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martedì 8 marzo 2016

Lupi per Agnelli: Repubblica inghiotte La Stampa e IlSecoloXIX

DOPO IL CASO MONDAZZOLI, L'EDITORIA ITALIANA VEDE UN ALTRO ACCORPAMENTO

Chissà come avrebbe definito questa operazione Umberto Eco, dopo aver coniato il termine Mondazzoli per la fusione di Mondadori (che a sua volta già comprende Einaudi) con Rizzoli, che pone di fatto sotto il controllo berlusconiano una fetta molto consistente (diciamo pure egemonica) del mercato di libri e riviste. Il Gruppo editoriale l'Espresso e la Itedi hanno siglato molto velocemente un accordo che vale il 20% del mercato italiano della carta stampata e una buona fetta dell'informazione online, ponendo Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX sotto un'unica proprietà. Ed ecco che così, a distanza di oltre trent'anni, a contendersi il mercato dell'editoria italiana sono sempre e ancora loro: Berlusconi e De Benedetti. Soliti giganti in un sistema che non si è mai realmente aperto al libero mercato e al merito, e dove chi ha coraggio e competenze viene quasi sempre schiacciato dal Paperone ammanigliato di turno. Un mercato che ha visto interessata storicamente anche la famiglia Agnelli, ma sempre con poca convinzione. Ed ora meno che mai, per la voglia di fuga da investimenti italiani che ha.

martedì 10 febbraio 2015

LA PANDA SALVA ANCORA UNA VOLTA LA FIAT: STORIA DI UNA PICCOLA UTILITARIA DI SUCCESSO

ANNULLATA LA CASSA INTEGRAZIONE NELLO STABILIMENTO DI POMIGLIANO D’ARCO PER IL BOOM DI RICHIESTE

Ha 35 anni di vita e tre generazioni alle spalle. Eppure, continua a fare la fortuna della Fiat, al punto che, per il boom di richieste, nello stabilimento storico di Pomigliano d’Arco è stata annullata la cassa integrazione prevista. E si lavorerà perfino il sabato. Parlo della Fiat Panda, uscita per la prima volta nel 1980 da un’intuizione del designer Giorgetto Giugiaro (autore anche di altre auto di successo per diverse case automobilistiche), amatissima dall’Avvocato Gianni Agnelli e oggi utilizzata per gli spostamenti privati del neoeletto Presidente della Repubblica Mattarella. Ne susseguirono altre due versioni, l’ultima nel 2012. E le prime due hanno venduto sei milioni di modelli. E pensare che rischiava di non vedere mai la luce, a causa dei duri scontri tra l’azienda e i sindacati (all’epoca molto più accesi di oggi), al punto che alcuni prototipi furono dati alle fiamme. Ripercorriamone la storia.

giovedì 24 gennaio 2013

DIECI ANNI SENZA GIANNI AGNELLI, L’AVVOCATO CHE FECE GRANDE LA FIAT


AFFRONTO’ CON INTELLIGENZA E LUNGIMIRANZA TUTTE LE SFIDE SOCIALI ED ECONOMICHE DAL DOPOGUERRA AGLI ANNI ‘90

Il 24 gennaio 2003 si spense nella sua casa storica di Torino l’Avvocato Gianni Agnelli, principale azionista ed amministratore al vertice della FIAT, che ebbe in eredità dal nonno Giovanni data la prematura scomparsa del padre. Il suo stile e la sua intelligenza fecero grande la storica azienda automobilistica torinese, ma anche la Juventus.

martedì 28 febbraio 2012

FIAT, DA ORGOGLIO NAZIONALE A VERGOGNA ITALIANA


DALLA CAUSA A CORRADO FORMIGLI ALL’INVITO A STARSENE A CASA RIVOLTO AGLI OPERAI TESSERATI ALLA FIOM, FINO ALL’UNITA’ ABOLITA NELLE SEDI DELLA MAGNETI MARELLI. LA COMPAGNIA DI BANDIERA SI STA RENDENDO PROTAGONISTA DI RIPETUTI ATTEGGIAMENTI INDEGNI

Chissà cosa stanno pensando da lassù quei 9 magnate che nel 1899 fondarono a Torino la FIAT dei sogni globalizzati di Marchionne, dei modelli poco appetibili, delle lettere minatorie agli operai, delle sbandate di Lapo Elkann, dei piagnistei calcistici di Andrea Agnelli, della onerosa causa per diffamazione a un giornalista per un servizio televisivo e chi più ne ha, più ne metta.
La Fiat per quasi un secolo è stata certo coccolata e viziata dalla politica, ma in cambio ha prodotto auto a basso costo accessibili a tutti e ha dato lavoro da Nord a Sud a milioni di operai e impiegati. Uno scambio sociale ed economico che ha retto fino all’avvento del Mondo globalizzato. Ma i tempi sono cambiati e sono ben incarnati dall’attuale Amministratore delegato Sergio Marchionne, il quale sogna un American capitalism anche in casa nostra e non accetta servizi televisivi scomodi o operai troppo chiassosi.