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giovedì 2 luglio 2015

Se Roma piange Milano non ride: rischia il fallimento

DIVENTANDO Città metropolitana, l’ente di area assorbe l’ex provincia e ne eredita anche il  debito: 94 milioni di euro

Oltre a Roma, alle prese con scandali giudiziari, degrado, violenza, ma che nonostante ciò vorrebbe pure organizzare le Olimpiadi del 2014, anche Milano non se la passa molto bene. E per gli stessi problemi. Se in comune con la Capitale ha degrado (in primis la Stazione centrale, che appare sempre più un Lazzaretto a cielo aperto), violenza (il machete e le aggressioni ai dipendenti dei trasporti pubblici sembrano ormai andare di moda) e scandali giudiziari (di cui quelli relativi ad Expo sono i più eclatanti), ha pure guai finanziari. E anche pesanti. E li deve alla conversione delle Province in Città Metropolitane.

mercoledì 1 aprile 2015

Il regalo per Pasqua di Pisapia ai milanesi: non si ricandiderà nel 2016. Tutti i disastri dalla A alla Z

IL SINDACO IN CARICA HA SPIAZZATO TUTTI, AFFERMANDO CHE NON SI TRATTA DI STANCHEZZA

Era uno dei simboli della rivoluzione arancione del 2011, assieme a Luigi de Magistris a Napoli e Massimo Zedda a Cagliari. Aveva vinto le primarie del centrosinistra, in quota Sel, battendo Tito Boeri, oggi Presidente Inps. Parliamo di Giuliano Pisapia, che doveva dare un volto nuovo e diverso a Milano, dopo i vent’anni di governo di centrodestra. Ma ha già deciso di non ricandidarsi. Forse ha il sentore di non aver fatto quello che si era prefissato di fare, di non avere più quella fiducia elettorale che sentiva quattro anni fa. In effetti, rispetto ad allora, lo scenario politico è totalmente cambiato: il suo partito di riferimento, Sel, è al minimo storico da quando è in vita; soffia il vento renziano che potrebbe travolgere anche Milano; il Movimento cinque stelle ha cifre elettorali ben diverse da allora; la Lega è tornata a galoppare grazie a Matteo Salvini. Meglio dunque farsi da parte, anche perché il bilancio di questo quadriennio non è proprio dei migliori. Vediamo tutti i fallimenti dalla A alla Z.

lunedì 30 marzo 2015

Elezioni Sindaco di Milano: possibile scontro tra Di Pietro e Berlusconi

E ora, proprio in quella Milano non più da bere ma ancora punto importante di inchieste ed intrighi potrebbero sfidarsi per la poltrona di Sindaco. Scranno sul quale oggi siede Giuliano Pisapia, il quale però qualche giorno fa ha già detto di non volersi ricandidare. Parliamo di Antonio Di Pietro e Silvio Berlusconi, i quali darebbero certo vita a una campagna elettorale esplosiva.

mercoledì 25 settembre 2013

PISAPIA FA UNA COSA DI SINISTRA: TOGLIE I FONDI ALLE SCUOLE PRIVATE

PER UNA CIFRA PARI A 1,2 MILIONI DI EURO. APPLAUSO DI CGIL E GENITORI

La Giunta comunale di Milano guidata da Giuliano Pisapia ha sottratto un milione e duecentomila euro di finanziamenti pubblici alle scuole paritarie del capoluogo lombardo gestite dalla Chiesa. Una mossa resa necessaria dalla crisi, ma anche dal buon senso: una scuola privata NON deve ricevere fondi pubblici. La Curia ovviamente non l’ha presa bene.

