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martedì 22 dicembre 2015

Elezioni in Spagna, contrariamente a quanto dicono i principali media Podemos non ha sfondato

IL PARTITO POPOLARE HA OTTENUTO IL 28% DEI VOTI, MENTRE I SOCIALISTI IL 22. MA I MEDIA HANNO CONTEGGIATO MALE I VOTI DI PODEMOS

Anche la Spagna conferma il refrain già visto ultimamente in quasi tutti i Paesi europei. Ossia, i partiti tradizionali che perdono continuamente consensi e i movimenti che avanzano. Sebbene, questi ultimi, non nel modo glorioso in cui ce lo hanno descritto i principali media e mostrando pure qualche contraddizione.

lunedì 9 novembre 2015

Nasce Sinistra italiana: ennesima cosina di sinistra, alba dei perdenti viventi

COSTITUITA PRINCIPALMENTE DA PEZZI DEL PD E DI SEL, CONTA 31 DEPUTATI

Da quando si è sciolto il Pci non si contano le ''cose rosse'' che sono nate. Tutti progetti - escludendo Pds, Rifondazione comunista e Sel – falliti nel giro di pochi mesi, tra soliti litigi interni (che a sinistra chiamano storicamente dibattiti) o numero elettorali degni dei sette nani. E così, al teatro Quirino di Roma, sabato scorso è nata Sinistra Italiana, la coalizione che ha come obiettivo dichiarato “presentare un’altra idea di Italia“. Per dirla alla Fassina, un'Italia lontana dall'Happy days di Renzi.

venerdì 3 maggio 2013

ALTRO CHE RENZI, LA NUOVA STELLA DEL PD E’ DEBORA SERRACCHIANI


CON UN CENTROSINISTRA A PEZZI E’ RIUSCITA A VINCERE LE REGIONALI IN FRIULI. DAL 2008 E’ INIZIATA LA SUA ASCESA NEL PARTITO, CAMBIANDO A SECONDA DEL MOMENTO LE CORRENTI AL SUO INTERNO

L’elezione di Debora Serracchiani a Governatrice del Friuli Venezia Giulia è considerata un autentico miracolo, alla luce di come sta messo a livello nazionale il suo Partito democratico. Non solo è riuscita a battere il principale avversario di centro-destra, il Governatore uscente Renzo Tondo, ma ha fatto sì che il Movimento cinque stelle non superasse la soglia del 20%. Un dato incredibile, se si considera che in quei giorni si consumava la rielezione di Giorgio Napolitano e la questione Rodotà.
Malgrado abbia 43 anni, la Serracchiani è considerata giovane, in un Paese di jurassici. E viene già vista come l’astro nascente di un partito a pezzi, più di Renzi che prova da un anno a fare il leader con scarso successo. Nel giugno del 2009 fu la candidata europea più votata della circoscrizione Friuli, non solo del Pd, ma in assoluto, con 144mila voti. «Ne ho presi più di papi», inteso come Berlusconi, si vantò poi lei. Alcuni ricorderanno come Serracchiani passò dall'inesistenza alla notorietà. A lanciarla fu un discorso tenuto 3 mesi prima, che attirò l’attenzione dei media.

lunedì 29 aprile 2013

TANTO CENTRODESTRA, LOBBY E POCA SINISTRA, NASCE IL GOVERNO LETTA


DEL RESTO IL BUON ENRICO E’ UN MONTIANO DOC E SEGUACE DELLA Goldman Sachs. SEI MINISTRI SONO INVECE DEL PDL, MENTRE UNO SOLO A TESTA PER BERSANI E D’ALEMA

