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giovedì 14 gennaio 2016

Europa sotto attacco e difficilmente ce la farà

IL POPOLO EUROPEO STA INVECCHIANDO, I SUOI MODELLI ECONOMICI SONO CROLLATI E ORA VIENE INVASO DA QUEL MONDO CHE HA SEMPRE SOTTOMESSO

Dopo secoli passati all'attacco, a conquistare il Mondo ed imporre le proprie idee, l'Europa è oggi sott'attacco. Proprio da parte di quei tre/quarti del Globo che, con superbia e relativismo culturale, ha sempre ritenuto Terzo o perfino Quarto mondo. O, al massimo, ''in via di sviluppo''.

domenica 8 novembre 2015

Statua di Lenin trasformata in quella di Darth Fener di Star Wars: la brutta fine del comunismo

ACCADE IN UCRAINA, NELLA REGIONE DI OSSEA. NELLO STATO EX SOVIETICO E' STATA APPROVATA UNA LEGGE CHE VIETA OGNI SIMBOLISMO RIEVOCANTE IL COMUNISMO

'Qualcuno era comunista' titolava una canzone del grande Giorgio Gaber. Una malinconica e nostalgica presa di posizione nei confronti di quanti un tempo si professavano tali ma con il crollo del muro di Berlino hanno rinnegato quell'appartenenza.

martedì 29 settembre 2015

Da comunista punk ad asceta di destra: il voltafaccia di Giovanni Lindo Ferretti

EX LEADER DEI Cccp, Csi e Per Grazia Ricevuta, E' STATO UN ANTESIGNANO DEL PUNK IN ITALIA E UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER TANTI GIOVANI DI SINISTRA. DA ANNI PERO' HA CAMBIATO SPONDA POLITICA

Non ho mai seguito particolarmente le opere di Giovanni Lindo Ferretti. Pertanto, posso solo provare ad immaginare cosa pensino oggi di lui i tanti giovani di sinistra che ne hanno seguito il pensiero prima ancora che la musica. Frontman dei Ccp fedeli alla linea prima, e degli CSI e PGR poi, Ferretti è stato un antesignano del punk in Italia; nonché tra i massimi esponenti nel nostro Paese della New wave, della Musica elettronica, del Folk e della World music.
I suoi album hanno sempre avuto come matrice l'ideologia comunista, ma da una decina di anni Ferretti si è avvicinato a posizioni politiche diametralmente opposte, vicine al centrodestra. Rientrando così nella numerosa lista di quanti, crollato il muro di Berlino e scioltosi il Pci, hanno iniziato ad avere graduali posizioni revisioniste. Come se tante storture della messa in pratica del pensiero comunista prima di quel momento non le si conoscessero. O forse, semplicemente, non le si voleva vedere.
Occorre comunque aggiungere anche che, come ha rivelato in un'intervista a Otto e mezzo del 2006, proviene da una famiglia cattolica e fascista.
Ultima tappa di questo suo revisionismo radicale e spiazzante agli occhi di quanti lo hanno amato seguito e perfino ritenuto un modello, è stata la partecipazione come relatore alla convention estiva Atreju organizzata dai ragazzi della destra sociale. Un momento peraltro patetico e retorico, dato che quest'ultima nei fatti non esiste più da tempo e che per quanto i giovani di destra si riuniscano in manifestazioni - sincere o di facciata che siano – alla fine a decidere è sempre il vecchio leader.

mercoledì 25 luglio 2012

I DITTATORI SANGUINARI NOMINATI CAVALIERI DI GRAN CROCE DALL’ITALIA


ASSAD E’ SOLO L’ULTIMO CASO

Nei giorni scorsi alcuni parlamentari hanno evidenziato come il dittatore siriano Bashar al-Assad, che sta massacrando da oltre un anno e mezzo il suo popolo, sia stato insignito nel 2010 Cavaliere di Gran croce; perfino di Gran cordone, il massimo riconoscimento. Riconoscimento che comunque gli sarà giustamente revocato.
Ma non è la prima volta che un dittatore sanguinario riceve tale riconoscimento. Al punto che forse, al posto di Cavaliere sarebbe meglio mettere Dittatore. Ecco gli altri discutibili casi.

venerdì 18 maggio 2012

LA CINA VUOLE UCCIDERE IL DALAI LAMA


A LANCIARE L’ALLARME LO STESSO LEADER RELIGIOSO TIBETANO, IN UN’INTERVISTA AL SUNDAY TELEGRAPH

La Cina vuole uccidere il Dalai Lama. No, non è il falso scooppettone che lancio’ qualche tempo fa Il fatto quotidiano su un presunto attentato ai danni del Papa. Certo, il regime capitalista finto-comunista un pensierino lo ha fatto piu’ di una volta in questo mezzo secolo di assoggettamento del Tibet, ma a quanto pare ora a dirlo è lo stesso leader spirituale buddista, in un’intervista al Sunday Telegraph, versione domenicale dello storico quotidiano britannico. Il Dalai Lama è stato nel Regno Unito, davanti a 2000 ospiti nella Cattedrale di St. Paul, per ricevere il rinomato premio Templeton, una sorta di Nobel delle questioni spirituali, dotato in 1,1 milioni di sterline (circa 1,4 milioni di euro) e che il 76enne ha annunciato di voler devolvere.