COME GIA’ SUCCESSO NELL’ELEZIONE DI TAVECCHIO, LA SERIE A SI
MOSTRA FERMA AL CAMBIAMENTO
Il calcio italiano non cambierà mai, perché non c’è volontà
da parte dei club di cambiarlo. Le storiche grandi – Juventus, Milan e Inter -
si mantengono da sempre su posizioni conservatrici; Zamparini fa il gallo
stridente solo in Tv ma quando si tratta di votare si mostra sempre zelante con
le grandi. Come lo stesso Aurelio De Laurentiis Patron del Napoli, filosofo a
tempo perso, e il “cane che abbia ma non morde” Preziosi, del Genoa. Sorvolando,
per ora, sul pagliaccio presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, neofita
del calcio, gli unici che si mostrano da sempre anti-sistema sono i Della Valle
proprietari della Fiorentina, Claudio Lotito della Lazio (sebbene sia stato
proprio quest’ultimo a sostenere la candidatura
conservatrice di Tavecchio) e la Roma nelle persone della famiglia Sensi
prima e di James Pallotta oggi. Già, perché il Presidente americano, seppur
anch’egli neofita del calcio, ha capito in questi pochi anni alla guida del
club giallorosso come vanno le cose in Italia. E non ci sta. Non sostenendo
Tavecchio prima e ponendosi contro gli ultras oggi. Definendoli fucking idiots
dopo gli striscioni contro la madre di Ciro Esposito esibiti allo stadio;
invitandoli pure a non entrarci. Un grande coraggio, che però non ha trovato eguale
sostegno. Undici club sui restanti 19 di Serie A non hanno sostenuto la sua
iniziativa.