in qualità di
Governatore della Libia, ebbe modo di mettere in pratica quell’idea di fascismo
universale, di motore storico di un’Italia nuovamente imperiale, capace di
integrare nel proprio progetto di cittadinanza il più ampio numero di nazioni
La rimozione di Gheddafi, come più volte detto, è stata un
errore e un danno su più fronti per il nostro Paese. L'allora Premier francese
Sarkozy (peraltro in odore di rielezione) doveva rimuoverlo in fretta, onde
evitare che i finanziamenti da lui ricevuti per la campagna elettorale di
qualche anno prima venissero a galla. Inoltre, la Total doveva mettere le mani
sull'oro nero libico. Da quasi quattro anni la Libia è nel più totale caos, con
i governi italiani susseguitisi non in grado di organizzare un summit sul
problema. Perseguendo anzi in una politica estera autolesionista (su tutte, la
scelta di allontanarsi da Putin). Una lezione, ahinoi, ci viene ancora dal
Fascismo. Dall'allora Governatore della Libia Italo Balbo che seppe creare una
proficua convivenza tra Occidente e mondo islamico, nel nome di un colonialismo
assai differente da quello di matrice anglosassone; un colonialismo di
sviluppo, di integrazione fra coloni e colonizzati, e di cittadinanza.