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domenica 19 aprile 2015

James Pallotta isolato nella guerra agli ultras: 11 club di Serie A tacciono, ecco quali

COME GIA’ SUCCESSO NELL’ELEZIONE DI TAVECCHIO, LA SERIE A SI MOSTRA FERMA AL CAMBIAMENTO

Il calcio italiano non cambierà mai, perché non c’è volontà da parte dei club di cambiarlo. Le storiche grandi – Juventus, Milan e Inter - si mantengono da sempre su posizioni conservatrici; Zamparini fa il gallo stridente solo in Tv ma quando si tratta di votare si mostra sempre zelante con le grandi. Come lo stesso Aurelio De Laurentiis Patron del Napoli, filosofo a tempo perso, e il “cane che abbia ma non morde” Preziosi, del Genoa. Sorvolando, per ora, sul pagliaccio presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, neofita del calcio, gli unici che si mostrano da sempre anti-sistema sono i Della Valle proprietari della Fiorentina, Claudio Lotito della Lazio (sebbene sia stato proprio quest’ultimo a sostenere la candidatura conservatrice di Tavecchio) e la Roma nelle persone della famiglia Sensi prima e di James Pallotta oggi. Già, perché il Presidente americano, seppur anch’egli neofita del calcio, ha capito in questi pochi anni alla guida del club giallorosso come vanno le cose in Italia. E non ci sta. Non sostenendo Tavecchio prima e ponendosi contro gli ultras oggi. Definendoli fucking idiots dopo gli striscioni contro la madre di Ciro Esposito esibiti allo stadio; invitandoli pure a non entrarci. Un grande coraggio, che però non ha trovato eguale sostegno. Undici club sui restanti 19 di Serie A non hanno sostenuto la sua iniziativa.

martedì 18 febbraio 2014

LA BATTAGLIA A COLPI DI INSULTI TRA ELKANN E DELLA VALLE PER ACCAPARRARSI IL CORRIERE DELLA SERA

La Fiat ormai è azionista di maggioranza del gruppo e questo non va giù a AL PROPRIETARIO DI Tod's. IL CDA DEL GIORNALE E’ SPACCATO

Il Corriere della sera è da sempre considerato il giornale “dei padroni”, conservatore e filo-governativo. Non a caso le grandi famiglie imprenditoriali italiane hanno sempre cercato di metterci su le proprie grinfie, sebbene anche la situazione finanziaria del gruppo editoriale RCS non se la passi bene. Non a caso di recente è stata avviata una ristrutturazione dei vari rami aziendali, mettendo in discussione perfino la storia sede del giornale in Via Solferino. Nello stesso Consiglio di amministrazione è in atto una guerra interna, palesata dall’astio tra il Presidente della FIAT, John Elkann, e il proprietario di Tod’s Diego Della Valle, i quali nelle ultime settimane se le stanno dicendo di tutti i colori.

mercoledì 12 settembre 2012

LA NUOVA UDC SA GIA’ DI VECCHIO



IL PARTITO DI CASINI CONTA ANCORA PERSONAGGI DELLA PRIMA REPUBBLICA

Sono vent’anni che Pierferdinando Casini sogna il ritorno di una nuova Democrazia cristiana. Ma in quel lasso di tempo la sua Udc non è andata oltre il 6%, ottenuto su scala nazionale soprattutto grazie ad alcune regioni del Sud; su tutte Campania e Puglia che regalano al partito belle soddisfazioni, forse anche per i candidati “chiaro/scuri” al suo interno. Casini vorrebbe essere l’ago della bilancia della politica italiana; vorrebbe farsi eternamente corteggiare da destra e sinistra, senza magari scegliere, ma ottenere ugualmente qualche poltrona (come già accade).
Sta tentando di rilanciare il suo partito, riempiendo il suo armadio di scheletri alquanto ingombranti. Su tutti una dozzina di anni passati col Cavaliere, che ha rilanciato lui e altri democristiani dopo gli anni bui di Mani pulite. Ma anche la candidatura e la difesa ad oltranza di un personaggio come Totò Cuffaro, ripudiato solo da qualche anno.
La nuova Udc uscita dal congresso di Chianciano sa’ già di vecchio, con tanti volti in parlamento da un trentennio e passa. Inoltre è dedita all’elemosina, cercando di accattivarsi i professori oggi al Governo.