PRIMA DELLA LUNGA PAUSA NATALIZIA, L’aula del Senato ha approvato il ddl SUBITO DOPO LA LEGGE DI
STABILITA'
All'indomani della sua investitura come Premier, Matteo
Renzi aveva messo la riforma della Rai tra le sue priorità. Ci è voluto più di
un anno e mezzo, ma alla fine è arrivata. I due punti cardine che avrebbero
finalmente fatto gridare ad una svolta per il servizio pubblico, purtroppo non
sono stati però inseriti. Ossia la soppressione del Canone Rai e l'indipendenza
dell'azienda dalla politica.
Se è vero che è stato abbassato, si passa dagli attuali
113,5 euro a 100 euro, è anche vero che il primo si pagherà mediante bolletta
elettrica. In dieci rate da dieci euro. Quando al secondo punto, la longa manus
dei partiti c'è ancora. Anzi, con una novità che ricorda un po’ quella del
Preside nelle scuole: un amministratore delegato con ampi poteri. Quella di
Renzi per le figure forti, risolutive, aventi ampi poteri, è del resto una
fissa. I commissariamenti in giro per l'Italia non si contano, oltre alla
succitata figura del Preside scolastico che ricorda
quella di fascista memoria, e oltre, appunto alla novità dell'Ad Rai.
Ma vediamo nel dettaglio cosa cambia.