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giovedì 17 settembre 2015

Caos in Libia, la lezione di Italo Balbo: cosa fece per garantire la convivenza con l'Islam

in qualità di Governatore della Libia, ebbe modo di mettere in pratica quell’idea di fascismo universale, di motore storico di un’Italia nuovamente imperiale, capace di integrare nel proprio progetto di cittadinanza il più ampio numero di nazioni

La rimozione di Gheddafi, come più volte detto, è stata un errore e un danno su più fronti per il nostro Paese. L'allora Premier francese Sarkozy (peraltro in odore di rielezione) doveva rimuoverlo in fretta, onde evitare che i finanziamenti da lui ricevuti per la campagna elettorale di qualche anno prima venissero a galla. Inoltre, la Total doveva mettere le mani sull'oro nero libico. Da quasi quattro anni la Libia è nel più totale caos, con i governi italiani susseguitisi non in grado di organizzare un summit sul problema. Perseguendo anzi in una politica estera autolesionista (su tutte, la scelta di allontanarsi da Putin). Una lezione, ahinoi, ci viene ancora dal Fascismo. Dall'allora Governatore della Libia Italo Balbo che seppe creare una proficua convivenza tra Occidente e mondo islamico, nel nome di un colonialismo assai differente da quello di matrice anglosassone; un colonialismo di sviluppo, di integrazione fra coloni e colonizzati, e di cittadinanza.

sabato 23 maggio 2015

La Riforma della scuola Giannini simile alla fascista Riforma Gentile: i tratti in comune

GLI IMBARAZZANTI TRATTI IN COMUNE TRA LE DUE RIFORME

Con Regio decreto 1051, del 6 maggio 1923, la riforma Gentile della scuola diventava legge. Con l’avvento al potere del Fascismo, il filosofo neoidealista Giovanni Gentile, ministro della Pubblica Istruzione dall’ottobre del 1922 al luglio del 1924, mise infatti a punto una riforma della scuola secondo le linee pedagogiche e filosofiche da lui elaborate a partire dai primi anni del Novecento. Ebbene, i tratti in comune con l'attuale ed ennesima riforma della scuola, a firma del Ministro dell'istruzione Giannini, sono imbarazzanti.

giovedì 29 gennaio 2015

NAPOLI TOGLIE STRADA INTITOLATA A GAETANO AZZARITI, VALIDO GIURISTA MA ADERENTE AL MANIFESTO DELLA RAZZA

GIURISTA NAPOLETANO, aderì al "Manifesto della Razza" E FU PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DELLA RAZZA. FU POI MINISTRO NEL GOVERNO BADOGLIO PRIMA E COLLABORATORE DEL SEGRETARIO DEL PCI NEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. divenne perfino presidente della corte costituzionale

Due giorni fa è ricorso come noto il Giorno della memoria, per ricordare gli ebrei vittime della Shoah. A Napoli, il Sindaco Luigi de Magistris ha dedicato una strada a Luciana Pacifici, bimba di soli otto mesi deportata ad Aushwitz, rimuovendo la vecchia toponomastica che la vedeva intitolata a Gaetano Azzariti. Chi era Azzariti? Un valido giurista napoletano certo, ma non solo. Fu anche Presidente del Tribunale della razza. Ironia della sorte, la sua carriera con la caduta del Fascismo proseguì, nominato Ministro da Badoglio e negli anni ’60 Presidente della Corte costituzionale. Ma, cosa ancora più assurda, fu collaboratore di Palmiro Togliatti allora Ministro della Giustizia. Per quei pochi che non lo sanno, Togliatti è stato segretario e dirigente del Pci per molti anni, mantenendo un legame molto intenso con l’Unione sovietica.

domenica 12 ottobre 2014

THE ETERNAL CITY, QUANDO HOLLYWOOD ELOGIAVA BENITO MUSSOLINI. AMERICA GIA’ AMBIGUA COI DITTATORI

GLI ULTIMI 28 MINUTI SOPRAVVISSUTI DEL FILM SONO STATI RISPOLVERATI ALLE Giornate del Cinema Muto di Pordenone

