NEL PAESE A EST DI TORINO IL SINDACO PD VUOLE INTRODURRE UN
BUS SOLO PER LORO. MA ALTRE SOLUZIONI PIU’ CIVILI SONO POSSIBILI
Proposta razzista o giusta risposta al problema? L’opinione
pubblica italiana è divisa sulla proposta del Sindaco di Borgaro torinese,
periferia est di Torino, di introdurre un bus solo per i Rom. Motivo? Questi
ultimi sono accusati di compiere atti incivili nei confronti dei passeggeri,
tra minacce, violenze, puzza e danni al mezzo stesso. Il tutto senza ovviamente
pagare il biglietto. Quel “69” che, come tanti altri autobus, trasporta i
residenti a casa, lavoro, scuola o università. Anziani, donne, bambini, adulti.
Tutti prede di quanti credono che vivere in libertà, tra cielo e spazzatura,
significhi anche poter invadere la tranquillità altrui. La proposta però non è
di un Primo cittadino leghista, bensì di un Sindaco Pd e di un Assessore di
Sel; quelli che dovrebbero essere “di sinistra” e, almeno sulla carta, più
propensi all’accoglienza e all’inserimento sociale. Il primo è Claudio Gambino,
il secondo Luigi Spinelli. Certo, prima di fare certi discorsi buonisti, è
giusto anche provare a mettersi nei panni di chi vive in certi contesti; come
accade anche ad un paese non lontano da qui: Pescopagano,
un lembo di terra dove la convivenza tra residenti e neri è complicata. Le
alternative però ci sono, magari meno immediate e facili di un autobus
alternativo solo per Rom, ma anche meno drastiche e che ricordano l’Apartheid
vissuto in America fino agli anni ’60 o in Sudafrica fino agli anni ’90. E
sarebbe giusto tentarle. Esempi validi di convivenza e integrazione ci vengono
da Bari e da Trento.