DEL RESTO IL BUON ENRICO E’ UN
MONTIANO DOC E SEGUACE DELLA Goldman
Sachs. SEI MINISTRI SONO INVECE DEL PDL, MENTRE UNO SOLO A TESTA PER BERSANI E
D’ALEMA
Con
il giuramento di ieri mattina da parte dei Ministri, è nato ufficialmente il
Governo Letta. Lo fa però sotto una cattiva stella, per i noti fatti accaduti
dinanzi a Palazzo Chigi, dove un disperato ha ferito due carabinieri. Spia
allarmante di una disperazione dilagante e sempre più insostenibile, che vede
nella politica, a torto o a ragione, la fonte di tutti i mali.
Tornando
al Governo Letta, è inutile farsi prendere da facili entusiasmi, come invece
capitò prematuramente con l’esecutivo Monti, nei fatti drammaticamente
deludente. Due i dati oggettivamente positivi: la media età relativamente
bassa, pari a 53 anni, grazie alla presenza di diversi quarantenni, e la
composizione di un terzo tutto al femminile. Tra le quali spicca Emma Bonino
agli esteri, ancora una volta rimasta esclusa dalla corsa al Quirinale (come
accade dal ’99) ma ricompensata con un Dicastero di successo. E anche Cecilie
Kyenge, di colore, alla quale è toccato, manco a dirlo, il Ministero
dell’integrazione.
Un esecutivo un po’ tecnico e un
po’ politico, sul quale è ingombrante l’ombra di Monti – alias delle Banche e
della Borsa - e ridotta all’osso la presenza della sinistra. Accentuata invece
quella dei democristiani di nuova generazione e dei berluscones.
Tra le Lobby assente invece risulta
il Vaticano, specchio ciò dell’ormai nullo peso in parlamento.