L’America viene definita “la più grande democrazia del Mondo”, ma, a parte quell’invidiabile capacità di dare una possibilità a tutti nel potersi realizzare e nell’inseguire i propri sogni, ha poco altro. Basti vedere il sistema elettorale che si ritrovano, che finisce per escludere milioni di persone con un meccanismo burocratico contorto e che non da’ lo stesso peso elettorale ai cittadini. Per non parlare delle lobby che manovrano i due principali partiti e del fatto che ancora oggi oltre 20 milioni di americani non hanno accesso alla sanità (prima dell’Obama care erano il doppio). Ma un altro elemento che mette in discussione questo assunto è il fatto che l’America ha spesso gestito le dittature a proprio piacimento e secondo i propri interessi. Le ha perfino elogiate all’occorrenza. E così, dopo il giovane Kennedy che parlava entusiasta del Nazismo dopo un viaggio in Europa, scopriamo che Hollywood realizzò un film su Benito Mussolini; ritraendolo come “uomo della provvidenza”. Certo il film in questione – The eternal city – fu realizzato nel 1923, quando il Fascismo non aveva ancora mostrato il suo lato opprimente e oscurantista. Ma di certo Mussolini al potere non ci era andato per via elettorale. Ciò che resta del film, gli ultimi 28 minuti, è stato rispolverato nel corso delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone.

martedì 26 agosto 2014

VERONA, CITTA’ DELL’AMORE COL CUORE NERO: 99 POSSE FORSE ANNULLANO DATA

NELLA CITTA’ DI ROMEO E GIULIETTA E’ IN ATTO UNA MOBILITAZIONE ISTITUZIONALE E NON CONTRO IL CONCERTO DEL GRUPPO COMUNISTA E NAPOLETANO

Verona, una delle città più belle del Mondo. Con un centro storico stupendo e tenuto molto bene. Definita “città dell’amore” per la famosa storia di Romeo e Giulietta, preserva da quasi un secolo anche un “cuore nero”. Lo è dai tempi del fascismo e della repubblica di Salò, lo è rimasta nel dopoguerra e soprattutto nell'epoca delle stragi fasciste e di stato degli anni Sessanta e Settanta delle quali è stata il crocevia decisivo. Oggi quel cuore pulsa ancora e si è mobilitato contro il concerto dei 99 Posse. I quali incarnano due aspetti che in quel di Verona proprio non si ama: la napoletanità e la fede comunista.

giovedì 22 maggio 2014

VERGOGNA AL GIRO D’ITALIA: QUASI DIMENTICATO IL CENTENARIO DALLA NASCITA DI GINO BARTALI

E’ STATO RICORDATO SOLO MARTEDI’ nell'arrivo a Salsomaggiore. NACQUE IL 18 luglio del 1914 a Ponte a Ema, ALLE PORTE DI FIRENZE

Il Giro d’Italia è in pieno svolgimento, ma pare che pure il Ciclismo, come il calcio, abbia perso la memoria e il sentimento. Oltre che l’avergli copiato il brutto vizio del doping. E così ci si è scordati pure del Centenario dalla nascita del grande Gino Bartali, che oltre ad essere un grande ciclista, fu anche attivo nella resistenza, nelle file di Azione cattolica. Gino Bartali nacque il 18 luglio del 1914 a Ponte a Ema, piccolo borgo alle porte di Firenze, e il Giro lo ricorda assai distrattamente, ed è scandaloso: lo ha fatto martedì in una tappa anonima come quella che parte da Modena e arriva a Salsomaggiore Terme, con l’alibi che qui Ginettaccio vinse il 6 giugno del 1936. Tutto qui?

