianti: stando al tredicesimo rapporto «Open Doors International», in due anni il numero di morti è quadruplicato passando da 1201 nel 2012 a 4344 nel 2014. Nella Top ten dei Paesi maggiormente persecutori, otto sono, manco a dirlo, mediorientali. Ma il primato spetta ancora, come nei 12 precedenti, a un paese asiatico: la Nord Corea, con i suoi almeno 50 mila cristiani rinchiusi in lager degni di Primo Levi. 

giovedì 19 marzo 2015

Museo del Bardo, italiani vero obiettivo? Gli indizi che lo proverebbero

I Paesi nordafricani. Quelli della Primavera araba, che fece sperare qualche anno fa in una svolta e in una definitiva democratizzazione di quei paesi senza più dittatori. Tra questi, vi è la Tunisia, che lascia ben sperare con un Governo moderato e laico. Ma proprio qui si è consumato ieri un attentato al Museo del Bardo, il più antico dell’area maghrebina, situato vicino al Parlamento. E questa volta il nostro Paese risulta duramente colpito, con l’uccisione di quattro turisti, anche se se ne temono molte di più. Ma soprattutto, si teme che l’attentato abbia come obiettivo principale proprio il nostro Paese. Ecco alcuni indizi che lo proverebbero

martedì 17 marzo 2015

Da Renato Curcio a Francesco Caruso: quando terroristi e anarchici diventano Docenti universitari

Caruso, ultimo caso, terrà lezioni all’Università “Magna Grecia” di Catanzaro, dove insegnerà “Sociologia dell’ambiente e del territorio”

“Non posso dirVi cosa provo nel vedere invece tanti ex terroristi assunti dallo Stato a fare i Professori universitari, dipendenti comunali, dipendenti musei e addirittura alla RAI”

Queste parole amare le scriveva Lorenzo Conti, figlio dell’ex sindaco di Firenze Lando ucciso dalle Br nel 1986, in una lettera per il 33esimo anniversario della strage di Bologna. Non conoscendo gli altri casi, che restano comunque paradossali visto che chi ha combattuto contro lo Stato finisce poi per lavorarci, mi soffermo sui primi: i professori universitari. Del resto, il monopolio della sinistra nelle Università seminato a partire dal ’68, ha permesso anche questo. E così ci ritroviamo dietro una cattedra ex terroristi e anarchici a dare lezioni al prossimo, come se stessero in un centro sociale qualsiasi. Magari anche a quanti non la pensano come loro ma per obblighi universitari devono sorbirsi le loro lezioni. Ultimo caso quello di Francesco Caruso, diventato noto ai più durante i fattacci del G8 di Genova ed eletto anche deputato nelle fila di Rifondazione comunista. Ma ci sono anche altri.

lunedì 23 febbraio 2015

ISIS: COSA SIGNICIFICA, COME E’ NATO E COME SI E’ SVILUPPATO IL NEMICO CREATO DALLA STESSA AMERICA

ACRONIMO DI Stato Islamico dell'Iraq e della Siria, HA UNA STORIA AMBIGUA E INTRECCIATA AGLI OCCIDENTALI

Gli occidentali in Medio Oriente stanno facendo da un trentennio a questa parte il bello e, soprattutto, il cattivo tempo. Creano e disfano di continuo relazioni con dittatori e gruppi armati locali, a seconda della propria convenienza e dei propri interessi. Armano e appoggiano personaggi e gruppi locali per poi farci la guerra quando non servono più. La lista è ormai diventata troppo lunga e imbarazzante: Saddam Hussein, i Mujahadeen, Bin Laden, Gheddafi, ora l’Isis. Lasciando così una scia di caos e sangue che si è estesa a macchia d’olio e che sembra incontrollabile. Iraq, Libia e un pezzo di Siria sono così finiti nelle mani degli jihadisti, mentre noi italiani dobbiamo sobbarcarci migliaia di disperati che giungono sulle nostre coste. Soprattutto con la caduta di Gheddafi, voluta da Sarkozy per recuperare consensi, ci abbiamo perso molto: oltre al succitato esodo di immigrati, abbiamo anche perso importanti accordi commerciali con tante imprese che lavoravano in Libia costrette a rientrare; ma anche l’11% di approvvigionamento di gas, costringendoci a una maggiore dipendenza dalla Russia di Putin. E l’Isis è nata proprio da questi continui errori, espandendosi trovando terreno fertile dalla destabilizzazione politica che abbiamo creato in quei territori.

