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giovedì 29 ottobre 2015

Hitler scappò in Argentina: ecco i tanti indizi analizzati da un pool di esperti

PIU' VOLTE QUESTA IPOTESI E' STATA AVANZATA. History Channel ha realizzato una serie di documentari METTENDO insieme un pool di ricercatori davvero particolare

Adolf Hitler morì nel suo bunker o riuscì a scappare in Sudamerica? Una domanda che storici, appassionati, seguaci e mass-media si pongono da settant'anni. Senza però trovare una risposta certa. La versione ufficiale dice che il Fuhrer si sia suicidato assieme ad Eva Braun il 30 aprile del 1945. Ma il mito di una fuga del dittatore di origini austriache ha sempre tenuto banco. Lo scorso anno è stato anche pubblicato un libro con tanto di foto sul tema.
History Channel ha realizzato una serie di documentari sulla presunta fine di Hitler. Il network ha messo insieme un pool di ricercatori davvero particolare. Il risultato parla di un Hitler fuggito in Argentina. Vediamo di seguito come arriva a questa conclusione.

domenica 14 dicembre 2014

DALLA STITICHEZZA DI MUSSOLINI ALLE FLAUTOLENZE DI HITLER: LIBRO RIVELA I DISTURBI ALIMENTARI DEI DITTATORI

SI CHIAMA ’Dictators’ dinners: a bad taste guide to entertaining tyrants’, SCRITTO A QUATTRO MANI DA DUE AUTRICI BRITANNICHE

Anche i dittatori, per quanto cinici e tiranni, avevano problemi intestinali. Magari erano anche dovuti alla perenne paura di essere avvelenati. Mangiavano cibi particolari, al limite della stranezza. A pensare di farne un libro due autrici britanniche, Victoria Clark e Melissa Scott, dal titolo “Dictators’ dinners: a bad taste guide to entertaining tyrants”, che tradotto sarebbe più o meno Le cene dei dittatori: una guida di cattivo gusto per tiranni divertenti. Insomma, un chiaro sfottò alle manie alimentari e ai disturbi intestinali di quanti hanno ucciso e torturato milioni di innocenti. Da Mussolini a Hitler, da Mao a Ceaucescu.

martedì 24 giugno 2014

L’EURO FU IDEATO DAL NAZISMO: LO DOCUMENTA UNA CONFERENZA DEL 1942

QUELL’ANNO Il ministro dell'economia della Berlino nazista, Walter Funk, organizzO’ una conferenza con economisti, politici e i vertici delle maggiori industrie, NELLA QUALE AVANZo’ L’IDEA DI UNA Società economica europea

Spesso, goliardicamente, gli euroscettici accostano la Cancelliera Angela Merkel a Adolf Hitler, perché con le dovute differenze, incarna quell’idea di Germania forte che domina sull’Europa. Che impone i suoi diktat e Nein ai Paesi che vorrebbero qualche sconticino in termini di Austerity. Ma il paragone non è poi così assurdo: un’idea di moneta unica europea, di unione economica tra i Paesi europei mediante interscambi commerciali, era già venuta al Nazismo negli anni ’40. L’euro pensato per la prima volta da Hitler e i suoi collaboratori; l’euro difeso dalla Merkel e i suoi collaboratori oggi.

venerdì 31 gennaio 2014

UN LIBRO RILANCIA LA TEORIA DI HITLER MORTO IN SUDAMERICA, CON TANTO DI FOTO

SECONDO Simoni Reneè Guerrero Dias, un’insegnante di educazione artistica, IL FUHRER sarebbe fuggito in Brasile e sarebbe morto in un villaggio del Mato Grosso NEL 1984

Di tanto in tanto viene pubblicato qualche libro che proverebbe che Adolf Hitler non si sarebbe suicidato nel suo Bunker della Cancelleria di Berlino il 30 aprile del 1945, bensì sarebbe fuggito in Sudamerica insieme ad altri gerarchi (alcuni di loro anche dopo qualche anno), dove sarebbe morto negli anni ’80. Addirittura qualcuno ha parlato di tentativi da parte del folle medico Josef Mengele – autore come noto di atroci esperimenti sugli ebrei - di riportarlo in vita attraverso un campione di DNA. L’ultima tesi, più fantasiosa (come tutte le precedenti del resto) che realistica, vorrebbe Hitler morto nel Mato Grosso nel 1984, quasi centenario. Nel libro c’è anche una foto.

sabato 18 maggio 2013

DALLA GUERRA IN VIETNAM AGLI ELOGI AL NAZISMO, IL FALSO MITO DI JOHN KENNEDY


LE OMBRE DELL’AMATISSIMO PRESIDENTE AMERICANO SI SONO DISSOLTE GRAZIE AL SUO FASCINO TELEGENICO

Era una sera del 20 settembre 2010 quando si sfidavano, davanti a 40 milioni di telespettatori per un’ora in prima serata, nel bianco e nero trasmesso dalla Wbbm-Tv di Chicago, il repubblicano Richard Nixon e il democratico John F. Kennedy. Sebbene tra i due passassero solo 4 anni di differenza (47 anni il primo, 43 il secondo), il primo apparve impacciato, brontolone, stanco, mentre il secondo giovanile, convincente, telegenico; quasi come fossero uno zio e il suo nipote, il vecchio che lascia spazio al nuovo che avanza. Non è un caso infatti che nei sondaggi Nixon ebbe maggiori consensi tra coloro che avevano seguito il dibattito per radio, mentre Kennedy tra coloro che avevano seguito lo scontro in Tv. Nasceva la Telecrazia, ovvero il potere della Tv di persuadere le persone al punto da plasmare la loro opinione politica.
Richard Nixon così, benché dato in grande vantaggio su Kennedy, dovette cedergli il posto come Presidente, passando alla storia rispetto al secondo come un Presidente burbero, sanguinario, con molti scheletri nell’armadio. Certo, su di lui gravarono accuse quali l’eccidio del popolo cambogiano o l’inasprimento dei rapporti con i sovietici per quanto concerne la politica estera, e lo scandalo Watergate per quanto riguarda la politica interna (che lo costrinse pure alle dimissioni). Ma John Kennedy, come suo fratello Ted, dietro quel viso d’angelo e quello stile che tanta ammirazione e invidia ha suscitato negli americani quasi come fossero una dinastia monarchica, ha nascosto non poche nefandezze.

domenica 30 novembre 2008

DA MUSSOLINI A BIN LADEN, ECCO PER CHI TIFAVANO DITTATORI E TERRORISTI

PER CHI TIFAVANO DITTATORI E TERRORISTI?

Il Times, che ogni tanto si diverte a stilare classifiche particolari e spesso riguardanti anche personaggi storici di un certo spessore, questa volta ha stilato la graduatoria dei tifosi peggiori della storia, riferendosi ai personaggi più spietati tifosi di qualche compagine sportiva.

LA CLASSIFICA - Al primo posto si è classificato Adolf Hitler, tifoso dello Shalke 04, che avrebbe aiutato a vincere 6 campionati tra il 1933 e il 1945. Tra i cattivi contemporanei risulta quarto Bin Laden, tifoso dell’Arsenal. Il “nostro” cattivo, Benito Mussolini, si è classificato ventisettesimo, tifoso del Bologna, che avrebbe aiutato a vincere quattro scudetti tra il 1925 e il 1937.