martedì 19 febbraio 2013

OGGI GIORNATA DELLA MEMORIA SUI CRIMINI FASCISTI IN ETIOPIA


TRA IL 19 E IL 21 febbraio 1937 sono stati massacrati senza pietà più di 30MILA cittadini etiopi, quasi tutti civili

L’occupazione per opera del Regime fascista ai danni della povera e inerme Etiopia, che fregiò Benito Mussolini perfino della nomina alquanto esagerata di Imperatore, è stata raccontata nel più svariato dei modi. Certo, nel Paese africano furono compiute anche opere di ammodernamento (su tutte la realizzazione di un acquedotto e di campi agricoli) ma non mancano lati oscuri e vergognosi. Il popolo etiope fu infatti anche oggetto di soprusi e violenze. Su tutti, gli etiopi ricordano i giorni tra il 19 e il 21 febbraio, stabilendo un’apposita Giornata della memoria.

domenica 28 ottobre 2012

NOVANT’ANNI FA LA MARCIA SU ROMA


Il 28 ottobre 1922, alcune decine di migliaia di militanti fascisti si diressero sulla capitale rivendicando CON SUCCESSO la guida politica del Regno d'Italia

Sono passati novant’anni dall’inizio della dittatura fascista. Un’esperienza ventennale che ha segnato nel bene e nel male la storia d’Italia, suscitando ancora oggi polemiche, critiche ed entusiasmi. Benito Mussolini, direttosi a Roma con decine di migliaia di militanti in camicia nera, ottenne l’incarico dal Re Vittorio Emanuele III; il quale non represse, come avrebbe voluto l’allora Presidente del Consiglio Facta, i fascisti in movimento già da qualche giorno.

giovedì 9 agosto 2012

LE MANI DELLA MAFIA SULLO SBARCO AMERICANO IN SICILIA


GLI ITALOAMERICANI CONTRIBUIRONO PER VENDICARSI DEL FASCISMO

Tra il 9 e il 10 luglio 1943 gli americani sbarcarono in Sicilia per cominciare la risalita della penisola e la cacciata dei nazifascisti. Fu chiamata operazione Husky, a cui presero parte circa 160mila uomini. Venivano così a liberarci, o forse è meglio dire che da quel momento in poi sostituivano il presidio territoriale e l’influenza politica dei nazisti in Italia.
Per questa impresa ebbero man forte della Mafia, che nella prima metà del ‘900 aveva già messo radici negli Usa (grazie anche ai tanti siciliani ivi emigrati ad inizio ‘900) e risentita dei duri colpi infertigli dal regime fascista a partire dal 1924. Eppure di ciò nei libri di storia non se ne parla affatto.

domenica 8 luglio 2012

LA DEMOCRAZIA CRISTIANA HA PERSEGUITATO GLI OMOSESSUALI PIU’ DEL FASCISMO


TRA GLI ANNI ’50 E ’60 I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI VERSO I GAY FURONO DI GRAN LUNGA SUPERIORI A QUELLI DEL VENTENNIO

“Meglio fascista che frocio!” rispondeva col suo solito charme ciociaro l’Onorevole Alessandra Mussolini in quel salotto televisivo squallido che è Porta a porta. Un’affermazione che alimentò ancora di più il risentimento del mondo gay nei confronti del fascismo e della destra italiana, notoriamente poco incline a tollerare lo stile di vita omosessuale.
Dati alla mano però, si può smontare un altro falso storico legato al Fascismo: ossia la persecuzione violenta e disumana nei confronti degli omosessuali. In realtà, scrutando gli archivi storici, si scopre come le dittature nazista e sovietica siano state molto più reprimenti e come nel dopoguerra il bigottismo democristiano sia stato ancor più spietato nei loro confronti.

venerdì 20 aprile 2012

SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO? UN SERENO CONFRONTO TRA DEMOCRAZIA E FASCISMO


LA DEGENERAZIONE DELLA POLITICA ITALIANA, IN ATTO ORMAI DA UN TRENTENNIO, STA METTENDO IN DISCUSSIONE I FONDAMENTI DELLA REPUBBLICA

