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venerdì 27 novembre 2015

Gianni De Biasi, da mediocre in Patria a Re d'Albania

L'ALLENATORE TREVIGIANO E' STATO PIU' VOLTE ESONERATO, DIVENTANDO PERO' UN IDOLO COME CT DELLA NAZIONALE ALBANESE

Gianni De Biasi. Chi?! In Italia tanti risponderebbero così sentendo pronunciare il suo nome. Ma in Albania no, lo riconoscerebbero subito, dipingendolo come un eroe. Sportivo, certo, ma forse non solo. D'altronde, il paese delle aquile vive anni difficili da un po’ – sebbene sia in netta ripresa da alcuni anni - e nel calcio può trovare un suo riscatto. Proprio quello che gli ha offerto l'allenatore trevigiano (nato a Sarmede, provincia di Treviso).

mercoledì 14 ottobre 2015

Con l'aggiunta di Roma le prossime amministrative diventano test politico fondamentale: le principali città dove si voterà

DOVREBBERO SVOLGERSI IL PROSSIMO MESE DI MAGGIO

E alla fine: tanto tuonò che piovve. Ignazio Marino si è dimesso da Sindaco di Roma. Un atto responsabile ma anche divenuto necessario, visto che aveva tutti contro. Partito democratico in primis.
Il chirurgo, ex Radicale, non ha rubato, non è un corrotto o un corruttore. Almeno fino a prova contraria. Tuttavia, ha commesso troppe gaffe, anche banali. Tra una Panda parcheggiata più volte in una Ztl, troppi viaggi all'estero, qualche uscita fuori luogo, troppe cene, scarso carisma e assenza di autoritarismo. Per una città dove lobby e poteri forti imperversano, e avere il pugno di ferro è condizione necessaria. Marino aveva avviato una discreta 'pulizia' nel Campidoglio e un maggiore controllo dei bilanci. Tutt'al contrario di quanto fatto dal predecessore Gianni Alemanno.
Ora la Capitale sarà commissariata, in attesa delle prossime elezioni che dovrebbero tenersi a maggio assieme alle amministrative già in programma in molte città. Diverse delle quali anche importanti. Tanto che le prossime comunali sono già identificate come un test probante a livello nazionale. Vediamo la situazione città per città.

giovedì 9 luglio 2015

Buche, trasporti, sicurezza? Macché, la priorità dei Comuni è revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini

NEGLI ULTIMI ANNI SONO TANTI I COMUNI CHE HANNO APPROVATO DELIBERE SIMILI, ANCHE IMPORTANTI

Potrebbe essere paragonato a un tormentone estivo o uno di quei giochi assurdi e pericolosi che i ragazzi si inventano sui social invitando i coetanei ad emularli. Purtroppo però non si tratta di cose futili e ludiche, ma di precise delibere amministrative. Per riparare buche? Ridurre il degrado urbano? Tutelare meglio i monumenti? Migliorare la viabilità? Macchè. Togliere la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Si vuole cancellare la storia, si ha paura dei fantasmi. Che in questo caso si manifestano non con una imponente statua, magari posta nella piazza centrale, ma con una scartoffia rinchiusa in qualche archivio e che viene fuori assieme alla polvere cumulata. A sostenere questa iniziativa è l'ANPI, con questo motivo: “La cittadinanza onoraria – ha affermato l’Associazione partigiani – è un grande riconoscimento, conferito a persone che si sono battute con determinazione e coraggio per la libertà, la democrazia e il progresso. Persone che non possono condividere tale onore con chi ha instaurato un regime dittatoriale ed ha privato i cittadini italiani della libertà”. Tante le città che gliel'hanno revocata, anche importanti. Qualcun'altra invece non ci è riuscita. Vediamo chi gliel'ha tolta e qualche aneddoto dell'epoca.

giovedì 11 giugno 2015

Quando l'ISIS sono gli enti locali: ecco dove un Comune italiano ha autorizzato la realizzazione di un parcheggio

SPESSO LE AMMINISTRAZIONI LOCALI AGISCONO PROPRIO COME L'ORGANIZZAZIONE ISLAMISTA, CHE DISTRUGGE MONUMENTI IN IRAQ E SIRIA

Noi italiani siamo capaci di indignarci, giustamente, di fronte alle scene che vedono gli islamisti dell'ISIS distruggere monumenti e reperti archeologici millenari in quel di Iraq e Siria. Anche se ci sono sospetti che in più occasioni si tratti di falsi (riproduzioni in gesso) e che quelli originali siano venduti al mercato nero. Ma tant'è, il danno è paritetico. Eppure, dovremmo indignarci ugualmente quando le risorse culturali sono distrutte dal nostro Stato stesso, attraverso opere edilizie discutibili o vergognosa incuria. Ci da' un nuovo esempio del primo caso il Comune di Torino, che ha dato l'autorizzazione a costruire un parcheggio sotterraneo nei pressi della Cittadella, nota a tutti gli studenti italiani per l'episodio eroico di Pietro Micca (si fece saltare in aria che le truppe francesi penetrassero nella Cittadella passando per i sotterranei). A sottolineare la gravità dell'opera è l'associazione Gioventura Piemonteisa.