Con il giuramento di ieri mattina da parte dei Ministri, è nato ufficialmente il Governo Letta. Lo fa però sotto una cattiva stella, per i noti fatti accaduti dinanzi a Palazzo Chigi, dove un disperato ha ferito due carabinieri. Spia allarmante di una disperazione dilagante e sempre più insostenibile, che vede nella politica, a torto o a ragione, la fonte di tutti i mali.
Tornando al Governo Letta, è inutile farsi prendere da facili entusiasmi, come invece capitò prematuramente con l’esecutivo Monti, nei fatti drammaticamente deludente. Due i dati oggettivamente positivi: la media età relativamente bassa, pari a 53 anni, grazie alla presenza di diversi quarantenni, e la composizione di un terzo tutto al femminile. Tra le quali spicca Emma Bonino agli esteri, ancora una volta rimasta esclusa dalla corsa al Quirinale (come accade dal ’99) ma ricompensata con un Dicastero di successo. E anche Cecilie Kyenge, di colore, alla quale è toccato, manco a dirlo, il Ministero dell’integrazione.
Un esecutivo un po’ tecnico e un po’ politico, sul quale è ingombrante l’ombra di Monti – alias delle Banche e della Borsa - e ridotta all’osso la presenza della sinistra. Accentuata invece quella dei democristiani di nuova generazione e dei berluscones.
Tra le Lobby assente invece risulta il Vaticano, specchio ciò dell’ormai nullo peso in parlamento.

lunedì 22 aprile 2013

LA CASTA SI CHIUDE AL CAMBIAMENTO E CONFERMA NAPOLITANO


Rieletto con 738 voti al sesto scrutinio. IL PD NE ESCE DISTRUTTO, GRILLO AUMENTA I CONSENSI E BERLUSCONI NE ESCE ANCORA UNA VOLTA VINCITORE

Dopo cinque votazioni andate in fumo, il Parlamento ripiega su una clamorosa rielezione a Capo dello Stato dell’ottantottenne Giorgio Napolitano, il quale è così richiamato nel difficile compito di formare una squadra di Governo. Questa volta però, qualora malauguratamente dovesse fallire di nuovo, avrà facoltà di sciogliere le camere. Un’opzione che non aveva prima, essendo nella fase conclusiva del suo mandato (il cosiddetto “semestre bianco”). Le elezioni del Presidente della Repubblica hanno avuto un effetto devastante sul Pd, il quale ha mostrato tutte le proprie debolezze e spaccature. Grillo invece ha conquistato un’ulteriore fetta dell’elettorato di sinistra. Infine, ad uscirne vincitore è il Cavaliere, fino a qualche mese fa dato per finito e oggi di nuovo pesantemente influente nella politica italiana.

lunedì 15 aprile 2013

POVERO BERSANI, SCHIACCIATO DA COMICI E OPPORTUNISTI


IL SEGRETARIO DEL PD, CHE HA L’INCOMBENZA DI FORMARE UN GOVERNO, E’ DIVENTATO IL CAPRO ESPIATORIO DELLA MALAPOLITICA

Sono passati quasi due mesi dalle elezioni, ma di un Governo non c’è traccia. Bersani ha vinto di un soffio, e non gli sono bastate le due primarie organizzate - quelle vinte sul rottamatore Renzi e quelle per far decidere agli elettori (che altrimenti non ne avrebbero le facoltà) i parlamentari da candidare - per affermarsi in modo più netto e sconfiggere l’anti-politica incalzante. Ma senza quelle aperture democratiche, all’asse Pd-Sel sicuramente sarebbe andata molto peggio.
Lo stallo attuale è inevitabile, visto che ci sono tre poli quasi alla pari. Eppure Berlusconi, Grillo e Renzi non perdono tempo per tirare acqua al proprio mulino e utilizzare il Segretario del Pd come capro espiatorio di una situazione resa in realtà tale, come noto, soprattutto dalla legge elettorale ancora vigente. I primi due cavalcano il populismo, il terzo è riapparso dopo qualche mese di stop fiutando l’affare.

giovedì 7 febbraio 2013

SCARICARE VENDOLA E ALLEARSI CON MONTI, IL PROGETTO POST-VOTO DI BERSANI


IL SEGRETARIO DEL PD PIU’ VOLTE HA LASCIATO INTENDERE LE SUE REALI INTENZIONI

L’Unione fa la forza. Tranne in politica a quanto pare. Eppure c’è chi è pronto a perseverare, non pago delle lezioni del passato. Bersani apre e chiude a Monti come facevano con le finestre le donne nella pubblicità del profumo Egoiste. In cuor suo vorrebbe costruire un’alleanza larga, a mo’ di Unione del 2006 appunto, che vada da Monti a Vendola. E allora lascia carpire dalle sue parole che dopo il voto è disponibile a collaborare col Professore e i suoi alleati per le riforme, indispettendo però Vendola.  

