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martedì 16 giugno 2015

'Conservatori e riformisti' e 'Coalizione sociale': altri movimenti politici tra contraddizioni e zombie

IL PRIMO E' STATO IDEATO DA RAFFAELE FITTO, USCITO DA FORZA ITALIA. IL SECONDO DAL SEGRETARIO DELLA FIOM MAURIZIO LANDINI

La politica italiana continua a partorire movimenti, tutti speranzosi di fare il botto come i Cinque stelle. Peccato, per loro, che da quando esiste la Repubblica, quella, assieme alla Lega Nord, sia stata l'unica eccezione. In genere, partitini e correnti sono rimasti tali, al massimo spifferi che non hanno superato il 4%. Il motivo? Forse perché sono state create da persone che non sono mai state nelle istituzioni. Facce nuove e non riciclati in cerca di ennesime occasioni. Dopo avervi parlato di Possibile e dei Repubblicani, qui parliamo di altri due neonati movimenti rispettivamente di destra e di sinistra: Conservatori e riformisti e Coalizione sociale. I cui rispettivi padri fondatori sono Raffaele Fitto, uscito da Forza Italia e Maurizio Landini, agguerrito segretario della FIOM. Movimenti impregnati di contraddizioni, il primo, e di zombie riemersi dalla terra, il secondo.

lunedì 13 aprile 2015

Il Pd inciucia col centrodestra anche in Campania: De Luca avrà l’appoggio di vari esponenti locali

IN VISTA DELLE REGIONALI SI INFITTISCONO INTRECCI TRA LE DUE PARTI

Le elezioni regionali si avvicinano e si stanno chiudendo le ultime alleanze anche in Campania, dove i principali candidati saranno il Governatore uscente di centrodestra Stefano Caldoro e Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno, per il centrosinistra. Pure qui, come in altri contesti territoriali, non mancano strambi intrecci con personaggi pronti a salire sul nuovo carro dei vincitori. Il quale sarà guidato, quasi sicuramente, proprio da De Luca. Uno che trova proseliti anche a destra. Che lui certo non disdegna, come ha detto più volte nelle tribune elettorali, purchè siano persone “perbene”. Certo che si farà fatica a parlare di coalizione di centrosinistra, visto che il Pd ha perso l’appoggio di Sel (anche se, coi vendoliani, è sempre un punto interrogativo) e troverà appoggi dall’altra parte.

giovedì 19 febbraio 2015

FITTO FARA’ LA FINE DI CASINI, FINI E ALFANO?

ANCHE QUESTI ULTIMI SI SONO ALLONTANATI DA BERLUSCONI CON SCARSI O NULLI SUCCESSI ELETTORALI

Chi si allontana da Silvio Berlusconi fa una brutta fine. Almeno politicamente. Questa è la sentenza che ci arriva dalla recente storia politica italiana. In ordine di tempo, e limitandoci solo a personaggio di spicco (o presunti tali), è successo a Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini e Angelino Alfano. I loro numeri elettorali dopo anni di onorato zelo che gli sono valsi una bella carriera, rasentano o superano il ridicolo. E sarà così anche per Raffaele Fitto? Ras di Forza Italia nel Salento, già Governatore della Regione Puglia dal 2000 al 2005 e Ministro per gli Affari Regionali nel Governo Berlusconi IV dal 2008 al 2011. Giovane rampante insomma, sulla cresta dell’onda già dall’età di 31 anni, grazie anche (e i maligni dicono soprattutto) al fatto che sia figlio del politico democristiano Salvatore Fitto, anch'egli presidente della Regione Puglia dal 1985 al 1988. Ma ora Fitto alza la voce, vuole che si vada oltre l’immortale e ormai ingombrante figura dell’ex Cavaliere. Ha introdotto il termine Primarie, in un Partito monarchico, e ha creato la corrente dei “ricostruttori”, contrapposta ai “rottamatori” di Renzi nel Pd. Il sentore però è che vada verso l’isolamento e, come detto, all’emarginazione politica, come già avvenuto ad altri che hanno tentato di far abdicare il fondatore di Forza Italia. Il quale, alla fine, a differenza e dispetto loro, risorge sempre.