martedì 28 ottobre 2014

COME EVITARE DI ARRIVARE AL DOPPIO BUS DI BORGARO PER I ROM: GLI ESEMPI DI CONVIVENZA A BARI E TRENTO

NEL PAESE A EST DI TORINO IL SINDACO PD VUOLE INTRODURRE UN BUS SOLO PER LORO. MA ALTRE SOLUZIONI PIU’ CIVILI SONO POSSIBILI

Proposta razzista o giusta risposta al problema? L’opinione pubblica italiana è divisa sulla proposta del Sindaco di Borgaro torinese, periferia est di Torino, di introdurre un bus solo per i Rom. Motivo? Questi ultimi sono accusati di compiere atti incivili nei confronti dei passeggeri, tra minacce, violenze, puzza e danni al mezzo stesso. Il tutto senza ovviamente pagare il biglietto. Quel “69” che, come tanti altri autobus, trasporta i residenti a casa, lavoro, scuola o università. Anziani, donne, bambini, adulti. Tutti prede di quanti credono che vivere in libertà, tra cielo e spazzatura, significhi anche poter invadere la tranquillità altrui. La proposta però non è di un Primo cittadino leghista, bensì di un Sindaco Pd e di un Assessore di Sel; quelli che dovrebbero essere “di sinistra” e, almeno sulla carta, più propensi all’accoglienza e all’inserimento sociale. Il primo è Claudio Gambino, il secondo Luigi Spinelli. Certo, prima di fare certi discorsi buonisti, è giusto anche provare a mettersi nei panni di chi vive in certi contesti; come accade anche ad un paese non lontano da qui: Pescopagano, un lembo di terra dove la convivenza tra residenti e neri è complicata. Le alternative però ci sono, magari meno immediate e facili di un autobus alternativo solo per Rom, ma anche meno drastiche e che ricordano l’Apartheid vissuto in America fino agli anni ’60 o in Sudafrica fino agli anni ’90. E sarebbe giusto tentarle. Esempi validi di convivenza e integrazione ci vengono da Bari e da Trento.

venerdì 12 settembre 2014

ENNESIMO SMACCO AI MERIDIONALI: ALITALIA CANCELLA TUTTI I VOLI DA TORINO VERSO SUD

UNICO RIMASTO ATTIVO QUELLO PER NAPOLI, UN SOLO VOLO AL GIORNO

Dopo le Ferrovie dello Stato, anche Alitalia cancella il Sud dalle proprie priorità: la compagnia di bandiera, o quello che ne rimane, ha infatti annunciato il taglio a partire dal 1 ottobre delle rotte da Torino Caselle verso Alghero, Bari, Catania, Lamezia, Reggio Calabria e Palermo. Rimarranno un volo al giorno per Napoli e gli attuali collegamenti per Roma e Tirana. La compagnia giustifica la scelta con l’esigenza di risparmiare e parla di «rotte economicamente poco sostenibili». Ma l’aeroporto di Torino, annuncia in una nota la Sagat, società che gestisce lo scalo di Caselle, è al lavoro per garantire i collegamenti con il Sud. Non mancano critiche da più parti.

lunedì 9 giugno 2014

IL PIEMONTE SI AFFIDA A SERGIO CHIAMPARINO: L’UOMO PER TUTTE LE STAGIONI SCAMPATO ALLA ROTTAMAZIONE

NEL PCI DAL 1975, CON TRASCORSI DA SEGRETARIO NELLA CGIL. SINDACO AMATO DI TORINO, HA COLLEZIONATO DIVERSE POLTRONE

Con il 47% dei voti, Sergio Chiamparino ha ottenuto la sua ennesima poltrona: quella di Governatore del Piemonte. Ha battuto il candidato del centrodestra Sergio Picchetto, fermatosi al 22% dei voti. Un risultato che in fondo non sorprende troppo, visto che “il Chiampa” è stato Sindaco di Torino per dieci anni e nei sondaggi sugli indici di gradimento dei Primi cittadini ha sempre superato il 70%. Renzi si è affidato a lui per rimpinguare l’exploit del Pd alle recenti amministrative, sebbene abbia 65 anni e sia in politica dal 1975 (nelle fila del Pci). Segno questo che forse l’ex Sindaco di Firenze “rottami” solo chi gli si mette di traverso. Chiamparino ha cavalcato varie correnti e collezionato diverse poltrone: è stato dalemiano, poi veltroniano, poi franceschiniano, infine, appunto, renziano. Ma ha anche indebitato il capoluogo piemontese.