DIVENTANDO Città
metropolitana, l’ente di area assorbe l’ex provincia e ne eredita anche il debito: 94 milioni di euro
Oltre a Roma, alle prese con scandali giudiziari, degrado,
violenza, ma che nonostante ciò vorrebbe pure organizzare le Olimpiadi del
2014, anche Milano non se la passa molto bene. E per gli stessi problemi. Se in
comune con la Capitale ha degrado (in primis la Stazione centrale, che appare
sempre più un Lazzaretto a cielo aperto), violenza (il machete e le aggressioni
ai dipendenti dei trasporti pubblici sembrano ormai andare di moda) e scandali
giudiziari (di cui quelli relativi ad Expo sono i più eclatanti), ha pure guai
finanziari. E anche pesanti. E li deve alla conversione delle Province in Città
Metropolitane.

Il motto dell’Expo, infatti, è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, e include tutte le problematiche che riguardano l’alimentazione: dalla mancanza di cibo per alcune zone del mondo, al tema dell’educazione alimentare, per arrivare fino alle tecnologie legate agli OGM.
1,5 milioni di euro, arredi e pc sono costati 500mila euro e un altro paio di milioni di euro sono stati spesi in consulenze, promozione e marketing. Per non parlare dei costi di gestione della società (Expo 2015 è infatti una S.p.a.), che contava 99 dipendenti alla fine del 2009 (e un super stipendio di 450.000 euro all’ex manager Lucio Stanca, poi dimessosi dall’incarico), dislocati in 3 palazzine in affitto che costano 400mila euro l’anno, nonostante il Comune di Milano avesse messo gratuitamente a disposizione Palazzo Reale.