lunedì 19 gennaio 2015

GRETA E VANESSA IN SIRIA NON ERANO SEMPLICI PACIFISTE, SPUNTANO INTERCETTAZIONI SCOMODE

IL FATTO QUOTIDIANO RIPORTA INTERCETTAZIONI DEL ROS CHE EVIDENZIANO COME LE DUE NON FOSSERO COOPERANTI NEUTRALI MA AIUTASSERO IL GRUPPO ANTI-ASSAD Free Syrian Army, TRA LE QUALI FIGURANO ANCHE CELLULE DI AL QAEDA

e’ stato pagato un riscatto? E se sì, è stato giusto pagarlo? Nell’acceso dibattito che sta dividendo l’Italia, relativo al rilascio delle due ragazze lombarde Greta Ramelli e Vanessa Marzullo - le due cooperanti rapite il 31 luglio scorso in Siria dove erano arrivate con la loro ong Horryaty e liberate il 15 gennaio – si introduce un nuovo elemento che forse darà ancor più ragione a chi era già scettico sul presunto pagamento di un riscatto. I carabinieri del Ros sono in possesso di intercettazioni dalle quali emerge con chiarezza come le due ventenni non ambissero al ruolo di crocerossine neutrali, ma piuttosto a quello di militanti schierate e convinte. In particolare, a supporto del gruppo jihadista Free syrian army, un gruppo di ribelli che combatte contro il dittatore Assad. Nel quale militerebbero anche cellule di Al Qaeda. A riportare per primo la notizia Il Fatto quotidiano. Quanto al riscatto, si parla di dieci milioni di dollari. Un bel gruzzoletto per potenziali futuri attentati.

martedì 13 gennaio 2015

DOMENICA A PARIGI IL CORTEO DELL’IPOCRISIA: 40 LEADER PER 200 METRI CONTRO IL TERRORISMO CHE ESSI STESSI FOMENTANO

LA MARCIA IN SOLIDARIETA’ PER QUANTO SUCCESSO A CHARLIE HEBDO. MA QUASI TUTTI HANNO SCHELETRI NELL’ARMADIO

La Francia cerca ancora di riprendersi da quanto accaduto nei giorni scorsi al giornale satirico Charlie Hebdo. Commenti solidali, critici o complottisti si sono sprecati in questi giorni, con alcuni politici italiani che si sono riscoperti difensori della satira dimenticando di averla duramente attaccata in casa propria. Noi italiani, oltre alla satira, siamo allergici proprio all’informazione; non a caso il nostro Paese risulta al 46mo per quanto concerne la libertà di stampa. Ma l’ipocrisia e la retorica si è sprecata pure in campo internazionale, con la clamorosa marcia di domenica pomeriggio che ha visto una quarantina di leader politici mondiali sfilare in marcia per circa duecento metri partendo da Place de la Repubblique. C’erano tutti, o quasi. Ognuno con i propri scheletri nell’armadio. Giunti in un autobus dai vetri scuri, perchè, essendo molto democratici e amati dal popolo, è meglio non farsi vedere.

sabato 10 gennaio 2015

GASPARRI E CO. SI SCOPRONO DIFENSORI DELLA SATIRA, MA AL GOVERNO ERANO I PRIMI A CENSURARLA

NELL’EDITORIALE DELL’ULTIMA PUNTATA DI SERVIZIO PUBBLICO, MARCO TRAVAGLIO RICORDA I TANTI CASI DI CENSURA, SOPRATTUTTO DEL CENTRODESTRA

Parigi sta vivendo dei giorni terribili con il caso Charlie Hebdo. In Italia si sprecano commenti e punti di vista sull’accaduto e tutti si scoprono sostenitori della satira e della libertà d’espressione. Anche chi, quando era al Governo, fu il primo a tacciare chi faceva satira, ma anche quanti facevano semplicemente informazione. Gente come Gasparri ad esempio, dal 2001 al 2006 Ministro delle Comunicazioni, il quale in una puntata di Quelli che il calcio addirittura telefonò in studio per indignarsi su una battuta di Gene Gnocchi. Nella puntata di Servizio Pubblico andata in onda lo scorso giovedì, Marco Travaglio ha ricordato i vari casi di censura e querele contro satirici e vignettisti. Quasi tutti riguardanti esponenti di centro-destra, anche se non manca la querela di D’Alema al vignettista Forattini o il recente caso di alcuni parlamentari del Pd contro il recente docufilm della Guzzanti. Non dimentichiamo poi i vari tentativi “bipartisan” di restringere la libertà dei blog.