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martedì 8 marzo 2016

Lupi per Agnelli: Repubblica inghiotte La Stampa e IlSecoloXIX

DOPO IL CASO MONDAZZOLI, L'EDITORIA ITALIANA VEDE UN ALTRO ACCORPAMENTO

Chissà come avrebbe definito questa operazione Umberto Eco, dopo aver coniato il termine Mondazzoli per la fusione di Mondadori (che a sua volta già comprende Einaudi) con Rizzoli, che pone di fatto sotto il controllo berlusconiano una fetta molto consistente (diciamo pure egemonica) del mercato di libri e riviste. Il Gruppo editoriale l'Espresso e la Itedi hanno siglato molto velocemente un accordo che vale il 20% del mercato italiano della carta stampata e una buona fetta dell'informazione online, ponendo Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX sotto un'unica proprietà. Ed ecco che così, a distanza di oltre trent'anni, a contendersi il mercato dell'editoria italiana sono sempre e ancora loro: Berlusconi e De Benedetti. Soliti giganti in un sistema che non si è mai realmente aperto al libero mercato e al merito, e dove chi ha coraggio e competenze viene quasi sempre schiacciato dal Paperone ammanigliato di turno. Un mercato che ha visto interessata storicamente anche la famiglia Agnelli, ma sempre con poca convinzione. Ed ora meno che mai, per la voglia di fuga da investimenti italiani che ha.

giovedì 19 novembre 2015

Addio a Mario Cervi, giornalista coerente fino alla fine

CRESCIUTO PROFESSIONALMENTE NEL CORRIERE DELLA SERA, SEGUI' MONTANELLI FONDANDO IL GIORNALE PRIMA E LA VOCE POI IN DISSENSO CON BERLUSCONI

Il sempre più mediocre e asservito giornalismo italiano perde un altro pezzo. Importante, irripetibile. Martedì si è spento a Milano, all'età di 94 anni, Mario Cervi. Giornalista liberale e coerente con le proprie idee fino alla fine. Non proprio come un Augias, un Luca Telese, un Giuliano Ferrara o un Polito per intenderci. I quali, come tanti altri, scrivono più con la tasca che con la mente e il cuore.

martedì 18 febbraio 2014

LA BATTAGLIA A COLPI DI INSULTI TRA ELKANN E DELLA VALLE PER ACCAPARRARSI IL CORRIERE DELLA SERA

La Fiat ormai è azionista di maggioranza del gruppo e questo non va giù a AL PROPRIETARIO DI Tod's. IL CDA DEL GIORNALE E’ SPACCATO

Il Corriere della sera è da sempre considerato il giornale “dei padroni”, conservatore e filo-governativo. Non a caso le grandi famiglie imprenditoriali italiane hanno sempre cercato di metterci su le proprie grinfie, sebbene anche la situazione finanziaria del gruppo editoriale RCS non se la passi bene. Non a caso di recente è stata avviata una ristrutturazione dei vari rami aziendali, mettendo in discussione perfino la storia sede del giornale in Via Solferino. Nello stesso Consiglio di amministrazione è in atto una guerra interna, palesata dall’astio tra il Presidente della FIAT, John Elkann, e il proprietario di Tod’s Diego Della Valle, i quali nelle ultime settimane se le stanno dicendo di tutti i colori.

sabato 9 novembre 2013

DALL’UNITA’ AL CORRIERE DELLA SERA: LA MORTE DEMOCRISTIANA DI ANTONIO POLITO

HA ESORDITO NELL’ORGANO DEL PCI, DOVE MILITAVA NELLA CORRENTE MIGLIORISTA E MAOISTA. POI IL PASSAGGIO A REPUBBLICA E LA FONDAZIONE DE IL RIFORMISTA. E’ STATO ANCHE SENATORE NELLE FILA DELLA MARGHERITA

L’attività giornalistica di un individuo può essere considerata lo specchio dell’evoluzione (o involuzione) delle sue idee politiche. Come Telese che dal Manifesto è finito a lavorare per Mediaset, così anche un altro ex comunista, Antonio Polito, si è lentamente spostato al centro. Certo, rispetto al primo lui ha sempre fatto parte della corrente “migliorista” del Pci, quella che per intenderci era meno intransigente e più incline al compromesso e all’inciucio, e non è passato come altri (per ora) a lavorare per le aziende di proprietà di colui che ritiene il comunismo il male assoluto. Diciamo che Polito è opportunamente “morto democristiano”, come buona parte di quelli di destra e sinistra della sua generazione.