martedì 20 agosto 2013

PISAPIA E MARINO, SINDACI DI SINISTRA CHE SGOMBERANO I CENTRI SOCIALI

IL PRIMO NE HA RIMOSSI 3 NEGLI ULTIMI 3 MESI, IL SECONDO NE HA SMANTELLATO GIA’ UNO A 3 MESI DALL’INSEDIAMENTO

In Italia ci sono tanti locali abbandonati a se stessi da anni e presi in gestione (sotto il termine poco amichevole di occupazione) da giovani che li utilizzano come luoghi di aggregazione per svolgere attività politiche e culturali. E proprio in quel momento che i Sindaci si accorgono di queste sedi abbandonate e fatiscenti, ordinando lo sgombero dei centri sociali costituitisi, con tanto di cariche della polizia. E se pensate che a farlo siano (solo) sindaci autoritari e intolleranti, vi state sbagliando. Sono anche quelli che prendono voti dalla sinistra moderata, parlano di ravvivare le città e di voler intraprendere tante iniziative culturali e sociali. Esempi eloquenti, perché sono Primi cittadini di due città molto importanti – Milano e Roma –Giuliano Pisapia e Ignazio Marino.

mercoledì 16 maggio 2012

MASSIMO ZEDDA, QUEL GIOVANE SINDACO CHE DICE E FA QUALCOSA DI SINISTRA


SINDACO PIU’ GIOVANE DI UN CAPOLUOGO DI PROVINCIA, CAGLIARI, STA ATTUANDO UN PROGRAMMA IN FAVORE DEI MENO ABBIENTI 

Lo hanno definito “il Renzi cagliaritano”, ma in fondo è un’offesa. Lui ha vinto la sua battaglia politica senza passare continuamente per le Tv, senza avvalersi di forti apparati di partito né della collaborazione di ex dipendenti Mediaset. Parlo di Massimo Zedda, il piu’ giovane Sindaco di un Capoluogo di provincia, Cagliari, che a 35 anni ha vinto le elezioni contro ogni pronostico e a un anno dall’insediamento ha gia’ dimostrato il proprio valore.

mercoledì 13 luglio 2011

EXPO 2015, LE PRIME GRANE PER PISAPIA


IL CONSIGLIO COMUNALE VOTA ALL’UNANIMITA’ UN DOCUMENTO ELABORATO DALLA PRECEDENTE GIUNTA. L’ARCHITETTO BOERI (PD) POLEMIZZA ANCHE SU FACEBOOK

Giuliano Pisapia è da circa un mese Sindaco di Milano; un lasso di tempo troppo breve per un primo giudizio sul suo operato, sebbene non manchi già qualche screzio nella coalizione che lo appoggia. Una malattia, quella della divisione, che contraddistingue il centro-sinistra da ormai 15 anni.
L’oggetto della disputa è l’Expo 2015, un evento troppo importante per il capoluogo meneghino e verso cui bisogna prendere decisioni veloci date le imminenti scadenze.

domenica 15 maggio 2011

EXPO MILANO 2015, SI PREDICA BENE E SI RAZZOLA MALE


A 4 ANNI DALLA PARTENZA, I COSTI SONO ARRIVATI A 12 MILIARDI DI EURO. MA NON SI DOVEVA PROMUOVERE LA MIGLIORE REDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE?

L’Expo 2015 come noto verrà ospitata dalla città di Milano dal 31 marzo al 23 novembre 2015.
Uno straordinario evento mondiale che vede di fatti coinvolte 175 Nazioni, incentrando l’attenzione sulla questione alimentare, raccogliendo tematiche già sviluppate in precedenza e riproponendole alla luce dei nuovi, allarmanti scenari globali.
--br--
Il motto dell’Expo, infatti, è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, e include tutte le problematiche che riguardano l’alimentazione: dalla mancanza di cibo per alcune zone del mondo, al tema dell’educazione alimentare, per arrivare fino alle tecnologie legate agli OGM.
Già sede di un’altra Expo storica nel 1906, dedicata al tema dei trasporti, Milano si è aggiudicata ufficialmente questa nuova candidatura il 31 marzo 2008. Eppure non sono mancate ad oggi polemiche e allarmi relativi ai rischi di infiltrazioni malavitose nei lavori, allo scarso rispetto ambientale, all’assenza di donne nei tavoli di discussione, fino ai costi onerosi che essa richiederebbe. Soffermiamoci su questo ultimo punto.