martedì 16 ottobre 2012

ECCO I CANDIDATI ALLE PRIMARIE DEL PD


OLTRE AD ESPONENTI DEL PARTITO DEMOCRATICO CI SONO ANCHE NICHI VENDOLA E BRUNO TABACCI

Dopo il pressapochismo e la bagarre della passata edizione, il Partito democratico ci riprova con le Primarie. Lontana versione delle più famose e spettacolari che si tengono in America. Allora si scelse per Bersani come Segretario e si disse che in caso di elezioni sarebbe stato lui il candidato. Stiamo parlando del 2009, dunque abbastanza recenti. Ma si vede che i democratici ci hanno preso gusto.
Questa volta sono sei i candidati, tra cui un outsider non di poco conto: Nichi Vendola. Il Governatore pugliese si contrappone dunque ai due principali avversari, Bersani e Renzi.
Le Primarie sono aperte anche ai non tesserati al partito; una scelta scellerata che non fa altro che falsarle e consentire anche agli elettori di centro-destra di parteciparvi e avere un peso di non poco conto sul risultato finale (anche creando una minoranza forte che spacchi il partito ancor di più di quanto non sia già). Non a caso questa opportunità piace a Matteo Renzi, che nutre simpatie anche (e forse soprattutto) da destra.
Vediamo dunque i candidati e le regole.

venerdì 8 giugno 2012

I PARTITI CHE SOSTENGONO MONTI SI SPARTISCONO LE AUTHORITY


LA SOLITA TRISTE PRASSI TRA I PARTITI DI MAGGIORANZA

Pdl, Pd e Udc – come noto i partiti maggiori che sostengono il Governo Monti - si dividono la torta delle Authority, ignorando ben 90 curriculum giunti in Parlamento. Questa tradizionale quanto triste spartizione, insieme al salvataggio del Senatore De Gregorio da un imminente arresto, ha caratterizzato la giornata politica di mercoledì. La quale ha dimostrato che la mazzata generale inflitta alla Casta nelle recenti amministrative non è servita a nulla. Frutto, denunciano Idv, Grillo, sinistra e molti parlamentari delusi del Pd, di logiche spartitorie in purissimo stile prima Repubblica.
Vediamo questi indegni incarichi assegnati.

mercoledì 28 marzo 2012

I FLOP DI TANTI PRESENTATORI ORFANI DI BERLUSCONI


MOLTI DI LORO, I CUI PROGRAMMI ANDAVANO A GONFIE VELE IRONIZZANDO SUL CAVALIERE, STANNO REGISTRANDO SHARE MOLTO BASSI

Benigni lo aveva detto: “Silvio non fare scherzi, cosa facciamo senza di te?!”. Certo, lui ironizzava, ma fino ad un certo punto. Sapeva bene che senza Berlusconi tanti comici e giornalisti non avrebbero più avuto di cosa scrivere, avendo basato le proprie fortune degli ultimi dieci anni sull’anti-berlusconismo. Se Benigni è comunque un grande comico e un grande mattatore, e dunque riesce sempre a cavarsela brillantemente, altri stanno facendo registrare flop negli audience dei propri programmi, in alcuni casi perfino dimezzati. Vediamo la lunga lista.

venerdì 9 marzo 2012

PARLAMENTARI ITALIANI, SPETTATORI STRAPAGATI


TRA POPULISTI, YESMAN E SOSTENITORI A CONVENIENZA, SI GODONO IL GOVERNO MONTI

Mentre il Governo Monti cerca, non senza qualche uscita infelice, di raddrizzare la barca Italia, i nostri cari parlamentari italiani, manco eletti da noi bensì scelti dalle rispettive nomenclature di partito, si godono il proprio lauto e immeritato stipendio limitandosi a votare o non votare i provvedimenti da esso presentati. Bisogna comunque aggiungere che non si limitano solo a questa vacanza, ma ci regalano anche le solite perle mediatiche, a seconda dei casi: da oppositori populisti e speculatori, criticando il Governo Monti per recuperare voti o prenderne di nuovi; da yesman dicendo sempre sì ai Professori dall’alto della propria presunta responsabilità; o infine, dicendo Sì “a convenienza”, fin quando i cervelloni della Bocconi non toccheranno i propri interessi. Vediamo i partiti che fanno parte di queste tre categorie.