LE OMBRE DELL’AMATISSIMO PRESIDENTE AMERICANO SI SONO
DISSOLTE GRAZIE AL SUO FASCINO TELEGENICO
Era una sera del 20 settembre 2010 quando si sfidavano,
davanti a 40 milioni di telespettatori per un’ora in prima serata, nel bianco e
nero trasmesso dalla Wbbm-Tv di Chicago, il repubblicano Richard Nixon e il
democratico John F. Kennedy. Sebbene tra i due passassero solo 4 anni di
differenza (47 anni il primo, 43 il secondo), il primo apparve impacciato,
brontolone, stanco, mentre il secondo giovanile, convincente, telegenico; quasi
come fossero uno zio e il suo nipote, il vecchio che lascia spazio al nuovo che
avanza. Non è un caso infatti che nei sondaggi Nixon ebbe maggiori consensi tra
coloro che avevano seguito il dibattito per radio, mentre Kennedy tra coloro
che avevano seguito lo scontro in Tv. Nasceva la Telecrazia, ovvero il potere
della Tv di persuadere le persone al punto da plasmare la loro opinione
politica.
Richard Nixon così, benché dato in grande vantaggio su
Kennedy, dovette cedergli il posto come Presidente, passando alla storia
rispetto al secondo come un Presidente burbero, sanguinario, con molti
scheletri nell’armadio. Certo, su di lui gravarono accuse quali l’eccidio del
popolo cambogiano o l’inasprimento dei rapporti con i sovietici per quanto
concerne la politica estera, e lo scandalo Watergate per quanto riguarda la
politica interna (che lo costrinse pure alle dimissioni). Ma John Kennedy, come
suo fratello Ted, dietro quel viso d’angelo e quello stile che tanta
ammirazione e invidia ha suscitato negli americani quasi come fossero una
dinastia monarchica, ha nascosto non poche nefandezze.