Con questo pezzo qualcuno mi bollerà come un nostalgico fascista, o, al limite, uno dei tanti qualunquisti. Il tentativo in questa sede è invece quello di confrontare l’attuale fase decadente della nostra Repubblica - ormai in corso da un trentennio (Berlinguer già nel 1984 parlava di “questione morale”) e fatta di storie di corruzioni, volgarità, scandali vari ed eventuali - con la prima fase del Regime fascista (1922-1936), nel corso della quale furono realizzate importanti riforme legislative (alcune rimaste in vigore fino a pochi anni fa), grandi opere pubbliche e importanti innovazioni culturali.
Molti sono gli stereotipi che portano all’automatica e totale bocciatura del Fascismo, con una conseguente promozione della democrazia divenuta stancamente scontata, al punto che i politici per anni hanno fatto quello che gli pareva e piaceva grazie al nostro totale disinteresse. Facendoci giungere alla situazione drammatica attuale.
Di seguito riporto un elenco di quanto compiuto dal Fascismo prima del mortale abbraccio col Nazismo di Hitler, che portò il Paese prima alla drammatica promulgazione delle Leggi razziali e poi all’ingresso nella Seconda guerra mondiale; alla quale l’Italia non era assolutamente preparata.

domenica 8 gennaio 2012

LEO LONGANESI, GENIO DIMENTICATO


GIORNALISTA, EDITORE, DISEGNATORE, SCENEGGIATORE, UMORISTA E CARICATURISTA, HA DESCRITTO CON DISTACCO E LUNGIMIRANZA LA SOCIETA’ E LA CULTURA ITALIANA DEL ‘900

«L'italiano [...] lo conosciamo ben poco; è ateo, pensa soltanto alle donne e ai quattrini, sogna di non lavorare, disprezza qualunque ordine sociale, non ama la natura; sa difendersi soltanto dallo Stato, dal dolore, dalla fame. Siamo animali feroci e casalinghi».
Con queste parole Leo Longanesi descriveva il popolo italiano nel 1947, in una pubblicazione dal titolo: Parliamo dell'elefante. Frammenti di un diario. E’ passato più di mezzo secolo da allora e le cose sono cambiate ben poco. Longanesi è stato un geniale giornalista, editore, disegnatore, umorista e caricaturista, vissuto nella prima metà del secolo scorso, lasciandoci un inestimabile patrimonio culturale che l’Italia ha dimenticato, archiviato nel suo solito imperdonabile oblio. Quasi censurato. Ma forse lo stesso Longanesi se lo aspettava; aveva capito com’era il popolo italiano fin subito la fine del Fascismo, di cui era stato distaccato e disilluso sostenitore, nonché arguto propagandista della prima ora: «C’è chi si crede antifascista solo perché il fascismo non si accorse di lui»; soprattutto tra gli ex fascisti: «Una domanda che non dobbiamo mai rivolgere a nessuno: 'Ma dove ci siamo già incontrati?'».
Ancora, così parlava del cristianesimo prestato alla politica, che lui aveva intuito essere la futura dittatura post-fascista: «La finzione cattolica si accoppia a quella democratica: il democratico si finge cristiano e il cristiano democratico»; e del cattolicesimo politico: «Il conformismo cattolico è il più pericoloso di tutti, perché pesa nella famiglia, e lega la fede alla viltà, la quiete al timore, la virtù alla finzione, i titoli di rendita ai sacramenti, la villeggiatura alla canonica, la pelliccia di visone alle opere pie». Anche con la Dc mantenne un rapporto distaccato e ambiguo. Ne criticava e ironizzava l’essenza, ma non disdegnò come con il Fascismo una collaborazione come propagandista.
Ripercorriamo la sua biografia e le sue principali opere, delle quali è rimasto ben poco; tanto in forma cartacea quanto digitale. Un patrimonio culturale lapidato.