lunedì 4 marzo 2013

VATICANO FUORI DAL PARLAMENTO PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA


GRAZIE ALLA DC E AI SUOI PARTITI DISCENDENTI, LA CHIESA AVEVA SEMPRE CONTATO IN QUALCUNO CHE NE DIFENDESSE LE ISTANZE. ORA LA PRESENZA E’ MARGINALE

Il Parlamento che si formerà per effetto del voto è profondamente rinnovato. L’età media alla Camera è di 45 anni, mentre al Senato di poco più di 50 anni. Ci sarà anche una donna su tre. Il merito va soprattutto al Movimento cinque stelle e alle sue liste innovative, e alla spinta rinnovatrice cui ha costretto gli altri partiti. Oltre a ciò, il nuovo Parlamento avrà come grande novità la scarsa influenza del Vaticano, visto che i partiti centristi e moderati hanno pochissimi seggi. Già lontani sembrano i tempi di quando al Governo c’è stata per quasi cinquant’anni la Democrazia cristiana, e poi i partiti cattolici nati dalla sua frattura. Certo, ancora presente è l’influenza della morale cattolica nel Pd e Pdl, ma ormai è marginale.

UDC SOLO 8 SEGGI ALLA CAMERA – La nipote della Dc, l’Udc di Casini, sarà presente alla Camera solo con 8 seggi, per effetto del suo misero 1,8%. Al Senato invece, avendo presentato un simbolo unico con Monti e Fini, i Senatori sono 18, ma nessuno della propria lista. Non vedremo più gente come Cesa, la Binetti, Buttiglione, mentre si è salvato il capolista Pierferdinando Casini. Salvo invece un moralizzatore cattolico doc come Carlo Giovanardi, passato al Pdl da tempo e giunto così a 21 anni in Parlamento e sette legislature.

Possiamo dunque sperare in un Parlamento finalmente davvero laico.

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