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martedì 28 aprile 2015

La presa in giro di Enrico Letta: ecco perché aspetta settembre per dimettersi

L'EX PREMIER HA ANNUNCIATO DA FAZIO LE SUE VOLONTA' PRENDENDOSI APPLAUSI A DESTRA E SINISTRA. MA C'E' IL TRUCCO

Dopo più di un anno di Governo Renzi gli indicatori economici hanno rivalutato Enrico Letta. L'ex Premier, scelto per uscire dall'empasse venutasi a creare dopo le elezioni di due anni fa, sta vivendo una piccola rivincita dopo il ben servito datogli dall'ex Sindaco di Firenze. La stima nei suoi confronti sta aumentando in questi giorni dopo l'annuncio a Che tempo che fa? di volersi dimettere da parlamentare e vivere solo del suo lavoro. Lo farà a settembre. Perché non subito? Per i più maliziosi, e non solo, il motivo è economico.

lunedì 22 dicembre 2014

IL GOVERNO RENZI COMPIE 300 GIORNI COME QUELLO LETTA, E GLI INDICATORI ECONOMICI SONO TUTTI PEGGIORATI

L’ALLORA SINDACO DI FIRENZE SCALZAVA LETTA IL 22 FEBBRAIO, CON L’INTENTO DI DARE UNA SCOSSA AL PAESE. MA LE COSE SONO PEGGIORATE

Ricordate la scena eloquente di Matteo Renzi che riceveva il campanello dal Premier Enrico Letta, il quale non lo guardava neanche in faccia? Era il 22 febbraio di quest’anno, circa 300 giorni fa. Lo stesso lasso di tempo di quanto Letta è rimasto al governo. E allora un confronto tra i due esecutivi lo si può fare e ci ha pensato Il Fatto quotidiano. A quanto pare non va certo in favore del governo in carica, che si era prefissato di dare una smossa ai conti italiani. E invece, al contrario, i dati sono solo peggiorati.

lunedì 29 aprile 2013

TANTO CENTRODESTRA, LOBBY E POCA SINISTRA, NASCE IL GOVERNO LETTA


DEL RESTO IL BUON ENRICO E’ UN MONTIANO DOC E SEGUACE DELLA Goldman Sachs. SEI MINISTRI SONO INVECE DEL PDL, MENTRE UNO SOLO A TESTA PER BERSANI E D’ALEMA

Con il giuramento di ieri mattina da parte dei Ministri, è nato ufficialmente il Governo Letta. Lo fa però sotto una cattiva stella, per i noti fatti accaduti dinanzi a Palazzo Chigi, dove un disperato ha ferito due carabinieri. Spia allarmante di una disperazione dilagante e sempre più insostenibile, che vede nella politica, a torto o a ragione, la fonte di tutti i mali.
Tornando al Governo Letta, è inutile farsi prendere da facili entusiasmi, come invece capitò prematuramente con l’esecutivo Monti, nei fatti drammaticamente deludente. Due i dati oggettivamente positivi: la media età relativamente bassa, pari a 53 anni, grazie alla presenza di diversi quarantenni, e la composizione di un terzo tutto al femminile. Tra le quali spicca Emma Bonino agli esteri, ancora una volta rimasta esclusa dalla corsa al Quirinale (come accade dal ’99) ma ricompensata con un Dicastero di successo. E anche Cecilie Kyenge, di colore, alla quale è toccato, manco a dirlo, il Ministero dell’integrazione.
Un esecutivo un po’ tecnico e un po’ politico, sul quale è ingombrante l’ombra di Monti – alias delle Banche e della Borsa - e ridotta all’osso la presenza della sinistra. Accentuata invece quella dei democristiani di nuova generazione e dei berluscones.
Tra le Lobby assente invece risulta il Vaticano, specchio ciò dell’ormai nullo peso in parlamento.