Visualizzazione post con etichetta recessione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta recessione. Mostra tutti i post

venerdì 11 dicembre 2015

La crisi della Finlandia è la prova definitiva del fallimento dell'Euro

I numeri e il paragone con la Svezia dicono altro: dal 2008 il Pil è crollato del 6% mentre Stoccolma ha fatto segnare un aumento dell'8%

''Di amore non si muore'' canta il grande Massimo Ranieri, nella celebre canzone ''Rose rosse''. Ma di Euro, probabilmente sì. Fino a quando tra i Paesi europei aderenti alla moneta unica, a patire la crisi sono stati i Paesi dell'area mediterranea, la cantilena che ci hanno inculcato è che la colpa fosse esclusivamente loro. Perché questi Stati hanno troppi dipendenti statali, non hanno fatto le riforme giuste, perché c'è troppa evasione fiscale, perché c'è troppa gente che non ha voglia di lavorare. Sarà anche vero, ma cosa dicono i soloni dell'economia e i perfettini paesi nordeuropei quando la crisi colpisce anche uno di loro? Uno Stato dove i servizi pubblici funzionano alla perfezione, dove tutti lavorano, dove ognuno paga le tasse. Già, perché anche la Finlandia è malata di austerity e di Euro.

sabato 26 aprile 2014

OCCHIO A QUANTO SPENDETE, ARRIVA LO SPESOMETRO

strumento messo a punto dall’Agenzia delle entrate per controllare se gli acquisti SUPERIORI AI 3600 EURO sono compatibili con i redditi dichiarati al Fisco

Dopo il sistema “SERPICO” messo a punto dal Governo Monti per stanare gli evasori mediante i conti correnti (in realtà criticato per alcuni buchi che presenta, come ha evidenziato anche l’ex Ministro per l’economia Visco), il Governo Renzi non usa nomi “a effetto” per introdurre un proprio sistema stana-furbetti: lo Spesometro. Esso è scattato ufficialmente lo scorso 22 aprile. Vediamo come funziona.

lunedì 9 settembre 2013

VIAGRA E SMARTPHONE SI’, ALIMENTI E VESTITI NO: LO STRANO RISPARMIO DEGLI ITALIANI

IL CALO DEI CONSUMI RIGUARDA MOLTE COSE, DALLA CARNE AI VESTITI. MA ALTRI PRODOTTI LEGATI AL TEMPO LIBERO VANNO A RUBA

Un po’ per necessità, un po’ per moda, le abitudini di una società consumistica cambiano anno per anno. Dal Rapporto Coop 2013 "Consumi e distribuzione" risulta come gli italiani abbiano cambiato le proprie abitudini alimentari, sacrificando non solo la qualità, ma anche la sicurezza. Tuttavia, al contempo, non rinunciano a beni di secondaria, se non terziaria, necessità legati al tempo libero e allo svago. Forse per scordare le difficoltà del quotidiano…

giovedì 2 maggio 2013

IVA AL 22 PER CENTO, LA GENIALE TROVATA DEI TECNICI CHE AFFOSSA DEFINITIVAMENTE I CONSUMI


DAL PRIMO LUGLIO L’ALIQUOTA AUMENTERA’ DI UN ALTRO PUNTO, PER UN COSTO DI 370 EURO ANNUO A FAMIGLIA

Sebbene l’aliquota IVA sui beni di consumo fosse già molto alta e incidesse pesantemente sul costo dei beni di consumo, il Governo Berlusconi prima e quello Monti poi l’hanno aumentata di un punto, portandola dal 20 al 22 percento. Il nuovo balzo scatterà il primo luglio e avrà conseguenze pesantissime sui consumi, che la Cgia di Mestre ha quantificato in un importo medio di 370 euro in più per famiglia. Il che comporterà una nuova compressione degli acquisti, con gravi conseguenze per le già malmesse attività commerciali.

mercoledì 3 ottobre 2012

LA CURA MONTI STA FACENDO MORIRE L’ITALIA


LA CORTE DEI CONTI HA GIUDICATO TROPPO PESANTE L’ATTEGGIAMENTO DEL GOVERNO PER USCIRE DALLA CRISI

E c’è qualcuno che si augura pure un suo Bis, sostenendolo con tanto di liste. Ma forse più per salvare la propria carriera politica seriamente a rischio, che per un reale interesse per le sorti dell’Italia. La cura del Governo Monti fatta di tasse e rigore, a detta della Corte dei conti, risulta troppo pesante e rischia di affossare ancor di più il nostro Paese. Crescita quasi nulla, come i provvedimenti per far ripartire la nostra economia. Una bocciatura che arriva anche dalla Confcommercio e dalla Confindustria.

