I RESTI DEL TEMPIO SONO PROSSIMI AL MAR JONIO, SENZA ALCUNA
PROTEZIONE E MANUTENZIONE
Calabria, Regione dimenticata, al pari della vicina
Basilicata
e del
Molise;
territori dei quali ci si ricorda solo quando si vota e poi, una volta presi i
consensi e giunti a Roma o a Bruxelles, ci si ritorna solo per ritrovare
parenti e amici in occasione delle festività. E poco altro fanno i politici che
occupano gli scranni degli enti locali, malgrado in quei territori ci vivano
ogni giorno. Del resto, se in Calabria i magnifici Bronzi di Riace sono
trattati
in
questo modo, non si può sperare di meglio. Eppure, utilizzando quello che
ormai è diventato uno slogan svuotato, questa splendida punta dello stivale
“potrebbe vivere di turismo”. Bagnata quasi interamente dal mare com’è e avendo
anche l’Aspromonte da sfruttare per il turismo invernale. E invece niente.
L’ultima vergogna ci viene raccontata da Nino Spirlì
sul
suo Blog, e riguarda il Tempio di Kaulon: resti archeologici millenari
minacciati dalle mareggiate del vicinissimo Jonio e per cui nessuno fa niente.
Eppure i soldi ci sarebbero e peraltro nel Governo Renzi c’è un Ministro che
viene proprio dal Comune in cui essi giacciono, Monasterace: Maria Carmela Lanzetta,
che si occupa proprio di Affari regionali (figura
ben
descritta sempre da Spirlì) . Già perché oltre alla bella
Boschi
e alla
Madia,
chiacchierata per raccomandazioni e gelati, c’è anche qualche altro ministro
femmina. Ma torniamo al povero Tempio.