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mercoledì 13 maggio 2015

Il Dante che Benigni non ci racconta: come tratta Maometto e immigrati nella Divina Commedia

LA SUA MASSIMA OPERA E' GIA' STATA IN PASSATO ACCUSATA DI ESSERE ISLAMOFOBICA

Dante Alighieri era islamofobico? Non scherziamo. Del resto, colui che viene considerato il padre fondatore della lingua italiana assieme a Francesco Petrarca, ha piazzato all'Inferno anche qualche Papa: vedi Bonifacio VIII e Celestino V. Il primo fu reo a suo dire di essere stato determinante nel convincere il secondo a ritirarsi («vidi e conobbi l'ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto»). Una volta arrivato al Soglio Pontificio, fece catturare Celestino V, che fu imprigionato fino alla sua morte avvenuta dieci mesi dopo. Vicende pontifice che hanno anche influenzato la sua vita a Firenze, costringendolo all'esilio (di fatti morì a Ravenna). Tuttavia, il modo in cui tratta Maometto e suo cugino Alì, nonché gli immigrati, sembra spaventosamente attuale. Come se si collocasse chiaramente dalla parte di chi, oggi, vede nell'Islam e nell'ondata immigratoria un male da combattere.

giovedì 8 gennaio 2015

ATTENTATO A CHARLIE HEBDO: L’OCCIDENTE GIOCA COL FUOCO E SI SCOTTA PUNTUALMENTE

IL GIORNALE SATIRICO DA TEMPO PUBBLICAVA VIGNETTE SULL’ISLAM E MAOMETTO ED ERA STATO MINACCIATO. UCCISE 12 PERSONE, TRA CUI IL DIRETTORE

Francia sotto choc, colpita nel suo cuore: Parigi. Ieri, intorno a mezzogiorno, due persone sono entrate nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, che ha sede a qualche centinaio di metri dalla Bastiglia ed hanno ucciso dodici persone, tra le quali il direttore Stephane Charbonnier, che firmava Charb le sue vignette. Otto i giornalisti ammazzati, due poliziotti sono stati freddati durante la fuga, uno è stato finito con una vera e propria esecuzione. Le altre vittime sono un impiegato e un ospite. Undici invece sono i feriti, quattro dei quali in condizioni gravissime, da ore nelle mani dei chirurghi dell’ospedale della Pitie’-Salpetriere. I killer, in fuga, sono due fratelli jihadisti franco-algerini di 32 e 34 anni, Said e Cherif, tornati in Francia quest’estate dalla Siria, sarebbero stati riconosciuti grazie alla carta d’identità ritrovata dalla polizia nella Citroen C3 abbandonata dagli attentatori durante la fuga vicino alla porte de Pantin. Il giovane complice, Amid, 18 anni, sarebbe stato alla guida delle diverse auto durante l’operazione. Si parla di un attentato alla libertà di espressione. O è solo la reazione da parte di chi forse, nella propria cultura, non ammette la satira?