mercoledì 20 giugno 2012

TAV, UN SISTEMA DI TRASPORTO MODERNO AL QUALE PERO’ MOLTI PAESI RINUNCIANO


TANTI I PROGETTI RIMASTI IN SOSPESO O ANNULLATI IN GIRO PER IL MONDO

A noi italiani sono ben note le diatribe legate alla realizzazione del tratto Lione-Torino, specie per il segmento che cade in Val di Susa. In realtà ad essere in pericolo, purtroppo o per fortuna a seconda dei punti di vista, è proprio tutto il Corridoio V Lisbona-Kiev, data la rinuncia dei portoghesi, i suddetti problemi italiani e i lavori che in altri Paesi dell’est vanno molto a rilento o non sono mai cominciati.
In realtà, facendo un giro per il Mondo, sembra proprio che in tanti rinuncino all’alta velocità; anche Paesi al top dell’economia mondiale quali Cina e Usa. E allora, è proprio il caso di dirlo, facciamoci un tour.

sabato 16 giugno 2012

LA POLONIA VUOLE ENTRARE NELL’EUROZONA, MA LE CONVIENE?


IL PAESE STA FACENDO REGISTRARE GRANDI MARGINI DI CRESCITA E POTREBBE SOLO PERDERCI SOTTOSTANDO AI SACRIFICI RICHIESTI DALL’UE

Uscita dal regime comunista da oltre un ventennio e diventato un Paese rispettato anche per aver dato i natali al compianto Papa Karol Wojtyla,  la Polonia sta facendo registrare dei margini di crescita economica molto alti e invidiabili considerando come se la passano quasi tutti gli Stati aderenti alla moneta unica. Eppure lo Stato polacco sta puntando anch’esso all’ingresso nell’area Euro. Tuttavia, dati gli enormi sacrifici finanziari e i parametri stringenti imposti a chi vi fa parte, viene da chiedersi se effettivamente gli conviene.

martedì 12 giugno 2012

LA SPAGNA STA PEGGIO DI NOI, MA SIAMO SICURI?


NEL PAESE IBERICO MOLTE SONO LE COSE CHE FUNZIONANO RISPETTO AL NOSTRO

I Paesi dell’Europa meridionale continuano a soffrire e a rischiare il collasso per rimanere nell’Eurozona. Dopo l’Irlanda e il Portogallo che si sono salvati in calcio d’angolo con misure austere, è toccato alla Grecia, che ancora rischia, non aiutata da un sistema politico interno frammentato, incerto e incapace. Poi secondo la vulgata generale dopo gli ellenici ci sarebbero gli iberici. Un’idea che trova una certa giustificazione nel maggiore spread che divide i titoli pubblici spagnoli con quelli tedeschi rispetto ai nostri, sebbene solo di una ventina di punti (entrambi ad oggi sono comunque sopra i 400 punti).
Eppure in Spagna tante sono le cose che funzionano molto meglio rispetto all’Italia, e se è vero che mostra una debolezza prettamente finanziaria (il nostro sistema bancario è molto più solido), nel concreto la Patria della Sangria e dei leggendari toreri ci supera alla grande in vari settori. Il tutto, considerando anche che il Paese iberico si è ripreso velocemente dalla dittatura di Francisco Franco che, insieme alla secolare precedente Monarchia, aveva lasciato lo Stato in una condizione di arretratezza culturale ed economica.

mercoledì 30 maggio 2012

COMPRO ORO, UN SETTORE IN ALLARMANTE CRESCITA


I PUNTI DEDITI ALLA COMPRAVENDITA DI PREZIOSI STANNO AUMENTANDO IN MODO SPAVENTOSO. SPECULANO SULLA DISPERAZIONE DELLE PERSONE E IN MOLTI CASI NASCONDONO UN RICICLO DI DENARO SPORCO