AD OGGI IL COSTO E’ ARRIVATO A 12 MILIARDI - Per rendersi conto dei costi, pur senza essere dei tecnici o degli esperti di bilancio, è sufficiente scorrere la relazione del tesoriere al rendiconto economico finanziario per l’EXPO 2015 al 31 dicembre 2007 (reperibile sul web, all’indirizzo: http://www.expo2015forum.com/documenti/tesoriere07.pdf), quando i giochi per l’assegnazione della candidatura di Milano erano ancora aperti.
Si dettagliano spese per oltre 4 milioni di euro, investiti esclusivamente in attività promozionali, spese di viaggio, ospitalità, pubbliche relazioni. Giusto per fare un esempio, basti pensare che il modellino e il video promozionale sono costati solo 114.600 euro!
Bazzecole, ad ogni modo, visto che la stima dell’investimento finale previsto è già lievitata dai 4,5 miliardi di euro, calcolati nel 2007, ai quasi 12 miliardi di euro attuali. E visto che mancano ancora 4 anni, la cifra è destinata a salire.

ALCUNE VOCI DI BILANCIO - Cifre da capogiro, dunque, ma facili da raggiungere, se si pensa che solo la progettazione del sito ufficiale (www.expo2015.org) è costata 1,5 milioni di euro, arredi e pc sono costati 500mila euro e un altro paio di milioni di euro sono stati spesi in consulenze, promozione e marketing. Per non parlare dei costi di gestione della società (Expo 2015 è infatti una S.p.a.), che contava 99 dipendenti alla fine del 2009 (e un super stipendio di 450.000 euro all’ex manager Lucio Stanca, poi dimessosi dall’incarico), dislocati in 3 palazzine in affitto che costano 400mila euro l’anno, nonostante il Comune di Milano avesse messo gratuitamente a disposizione Palazzo Reale.
Solo per il sito espositivo, un’area di 1,1 milione di metri quadrati in zona Rho-Pero su cui verranno realizzati i padiglioni espositivi su progetto dell’architetto Massimiliano Fuksas, l’investimento previsto è pari a 1,7 miliardi di euro, cui si devono aggiungere tutte le altre spese per le grandi opere di viabilità (M4 e M5) e di connessione ferroviaria, oltre ad una serie quasi infinita di piccoli interventi urbanistici.

IL GOVERNO PERO’ NON PARLA DI COSTI AGGIUNTIVI PER I CITTADINI – Il Premier Silvio Berlusconi ha comunque precisato che, pur a fronte delle spese elevate per l’Expo 2015, sarebbe previsto “un gettito finale analogo per lo Stato e per gli Enti Locali”, facendo intendere che il bilancio dello Stato non sarà quindi sottoposto ad oneri insostenibili, come invece era stato paventato da alcuni organi di stampa.
Da parte loro, inoltre, il Ministro delle infrastrutture Altero Matteoli e il governatore della Lombardia Roberto Formigoni garantiscono la fine dei lavori addirittura entro la fine del 2014, visto che tutte le opere pare stiano procedendo nei tempi stabiliti.

A parte le parole dei politici, che lasciano sempre il tempo che trovano, bisognerà riaggiornare il quadro complessivo dei costi in prossimità dell’apertura dell’Expo, poiché chiaramente saranno completi e definitivi. Certo è che risulta paradossale il fatto che vengano stanziati investimenti di una tale portata per l’organizzazione di un evento dedicato alla riflessione della cattiva redistribuzione delle risorse e della fame nel Mondo. Ma a fare certi discorsi si rischia l’accusa di essere demagogici e comunisti…
Il post è stato pubblicato anche su Vademecumexpo2015

 (Fonte: Tutto green)