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sabato 10 gennaio 2015

GASPARRI E CO. SI SCOPRONO DIFENSORI DELLA SATIRA, MA AL GOVERNO ERANO I PRIMI A CENSURARLA

NELL’EDITORIALE DELL’ULTIMA PUNTATA DI SERVIZIO PUBBLICO, MARCO TRAVAGLIO RICORDA I TANTI CASI DI CENSURA, SOPRATTUTTO DEL CENTRODESTRA

Parigi sta vivendo dei giorni terribili con il caso Charlie Hebdo. In Italia si sprecano commenti e punti di vista sull’accaduto e tutti si scoprono sostenitori della satira e della libertà d’espressione. Anche chi, quando era al Governo, fu il primo a tacciare chi faceva satira, ma anche quanti facevano semplicemente informazione. Gente come Gasparri ad esempio, dal 2001 al 2006 Ministro delle Comunicazioni, il quale in una puntata di Quelli che il calcio addirittura telefonò in studio per indignarsi su una battuta di Gene Gnocchi. Nella puntata di Servizio Pubblico andata in onda lo scorso giovedì, Marco Travaglio ha ricordato i vari casi di censura e querele contro satirici e vignettisti. Quasi tutti riguardanti esponenti di centro-destra, anche se non manca la querela di D’Alema al vignettista Forattini o il recente caso di alcuni parlamentari del Pd contro il recente docufilm della Guzzanti. Non dimentichiamo poi i vari tentativi “bipartisan” di restringere la libertà dei blog.

venerdì 24 ottobre 2014

MARCO TRAVAGLIO PORTA JELLA AGLI EX PM IN POLITICA: PRIMA DI PIETRO, POI INGROIA, ORA DE MAGISTRIS

IL GIORNALISTA HA SOSTENUTO CON I SUOI ARTICOLI LE LORO DISCESE IN POLITICA, MA SONO FINITE TUTTE MALE

Con il suo atteggiamento da professorino poco abituato al dibattito ma più propenso a leggere il suo editoriale come un’omelia, Marco Travaglio ha finito per litigare con il suo storico compagno di viaggio (televisivo) Michele Santoro. Colui che lo ha portato in tv, rendendolo un popolarissimo giornalista amato da tanti, soprattutto per la sua capacità di scrivere disamine politiche e giudiziarie attente e precise, ma anche ironiche e taglienti. Odiato dalla destra e apprezzato dalla sinistra, almeno fin quando al Governo c’era Berlusconi, nella puntata di Annozero di giovedì scorso Travaglio ha lasciato gli studi, stizzito dal fatto che l’amico Michele non gli abbia concesso di replicare ad alcune frasi del Governatore ligure Burlando. Ponendosi così alla stregua di un Mastella o di un Berlusconi (personaggi da lui spesso attaccati negli articoli). E non è la prima volta che i due tribuni televisivi finiscono per scontrarsi. Del resto, finché Travaglio leggeva il suo articolo, si prendeva gli applausi e si rimetteva nell’angolino, tutto andava bene. Ma a parte queste diatribe televisive che lasciano il tempo che trovano, in questa sede si vuole sottolineare la capacità del delfino di Indro Montanelli di portare jella agli ex Pm che decidono di fare politica, “benedicendoli” coi proprio articoli. E’ successo con Di Pietro, poi con Ingroia e ora con de Magistris.