Le nostre città sono sempre più invase da due forme di commercio: i Compro oro e i centri scommesse. Entrambi hanno una cosa in comune: si basano sulla disperazione delle persone. Nel primo caso, le persone, essendo in drammatico bisogno di liquidità, vendono i preziosi che si ritrovano a casa (anche se in alcuni casi lo fanno per pura scelta, cedendo oggetti che magari non usano mai o che non hanno più un valore affettivo). Nei secondi, le persone ripongono la speranza di arricchirsi o trovare i soldi per arrivare a fine mese lucrando sulla propria passione.
Insomma, entrambi trovano nella crisi economica e nella povertà dilagante il proprio punto di forza; ma dietro molti di essi si nascondono anche le criminalità organizzate, che le utilizzano per riciclare i proventi dei propri sporchi affari. Non a caso, la loro proliferazione è un fenomeno tipico del Sud.
Vediamo i numeri legati ai Compro oro.

lunedì 21 maggio 2012

ECCO TUTTI GLI AUMENTI DELLE TASSE DA QUANDO GOVERNA MONTI


UN GRAFICO DEL CORRIERE DELLA SERA CI FA UN ELENCO PER CUORI (E TASCHE) FORTI

A sei mesi dal suo insediamento è tempo di bilanci anche per il Governo Monti. Il quale ha ereditato una situazione pesante, a un passo da quella greca, causata dall’immobilismo opportunista dell’uscente Governo Berlusconi; il quale ha negato le difficolta’ evidenti del nostro Paese fino all’ultima ora del proprio mandato. Anzi, secondo i maligni (e le confessioni di Bossi), il Cavaliere si sarebbe dimesso lo scorso novembre solo per salvaguardare le proprie azioni Mediaset, il cui valore in borsa era ormai dimezzato, e non perché lo Spread era ormai arrivato a quota 700.
Non solo. Chi ci ha governato fino a poco fa ha ancora la faccia tosta di andare in Tv e spargere consigli e lezioni ai Professori su cosa fare. Ma per fortuna, sono stati ampiamente puniti dall’ultimo voto delle amministrative. 
Tornando alla cura Monti, il Corriere della sera ha elaborato un grafico che mostra gli spaventosi aumenti delle imposte da quando è incarica. I Professori ci hanno infatti imposto una cura pesante a colpi di tasse, mentre poco o nulla è stato fatto dal punto di vista delle liberalizzazioni e della defiscalizzazione di molti settori. Strumenti che potrebbero sollecitare l’economia stagnata della nostra povera Italia. Vediamo tutti gli aumenti.

domenica 13 maggio 2012

PER QUEST’ANNO NON CAMBIARE, STESSA STANGATA, STESSO MARE


IL CODACONS STILA LA LISTA DEGLI AUMENTI CHE CI ATTENDONO PER LE IMMINENTI VACANZE ESTIVE

"Un'estate al mare" cantava la compianta Giuni Russo in un'Italia anni '80 vogliosa di spensieratezza. Oggi invece l’estate si avvicina ma per molti italiani sara’ piu’ croce che delizia, complice la poverta’ dilagante e gli aumenti vari ed eventuali che si profilano all’orizzonte. Il Codacons fa una stima poco rassicurante.

giovedì 10 maggio 2012

LA CRISI NON RISPARMIA I MANAGER, IN 3 ANNI NE ABBIAMO 100 MILA IN MENO


A DIRLO L’ISTAT

Con la fuga delle multinazionali e delle grandi aziende italiane stesse all’estero, che ha portato a un appiattimento della scala gerarchica delle professioni lavorative, in Italia stanno diminuendo anche i Manager. Ne troviamo ancora qualcuno nei Megastore e nelle aziende telefoniche. Inoltre, una volta perso l’incarico, fanno fatica a ricollocarsi sul mercato del lavoro

mercoledì 18 aprile 2012

MADRI E MOGLI COSTRETTE A PROSTITUIRSI PER LA CRISI


TANTE SONO LE STORIE DI DONNE SOLE CON FIGLI, CON PARTNER PRECARI O CON PARENTI MALATI A CARICO

E’ il mestiere più antico del Mondo, che è sopravvissuto alle peggiori crisi economiche, e oggi è per molte donne unica fonte di sostegno per sopravvivere. Anche per quante fanno parte della classe media, ma il cui status è ormai sprofondato nell’indigenza  causa una crisi occupazionale sempre più stringente e uno Stato sempre più opprimente a colpi di tasse. Sono anche madri, moglie, amanti disperate per l'impossibilità di trovare un lavoro, piegate dai debiti, umiliate dalla crisi economica che dopo aver tentato l'ultima spiaggia con le classiche pulizie ad ore o call center, superano la barriera della dignità e pensano di dare una soluzione alla loro vita diventando prostitute di classe.
Affaritaliani.it ha pubblicato qualche storia che riporto di seguito.