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mercoledì 20 maggio 2015

Dal Che ai Black bloc passando per l'Isis, i rivoluzionari amano un orologio borghese: il Rolex

LA FAMOSA CASA TEDESCA, STATUS SYMBOL DI RICCHEZZA, E' STATO VISTO AL POLSO DI TANTI RIVOLUZIONARI E COMBATTENTI

Ha fatto tanto scalpore la foto del Rolex indossato da un Black bloc durante le devastazioni di alcune strade di Milano lo scorso primo maggio. Si è gridato subito alla contraddizione: ma come, uno che si professa anarchico, anti-sistema e anti-borghese (al punto da imbrattare o distruggere vetrine di banche, fast food e negozi di lusso) poi indossa un orologio simbolo del lusso?! E Renzi ha subito colto la palla al balzo per parlare di 'figli di papà'. Ma su questo già mi sono espresso. In realtà, la storia contemporanea e l'attualità ci mostrano come questo orologio sia da sempre amato anche da rivoluzionari e combattenti.

domenica 19 ottobre 2014

QUANDO FIDEL CASTRO E CHE GUEVARA PERSEGUITAVANO I GAY A CUBA

IL DITTATORE CUBANO HA RICONOSCIUTO I DIRITTI DEGLI OMOSESSUALI SOLO NEL 2010, CHIEDENDO SCUSA PER QUANTO FATTO

Che l’intolleranza verso gli omosessuali sia un qualcosa di ascrivile alla destra è solo un luogo comune. Basti vedere l’atteggiamento della Democrazia cristiana nei primi anni della Repubblica italiana, o le persecuzioni di Stalin statisticamente non distanti da quelle naziste. Lo stesso Partito comunista italiano era infastidito dal mondo gay; basta vedere, tanto per fare un esempio, la presa di distanza da Pier Paolo Pasolini e non solo certo per le sue idee spesso critiche nei confronti del Pci (addirittura tra gli artefici della sua morte si segue anche la pista rossa, oltre che quella nera o quella semplicemente di balordi). Addirittura anche a due figure eccelse del mondo sinistroide si imputa una certa intolleranza nei confronti del mondo gay: Fidel Castro e Che Guevara. I quali, all’indomani della presa del potere, organizzarono campi di concentramento, alla stregua di quelli organizzati per nemici politici e religiosi. Particolarmente interessante è il racconto di Massimo Caprara, ex segretario di Palmiro Togliatti. E a suffragio di questa tesi vi sono le stesse parole discolpanti pronunciate nel ’97 dallo stesso Fidel Castro.

sabato 18 maggio 2013

DALLA GUERRA IN VIETNAM AGLI ELOGI AL NAZISMO, IL FALSO MITO DI JOHN KENNEDY


LE OMBRE DELL’AMATISSIMO PRESIDENTE AMERICANO SI SONO DISSOLTE GRAZIE AL SUO FASCINO TELEGENICO

Era una sera del 20 settembre 2010 quando si sfidavano, davanti a 40 milioni di telespettatori per un’ora in prima serata, nel bianco e nero trasmesso dalla Wbbm-Tv di Chicago, il repubblicano Richard Nixon e il democratico John F. Kennedy. Sebbene tra i due passassero solo 4 anni di differenza (47 anni il primo, 43 il secondo), il primo apparve impacciato, brontolone, stanco, mentre il secondo giovanile, convincente, telegenico; quasi come fossero uno zio e il suo nipote, il vecchio che lascia spazio al nuovo che avanza. Non è un caso infatti che nei sondaggi Nixon ebbe maggiori consensi tra coloro che avevano seguito il dibattito per radio, mentre Kennedy tra coloro che avevano seguito lo scontro in Tv. Nasceva la Telecrazia, ovvero il potere della Tv di persuadere le persone al punto da plasmare la loro opinione politica.
Richard Nixon così, benché dato in grande vantaggio su Kennedy, dovette cedergli il posto come Presidente, passando alla storia rispetto al secondo come un Presidente burbero, sanguinario, con molti scheletri nell’armadio. Certo, su di lui gravarono accuse quali l’eccidio del popolo cambogiano o l’inasprimento dei rapporti con i sovietici per quanto concerne la politica estera, e lo scandalo Watergate per quanto riguarda la politica interna (che lo costrinse pure alle dimissioni). Ma John Kennedy, come suo fratello Ted, dietro quel viso d’angelo e quello stile che tanta ammirazione e invidia ha suscitato negli americani quasi come fossero una dinastia monarchica, ha nascosto non poche nefandezze.

sabato 14 luglio 2012

FIDEL CASTRO COME NOE’, FARA’ COSTRUIRE UN’ARCA PER IMPORTARE ANIMALI DALL’AFRICA


IL PROGETTO E’ STATO AVVIATO NEL 2009. NON MANCANO ASPRE CRITICHE E POLEMICHE

Chi poteva mai pensarlo. Uno degli ultimi simboli del comunismo novecentesco e dell’anti-cattolicesimo che si trasforma in un provetto Noè. Parlo di Fidel Castro che ha pensato al progetto Arca di Noè II, il quale prevede l'importazione di 146 animali selvatici dalla Namibia, appartenenti a 23 specie. Leoni, elefanti, avvoltoi, leopardi e leoni saranno prelevati nella savana africana, sedati e poi trasportati via aereo a Cuba, dove saranno prima chiusi in un recinto in quarantena e poi - se sopravviveranno - saranno trasferiti nel Parco zoologico naturale alle porte dell'Avana. Per gli ambientalisti (e non solo) trattasi di pura follia.

venerdì 23 marzo 2012

FELTRINELLI, IL BORGHESE RIVOLUZIONARIO


OLTRE CHE ATTIVO DURANTE GLI ANNI DI PIOMBO, HA FONDATO L’OMONIMA CASA EDITRICE TUTT’OGGI TRA LE PIU’ IMPORTANTI D’ITALIA

Sabato 17 in quel di Pomigliano d’Arco, dove un tempo si ergeva un’antica distilleria, ha aperto un polo culturale avente come fulcro una filiale della casa editrice Feltrinelli. Una realtà editoriale in continua espansione nata nel 1954 a Milano, ma già in vita come biblioteca nel 1949 e diventata una Holding nel 2005, avente cinque diverse tipologie di franchising a seconda del tipo di locazione e di attività svolta (librerie, Libri e Musica, International, Village ed Express).
Fondatore di questa splendida realtà imprenditoriale e culturale fu Giangiacomo Feltrinelli, nato in una delle più ricche famiglie italiane ma attivista comunista, finanziando in modo ingente il partito ma soprattutto spingendosi oltre fondando il GAP (Gruppo armato proletario).
Ripercorriamo la vita di questo personaggio coerente con le proprie idee benché di estrazione sociale molto diversa da esse, nonché imprenditore e intellettuale lungimirante.